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Un gioco è Belli finché Duran: perché Cento Vetrine, quando ne basta una giusta?

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Alex Belli concorrente al GF Vip

È un game man! Chissà se lo sportivissimo Alex Belli penserà lo stesso quando venerdì farà il suo ingresso nella Casa del Grande Fratello Vip la moglie Delia Duran. Annunciata orgogliosamente da Alfonso Signorini durante la puntata di ieri sera, la new entry è l’asso nella manica che il conduttore ha in serbo per incantare l’annoiato pubblico inerziale del reality.

La scommessa di Alfonso Signorini: tra moglie e marito, altro che dito

Lo ben sapeva il preparato “Alfo”, enciclopedico conoscitore di virtù e vizi del panorama gossipparo nazionale e che già dal giorno 1 del reality non mancava di dubitare circa le caste esternazioni dell’attore e modello, che il suo Adamo avrebbe mangiato la mela. Ma nel paradiso all’incontrario della Casa, non è prevista alcuna cacciata, bensì un nuovo ingresso.

La moglie di Alex Belli, secondo il rito della parola, ovvero Delia Duran, varcherà la porta rossa dunque. Il piano prevede che la donna entri furiosamente in casa per porre fine. Poco importa se alla sua relazione con Alex o se alla chimica artistica (o rapporto di fiducia, che dir si voglia) tra lo stesso e Soleil, basta che qualcosa finisca e il tutto avvenga in diretta. La scommessa di Signorini è questa, non sono previste alternative, poiché le quote di una pace a tre sono davvero ridotte all’osso e i bookmakers faranno di tutto per impedire questo malaugurato avvenimento. D’altronde anche gli stessi Promessi Sposi remano affinché si segua la corrente dello share, perché se le rose non fioriranno almeno faranno cachet.

Sorge (non è Soleil stavolta, è proprio un verbo) il dubbio che gli autori siano bravi a tal punto da aver preparato tutto con largo anticipo e che la “dinamica” possa non essere frutto del caso. Se così fosse, ci sarebbe da applaudirne la lungimiranza (ovviamente è d’obbligo trattenere qualsiasi reflusso empatico per la coppia).

La sindrome di Stoccolma in salsa Mediaset

Il tranello è compiuto dunque. Rapito, ostaggio del pattume (errata corrige, piattume), intorpidito da un cast assente ingiustificato (eccezion fatta per le urla ciprianiche, i deliri giucascaselliani e le conturbazioni ayurvediche made in Belli-Stasi), il pubblico vede ora il miraggio, la possibile trasformazione del GF Bonomelli in qualcosa di leggermente più caffeinico. Sadico, ma caffeinico. Incatenato, addomesticato, già reso docile, il pubblico attende la carezza del carnefice, quel gesto d’attenzione per trovar luce in un buio generalizzato. Nulla di così serio per fortuna, in fondo è solo un game, man!