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Fare come Baglioni… ma come il Conte, mica il cantante

Cosa significa davvero “fare come Baglioni”: il cantante non è mai c’entrato nulla

Fare come Baglioni, ovvero togliersi dai… ma non come Claudio Baglioni: quanti conoscono la vera storia di questo modo di dire che nulla a che vedere con il più celebre cantante?

Alla volta delle origini poco note del modo di dire

Quante volte l’abbiamo simpaticamente sentito dire, o quante volte siamo stati noi a dirlo. Qualcuno però è ancora convinto che sia tutto una mera questione di rima e che Claudio Baglioni ne esca un po’ come sfortunato malcapitato. Peccato però che, come dicevamo, l’uomo di Avrai e Questo piccolo grande amore non abbia nulla in comune con questa colorata espressione. Il significato non cambia nemmeno di fronte a delucidazioni: come si evince, il modo di dire fa sempre rimando alla volontà di andarsene.

Il Conte Baglioni e la sua misteriosa abitudine di abbandonare gli ospiti

Ma allora perché si dice “fare come Baglioni” se il contemporaneo cantante non c’entra nulla? La risposta l’abbiamo compiendo alcune ricerche tra leggende, storie tramandate e archivi storici. Storia che ci conduce alla porta della famiglia Baglioni, non quella di Claudio, bensì di una delle più nobili famiglie di Perugia. Parliamo dunque di un più noto e antico Conte Baglioni nella cui storia personale rintracciamo la natura del detto.

fare come baglioni
Fare come Baglioni il Conte

Pare infatti che il Conte Baglioni fosse solito abbandonare spesso feste e cerimonie. Poco importava che si trattasse di banchetti da lui organizzati, abbandonare gli ospiti era proprio una consuetudine del Conte, solito allontanarsi senza rendere spiegazioni.

fare come baglioni rodolfo baglioni
Fare come Baglioni, nella foto il conte Rodolfo Baglioni

Un comportamento ai più maleducato che però mascherava un presunto segreto, un retroscena diremmo oggi. Molto misterioso nel suo apparire e scomparire di tanto in tanto, pare che il Conte fosse solito abbandonare puntualmente i suoi ospiti per incontrare segretamente la sua amante. Usato correttamente più che rifarsi all’abbandono potrebbe voler dire che si ha un segreto da proteggere e da raggiungere.

🚨 Guasto Globale su Cloudflare: Siti Web Interrotti per Ore

Un problema tecnico su Cloudflare, piattaforma essenziale per il 20% dei siti web, ha causato disservizi di connessione a livello mondiale, bloccando piattaforme come X, Spotify e ChatGPT.

📉 L’Evento e i Siti Coinvolti

Cloudflare 1

Nel pomeriggio di martedì, numerosi siti internet in tutto il mondo hanno registrato malfunzionamenti, problemi di connessione o sono risultati completamente inaccessibili a causa di un guasto tecnico sulla piattaforma Cloudflare.

  • Inizio e Durata: I problemi sono iniziati intorno alle ore 13:00 (ora locale non specificata, ma presumibilmente CET) e sono proseguiti per alcune ore, attenuandosi progressivamente.
  • Piattaforme Colpite: Tra i servizi più noti che hanno avuto disagi (inaccessibilità, caricamento parziale dei contenuti o funzionamento a tratti) figurano:
    • X (l’ex Twitter)
    • Spotify
    • ChatGPT
    • League of Legends (gioco online)
    • Persino il sito Downdetector, che monitora i malfunzionamenti, ha avuto problemi.
  • Impatto: Cloudflare fornisce servizi cruciali per circa il 20% dei siti web globali. Non tutti gli utenti hanno riscontrato gli stessi problemi, né è chiara la gravità esatta del guasto per ogni sito coinvolto.

🔍 La Causa del Malfunzionamento

Cloudflare 2

Cloudflare ha identificato rapidamente la radice del problema e ha comunicato di aver introdotto un correttivo.

