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Wentworth Miller: la star di Prison Break è affetta da autismo, la diagnosi

La scoperta attraverso una diagnosi arrivata 1 anno fa, all’età di 48 anni

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wentworth miller affetto da autismo: la confessione su Instagram

Wentworth Earl Miller III all’anagrafe, Wentworth Miller sui social ma soprattutto Michael Scofield, il celebre protagonista di una delle serie tv più amate a livello internazionale, Prison Break. Un divo negli States ma anche in Italia che proprio in tempi recentissimi ha voluto condividere con il suo pubblico, estremamente variegato, quanto accadutogli circa un anno fa: una diagnosi, un improvviso sconvolgimento che ora necessita tempo per essere compreso.

L’attore ha confessato ai suoi fan di essere affetto da una forma di autismo.

Wentworth Miller, la star di Prison Break: “Sono affetto da una forma di autismo

Non deve essere stato affatto facile per il celebre attore americano, Wentworth Miller, scoprire quasi all’età di 50 anni, attraverso una diagnosi, di essere affetto da una forma di autismo. Una scoperta particolarmente delicata per l’attore, idolo di intere generazioni in tutto il mondo per quel suo ruolo da protagonista nella fortunata serie tv, Prison Break. A raccontare tutto è stato lo stesso Miller attraverso un recente e lungo post su Instagram dove ha voluto condividere con i suoi oltre 2 milioni di fan la diagnosi arrivatagli circa un anno fa.

La scoperta dell’autismo, la diagnosi e un appello

Come tutti, la vita durante la quarantena mi ha tolto qualcosa – inizia così il lungo post di Wentworth su Instagram dove condivide con i suoi fan la notizia della diagnosi, arrivatagli però oltre 1 anno fa – [..] Questo autunno segna 1 anno da quando ho ricevuto la mia diagnosi informale di autismo. Preceduta da una autodiagnosi. Dopo è seguita una diagnosi formale“. Una diagnosi arrivata all’età di 48 anni e che ha cambiato la vita dell’attore che ci tiene però, nel condividere la notizia con i fan, ad evidenziare quanto questo si traduca nella mera confidenza allontanando l’idea di diventare una “voce”. “Diciamo che è stato uno shock, ma non una sorpresa – racconta poi sempre l’attore sui social – [..] Non ne so abbastanza di autismo (c’è molto da sapere). Da essere il mio lavoro è allargare e mie conoscenze. Riesaminare 5 decenni di vita sotto una nuova lente, ci vorrà del tempo“.

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