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I debuttanti salveranno Sanremo 2026: perché le vere sorprese sono gli esordienti
Da Colombre e Maria Antonietta a Sayf: i semi-sconosciuti con le canzoni migliori pronti a ribaltare il Festival
Altro che big consolidati o rapper da classifica: a sorprendere davvero al Festival di Sanremo potrebbero essere gli esordienti. Quei nomi che, al momento dell’annuncio del cast, vengono accompagnati dal classico “e questo chi è?”.
E invece, proprio loro – outsider per natura – sembrano avere in mano i brani più freschi, con più idee e capaci di spiazzare il pubblico.
Non i rapper (con una scena hip hop che appare meno incisiva rispetto agli anni scorsi), non i cantautori puri – che nel 2025 avevano acceso subito l’interesse – e nemmeno la lunga fila di ballate “sanremesi” impeccabili ma prevedibili. La vera scossa potrebbe arrivare da chi parte dietro.
Colombre e Maria Antonietta: la coppia indie che può fare il colpo grosso

La coppia formata da Colombre e Maria Antonietta potrebbe essere la rivelazione dell’edizione 2026. Uniti nella vita e sul palco, arrivano da oltre dieci anni di carriera nella scena indie più pura, tra piccoli club e nicchie fedelissime.

Non sono i Coma_Cose: il loro progetto non nasce come duo identitario, ma come incontro tra due percorsi solisti solidi. Il paragone più immediato è con Colapesce Dimartino, che nel 2021 trasformarono una sorpresa in fenomeno pop.
La loro La felicità e basta punta a essere una sorta di “Musica leggerissima 2.0”: tormentone sì, ma con struttura e scrittura d’autore. L’effetto novità assoluta forse non c’è più, ma il solco è quello giusto.
Eddie Brock e il ritorno del pop-rock classico
Sulla scia del pop-rock melodico che richiama Vasco Rossi, e che le nuove generazioni hanno riscoperto anche grazie a Olly, si inserisce Eddie Brock.
Il suo brano Avvoltoi è una ballata classica, pulita, con un assolo di chitarra – dettaglio raro nel lotto in gara. Non rivoluzionaria, ma potenzialmente efficace in un contesto affollato di sperimentazioni forzate. A volte, maneggiare bene la tradizione basta per emergere.
Chiello: da oggetto misterioso a beniamino trasversale?
Non è un nome totalmente sconosciuto Chiello, già ospite al Festival 2025 al fianco di Rose Villain, che lo ha definito “la popstar italiana del futuro”.

Con Ti penso sempre si muove tra le suggestioni di un primo Achille Lauro sanremese e la delicatezza cantautorale di Lucio Corsi.
Ex membro della scena trap con la FSK, oggi sembra pronto a trasformare quell’aura “lunare” in un punto di forza capace di parlare anche a un pubblico più adulto.
Sayf: l’urban che respira aria internazionale
La sorpresa più grande potrebbe essere Sayf. In un panorama urban percepito come stagnante, il suo Tu mi piaci tanto evita la scorciatoia del titolo romantico e racconta invece le contraddizioni di chi cresce oggi in Italia.
Ha già preso le distanze dal paragone con Ghali, ma l’ambizione sembra quella di un percorso alla Mahmood: una possibile “nuova Soldi”, capace di cambiare le gerarchie.
Nel suo stile c’è anche un’eco meticcia e internazionale che ricorda Manu Chao, riletto in chiave urban contemporanea.
Il verdetto? Quest’anno vince chi sorprende
Se il Festival di Sanremo 2026 avrà un volto nuovo, potrebbe essere quello di un esordiente. In un cast ricco ma spesso prevedibile, la differenza la faranno idee, personalità e capacità di prendere in controtempo chi ascolta.
E questa volta, più che nei nomi già noti, le stelle sembrano brillare accanto ai debuttanti.