  • Origine del Guasto: I problemi sono stati causati da un aggiornamento di routine riguardante la gestione dei bot (spesso utilizzati negli attacchi informatici).
  • Dinamica: L’aggiornamento non ha funzionato come previsto, scatenando un effetto a catena che ha creato grossi problemi all’intero sistema Cloudflare.
  • Cronologia: L’azienda ha individuato il problema alle 14:10 e poco dopo ha introdotto l’aggiornamento risolutivo.

🔙 Precedenti Disagi

Questo è il secondo problema generalizzato che colpisce una vasta porzione di internet in meno di un mese:

  • Il 20 ottobre si erano verificati grossi disagi globali dovuti a un problema su Amazon Web Services (AWS), che, come Cloudflare, offre servizi essenziali per il funzionamento di molti siti.

Che cos’è il Cloudflare

Certamente. Hai fatto riferimento a Cloudflare, l’azienda che ha causato il recente guasto globale.

Cloudflare è una società americana che offre servizi cruciali per l’infrastruttura di Internet, essenziali per la velocità, la sicurezza e l’affidabilità di circa il 20% dei siti web a livello mondiale.

Si comporta come una sorta di intermediario tra i server dei siti web e gli utenti che vi accedono.

Pubblicato in NEWS

La locuzione “divide et impera” è un antico principio di strategia politica e militare.

Curiosità: la locuzione “divide et impera”, che in latino significa “dividi e comanda”, è un antico principio di strategia politica e militare.

📜 Origine

L’espressione non compare testualmente nei testi latini classici, ma riassume perfettamente una strategia usata fin dall’antichità, soprattutto da imperatori romani come Giulio Cesare e Ottaviano Augusto.

La frase è poi diventata famosa attraverso Machiavelli e altri pensatori politici del Rinascimento, che ne hanno codificato il significato come tecnica per governare i popoli mantenendoli separati e quindi più facilmente controllabili.

⚔️ Significato e strategia

“Divide et impera” significa che:

Se tieni i tuoi avversari, sudditi o rivali divisi fra loro, sarà più difficile per loro coalizzarsi contro di te, e quindi più facile dominarli o governarli.

💬 Esempi storici

  • Impero Romano: Roma concedeva privilegi diversi alle città sottomesse, generando rivalità e impedendo alle province di unirsi contro di essa.
  • Impero Britannico: applicava il principio nelle colonie (come in India), favorendo tensioni religiose e sociali per mantenere il controllo.
  • Machiavelli, ne Il Principe, suggeriva al sovrano di creare divisioni interne tra i sudditi per assicurarsi il potere.

🧠 Uso moderno

Oggi si usa anche in contesti più generali, non solo politici:

  • In azienda: un manager può (eticamente o meno) evitare che i dipendenti si coalizzino.
  • In politica: governi o partiti possono seminare divisioni sociali per mantenere il consenso.
  • In relazioni personali tossiche: manipolatori possono isolare una persona dal gruppo per dominarla psicologicamente.

Prendere lucciole per lanterne

Prendere lucciole per lanterne: significato, origine e utilizzo

Modo di dire: “Prendere lucciole per lanterne” è un’espressione idiomatica della lingua italiana che indica un errore evidente o la confusione di una cosa con un’altra. Il significato è molto simile a quello di “confondere le pigne con le castagne” e si usa quando qualcuno si sbaglia in modo palese o non riesce a distinguere correttamente due cose simili ma diverse.

Origine dell’espressione

L’origine di questa locuzione risale a tempi antichi, quando le lucciole erano utilizzate come fonte di luce nelle aree rurali, mentre le lanterne, di solito alimentate da una fiamma o una candela, erano usate per illuminare le strade. La luce delle lucciole è molto più debole rispetto a quella delle lanterne, quindi se qualcuno prendeva una lucciola per una lanterna, stava commettendo un errore nel confondere una luce fioca con una luce più forte e stabile. Questo errore si è poi evoluto in una metafora per descrivere la confusione tra due cose simili ma diverse.

Significato

L’espressione viene usata per descrivere situazioni in cui qualcuno confonde due elementi, solitamente perché non è in grado di riconoscere la differenza tra di essi, spesso a causa di una superficialità o di una mancanza di attenzione. Ad esempio, può essere utilizzata quando si confonde una persona per un’altra simile, oppure quando si scambia un prodotto economico per uno di qualità superiore solo basandosi sull’apparenza.

