MUSICA
Sanremo 2026, Fulminacci con «Stupida sfortuna»: testo e significato
Sanremo 2026 segna il ritorno di Fulminacci all’Ariston con un brano notturno e malinconico, in attesa del nuovo album «Calcinacci» e del tour nei palazzetti
A cinque anni dal debutto al Festival con “Santa Marinella”, Fulminacci – all’anagrafe Filippo Uttinacci – torna in gara a Festival di Sanremo con il brano «Stupida sfortuna». Per il cantautore romano si tratta della seconda partecipazione all’Ariston, in un momento di piena maturità artistica.

Il 13 marzo uscirà il nuovo album “Calcinacci”, che includerà anche collaborazioni con Franco126 e Tutti Fenomeni. Nella serata delle cover, in programma venerdì 27 febbraio, Fulminacci duetterà con Francesca Fagnani sulle note di «Parole parole».
Il testo di «Stupida sfortuna»
Ti troverò dentro a una foto
Sotto l’acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all’aperto
Come un’allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po’ meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po’
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C’è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l’ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L’infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento
Il significato del brano
Fulminacci ha descritto la canzone come «una passeggiata notturna e solitaria alla ricerca di qualcosa o qualcuno che forse arriva». Il testo alterna immagini urbane – metro, semafori, manifesti – a riflessioni intime su tempo, paura e destino. «Stupida sfortuna» diventa così il simbolo di un amore sfuggente e di un’inquietudine generazionale, raccontata con lo stile diretto e poetico che contraddistingue l’artista romano.