Come utilizzare l’espressione

“Prendere lucciole per lanterne” si può usare in vari contesti, per esempio:

  • “Non fare il solito errore di prendere lucciole per lanterne!” — quando si vuole avvertire qualcuno di non fare un errore evidente.
  • “Mi hai proprio preso lucciole per lanterne!” — per esprimere sorpresa o frustrazione davanti a un evidente errore o confusione.

Sinonimi e alternative

Alcuni sinonimi di “prendere lucciole per lanterne” che esprimono lo stesso concetto di confusione o errore sono:

  • Confondere le carte
  • Scambiare i fiori
  • Confondere i fatti
  • Ingannarsi con le apparenze
  • Prendere per oro colato

Esempi concreti

Ecco alcuni esempi di situazioni in cui si potrebbe utilizzare l’espressione:

  • Confondere una persona di buona reputazione con una persona disonesta, solo basandosi sull’apparenza.
  • Credere che un prodotto scadente sia di alta qualità, grazie a un’etichetta accattivante.
  • Confondere un’imitazione con l’originale solo perché sembrano simili esteriormente.

Conclusioni

“Prendere lucciole per lanterne” è un modo di dire che sottolinea l’importanza di saper distinguere correttamente le cose, evitando di fare confusione tra elementi simili ma distinti. È un’espressione utile per esprimere errori o inganni, facendo riferimento a situazioni in cui una persona non riconosce correttamente la natura delle cose che ha davanti.

Annalisa diventa madrina del Roma Pride 2024

Un impegno per la libertà e l’uguaglianza

Annalisa, cantautrice ampiamente rinomata nel panorama musicale italiano, assumerà un ruolo di grande visibilità e importanza nel prossimo anno, diventando la madrina del Roma Pride 2024.

La notizia è stata diffusa direttamente dall’artista, attraverso un messaggio emozionante e ricco di significato condiviso sul suo profilo Instagram. Nella sua comunicazione, Annalisa esprime un sentimento di grande onore nel poter partecipare attivamente a un evento di così rilevante portata sociale e culturale, quale è il Pride, giunto ormai alla sua trentesima edizione.

Nel suo post, l’artista sottolinea l’importanza di questa giornata non solo come momento di celebrazione, ma anche come preziosa opportunità per focalizzare l’attenzione sui diritti della comunità Lgbtqia+ e promuovere un messaggio di inclusione e uguaglianza. “Celebrare insieme i 30 anni del Pride Roma sarà speciale, e soprattutto un’occasione unica per attirare l’attenzione ancora una volta sui diritti della comunità Lgbtqia+ e di tutti”, ha affermato Annalisa, sottolineando il suo entusiasmo e orgoglio per l’invito ricevuto.

La scelta come Madrina Annalisa al Roma Pride 2024

La scelta di avere Annalisa come madrina non appare casuale, dato il suo impegno costante nei confronti di tematiche sociali e la sua capacità di trasmettere messaggi profondi attraverso la sua musica.

La cantante ha infatti dichiarato che il concetto di libertà di essere rappresenta un pilastro centrale sia delle sue canzoni che della sua vita, evidenziando quanto sia fondamentale lavorare per una società che possa dirsi veramente civile e inclusiva. La partecipazione di Annalisa al Roma Pride 2024, in programma il 15 giugno, è stata commentata anche da Mario Colamarino, portavoce della manifestazione.

Colamarino esprime fiducia nei confronti di Annalisa

Colamarino ha espresso grande fiducia nell’apporto dell’artista all’evento, sottolineando come il suo impegno civile e la sua capacità di comunicare valori possano contribuire significativamente alla diffusione del messaggio che un paese civile e democratico non può e non deve tollerare discriminazioni, avanzando con decisione sulla strada dell’uguaglianza e della libertà per tutti.

In questa speciale occasione, sarà anche la canzone “Sinceramente” di Annalisa, brano che ha ottenuto un eccellente terzo posto al Festival di Sanremo, a fare da colonna sonora alla sfilata, offrendo un ulteriore livello di connessione emotiva e artistica all’evento.

Si preannuncia dunque un Roma Pride 2024 all’insegna non solo della celebrazione e della commemorazione, ma anche del rinnovato impegno verso principi di uguaglianza, libertà e accettazione, con Annalisa che, grazie alla sua voce e al suo spirito, guiderá la manifestazione come simbolo di un’arte che si fa portatrice di cambiamento e progresso sociale.

Anziani Straordinari: Da Conquiste Estreme a Supereroi Quotidiani

L’età non è un limite, ma spesso un incentivo creativo

Cinque racconti in cui sono coinvolti anziani straordinari che non si fanno il problema della loro età, ma che si comportano da supereroi.

  1. Un anziano giapponese ha sorpreso la comunità internazionale quando ha deciso di scalare il Monte Everest. All’età di 80 anni, è salito sulla vetta, diventando così l’escursionista più anziano a raggiungere il punto più alto della Terra. La sua impresa ha dimostrato che l’età non è un limite per le sfide estreme.

2. In una vicenda che sembra uscita da un film, un’anziana signora è stata fermata dalla polizia mentre guidava a una velocità ben superiore al limite consentito. La donna, di 92 anni, ha affermato di essere in ritardo per un appuntamento dal parrucchiere. La sua disinvoltura nel fronteggiare la situazione ha sorpreso e divertito molti.

3. Una coppia di anziani, non contenta della monotonia della vita di tutti i giorni, ha deciso di intraprendere un’avventura che li ha portati a viaggiare per il mondo in bicicletta. Partiti dall’Europa, hanno attraversato diversi continenti, dimostrando che la voglia di esplorare non ha età.

4. In Scandinavia, un’anziana donna ha deciso di combattere il crimine a modo suo. Vestita da supereroe, ha pattugliato le strade della sua città per aiutare chi si trovava in difficoltà e per prevenire piccoli crimini. La sua iniziativa ha attirato l’attenzione dei media ed è diventata un simbolo di coraggio.

5. Un nonno ha deciso di usare la sua pensione in un modo unico: ha costruito un parco giochi nel suo giardino per i nipoti. Ma non un parco giochi qualunque, uno che includeva montagne russe fatte a mano e altre attrazioni. Con questa iniziativa, ha creato un luogo di riunione e di gioia per tutta la famiglia e per i vicini.

Racconti di anziani straordinari che si comportano da supereroi

Queste storie straordinarie di anziani che compiono imprese insolite, divertenti e talvolta audaci, ci ricordano che l’età è solo un numero. Sfidando i pregiudizi e le aspettative della società, queste persone dimostrano che si può vivere appieno e appassionatamente a qualsiasi età. Le loro azioni ispirano a non sottovalutare le capacità degli anziani e a riconsiderare le nostre proprie convinzioni sui limiti dell’età. In definitiva, ci insegnano che è mai troppo tardi per esplorare nuovi orizzonti, vivere avventure ed essere protagonisti di storie incredibili.

Barbara Perna, creatrice del personaggio Annabella Abbondante

Barbara Perna inventa il personaggio di Annabella Abbondante magistrato

Nata a Napoli il 6 settembre 1969, vive e lavora a Roma, ma porta sempre con sé l’orgoglio e l’identità partenopea, alimentati dai ricordi vividi di un’infanzia e un’adolescenza trascorse sotto l’ombra protettiva del Vesuvio. La sua carriera avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa, avendo flirtato seriamente con il mondo dello spettacolo nei primi anni di gioventù.

Nel 1998, la svolta professionale: supera il Concorso in Magistratura, la sua carriera la porta a servire in diversi tribunali italiani, assumendo ruoli che le consentono di sperimentare varie sfaccettature del campo giuridico.

Tuttavia, è nel piccolo Tribunale di Montepulciano, in Toscana, che lascia un pezzo del suo cuore, un luogo dove ha trascorso cinque anni fondamentali della sua vita professionale prima del trasferimento a Roma. Ma è nella scrittura che Barbara Perna sembra trovare un’ulteriore dimensione di sé. Pubblicando con Giunti, esordisce come autrice con il romanzo “Annabella Abbondante. La verità non è una chimera” nel 2021, seguito da “Annabella Abbondante. L’essenziale è invisibile agli occhi” nel 2022 – quest’ultimo riconosciuto con il Premio NebbiaGialla 2023 – e infine “Annabella Abbondante. Il passato è una curiosa creatura” 2024 è già in libreria.

Chi è Annabella Abbondante, la creatura di Barbara Perna

“Mi chiamo Annabella Abbondante, porto la taglia quarantotto e sono sempre a dieta.
Si, lo so. Assurdo. In un certo senso mi sento una predestinata.

Con questo nome, direte voi, si capisce il motivo per cui a sedici anni avevo pensato di dover fare l’attrice comica. Perché invece, alla fine, io abbia scelto di fare il magistrato, il mestiere più serioso del mondo, si capisce meno, dite la verità.

Adesso presto servizio a Pianveggio, provincia di Lucca, Italia. Faccio il giudice civile. Passo la maggior parte del tempo nel mio piccolo Tribunale, non sono sposata, non ho figli e sono felice così.

Insomma, faccio una vita tranquilla. Il più delle volte. A parte quando mi metto in testa una di quelle idee, quelle “stile Abbondante”, come direbbe il mio migliore amico Nicola. Sì, perché ho una confessione da farvi.

Ho tre dipendenze gravi da cui non riesco a liberarmi. La caffeina, i cannoli e la verità. So che tutte e tre possono farmi male. Ma proprio non riesco a farne a meno.”

Roberto Valbuzzi e il commento di un follower vegetariano

Nel post è stato evidenziata una sensibilità nei confronti degli animali

La situazione riguarda un episodio in cui lo chef Roberto Valbuzzi ha condiviso una video ricetta su Instagram, ricevendo un commento critico da parte di un follower vegetariano che ha espresso preoccupazione per il benessere degli animali. In particolare, il commento ha evidenziato una sensibilità nei confronti della sofferenza degli animali durante la preparazione di piatti a base di carne.

Anche se il commento è stato espresso in modo rispettoso, ha comunque sollevato una questione importante riguardante il benessere degli animali e l’etica alimentare. È comprensibile che alcuni individui possano sentirsi a disagio o addirittura disgustati nel vedere la preparazione di piatti a base di carne, specialmente se sono sensibili al tema del trattamento degli animali.

È importante che i cuochi e gli chef tengano conto delle varie sensibilità e scelte alimentari dei loro seguaci, anche quando condividono le loro ricette sui social media. Questo episodio può fungere da spunto per riflettere sull’importanza di un approccio rispettoso e consapevole verso il cibo e sulle varie prospettive riguardanti l’alimentazione e il benessere degli animali.

Alessandro Borghese: Tra Fornelli e Tradizione, la Ricetta del Successo

Puntando su cucina e coste in Italia non dovremmo fare più un ca**o

Alessandro Borghese, figlio dell’attrice Barbara Bouchet e dell’imprenditore napoletano Luigi Borghese, è un volto noto non solo nell’ambito della ristorazione, ma anche sul piccolo schermo.

Conosciuto per la sua capacità di navigare con disinvoltura tra i fornelli e le telecamere, si è guadagnato la reputazione di “autodidatta di lusso”, come lo ha descritto il Gambero Rosso. La carriera di Borghese è stata una vera e propria scalata, iniziata con tre anni di esperienza su navi da crociera e arricchita da periodi all’estero, che lo hanno formato e preparato per i successi futuri.

Ora alla guida di una società di catering, advertising e consulenza denominata AB Normal, Borghese vanta anche due ristoranti situati a Venezia e Milano, con un terzo in programma di apertura, consolidando così la sua presenza nell’elite della ristorazione italiana. Alessandro Borghese ha inoltre esplorato l’Italia in lungo e in largo grazie al suo programma televisivo “4 Ristoranti”, che gli ha permesso di immergersi nelle ricchezze della tradizione culinaria del Bel Paese.

L’intervista rilasciata a Gambero Rosso

L’illustre chef ha condiviso le sue riflessioni sull’attuale panorama gastronomico e sulla nuova generazione di cuochi. Egli osserva una discrepanza tra le ambizioni dei giovani chef, troppo spesso inclini a cercare di impressionare a tutti i costi, e la loro conoscenza delle ricette tradizionali, che dovrebbero invece costituire il fondamento del loro repertorio culinario.

Borghese critica questa tendenza a privilegiare piatti complessi e spettacolari in luogo di preparazioni più semplici e radicate nella tradizione, sottolineando l’importanza di padroneggiare la cucina con pochi ma essenziali ingredienti. Rivolgendo lo sguardo al futuro, Alessandro Borghese si fa portavoce di un appello al ritorno alle origini, valorizzando i patrimoni gastronomici e naturali dell’Italia.

Convinto che il Paese possa trarre enorme vantaggio dalla propria eredità culinaria e dalle sue bellezze costiere, lo chef solleva un punto critico sul dibattito attuale riguardo al lavoro e al valore dell’esperienza nel settore della ristorazione. Egli si dichiara preoccupato per i giovani che aspirano a retribuzioni elevate senza aver maturato l’esperienza necessaria, ricordando l’importanza del sacrificio e dell’impegno come ingredienti fondamentali del successo.

Alessandro Borghese incarna così il perfetto esempio di come dedizione, rispetto per le proprie radici e una costante ricerca dell’eccellenza possano generare una carriera di successo.

La Nobiltà di Carta: La Decadenza di un Influencer tra Luxo e Finzione sui Social

Una realtà costruita sui pilastri incerti dei social network

Leonardo Maini Barbieri è stato smascherato, per anni, ha invitato i suoi follower su Tik Tok, offrendo loro uno spaccato di una vita che, come si è scoperto, è ben lontana dalla realtà.

Conosciuto sui social per il suo sfarzoso stile di vita, tra gioielli scintillanti, borse di alta moda e un lungo titolo nobiliare, Leonardo Maini Barbieri, giovane 23enne di Carpi, ha costruito intorno a sé l’aura di un nobiluomo d’altri tempi.

Un’immagine che, tuttavia, si è sgretolata sotto l’occhio vigile e critico di Giacomo Attanà, esperto di moda, che ha iniziato a notare e sottolineare numerose incongruenze nella narrazione di Barbieri.

L’intervento del programma televisivo “Le Iene” ha segnato il momento di svolta, portando alla luce la verità dietro il personaggio di Barbieri. Durante un servizio, infatti, Attanà ha affrontato il giovanissimo influencer, ponendogli domande incisive sulla sua presunta ricchezza e nobiltà.

La confessione di Leonardo Maini Barbieri

Con sorpresa del pubblico, Barbieri ha confessato, ammettendo di aver costruito un personaggio, una sorta di alter ego nobiliare, ispirandosi a figure storiche come Napoleone, che si autoincoronò senza appartenere realmente alla nobiltà. Sugli sfarzosi bracciali di Cartier, il ventitreenne ha rivelato la loro natura non autentica e sul taggare il famoso brand, ha spiegato di averlo fatto solo perché si trovava nei pressi di un negozio Cartier nel momento dello scatto delle foto.

Quando poi gli è stato chiesto di mostrare i suoi gioielli a casa sua, Barbieri ha evitato la questione sostenendo che forse erano custoditi in banca. Il momento forse più emblematico di tutta l’intervista è arrivato quando, interrogato sulle presunte commesse di Hermes che avrebbe fatto licenziare, ha risposto di aver semplicemente esagerato quella vicenda, smitizzando uno dei racconti che più hanno alimentato la sua fama sui social.

La confessione più significativa, tuttavia, arriva nel finale dell’intervista: Barbieri ammette che il seguito sui social non è dovuto alla veridicità della sua ricchezza o nobiltà, ma al fatto che si è creato come “personaggio”.

Una riflessione amara su come l’apparenza sui social media possa facilmente sopperire alla sostanza, e su come il desiderio di notorietà possa spingere individui a costruire intere identità basate su finzioni.

Questa vicenda riapre il dibattito sulla realtà costruita dai social network e sul confine sempre più labile tra autenticità e finzione. Bisogna ricordare agli utenti di guardare oltre l’apparenza, in un mondo dove l’immagine da vendere diventa spesso più importante della verità da vivere.