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Cronaca

Controllo giudiziario per Deliveroo: sfruttamento dei rider e accuse di caporalato

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Il Festival delle consegne digitali di Deliveroo si scontra con un’indagine sulla condizione lavorativa dei suoi ciclofattorini. Il controllo giudiziario è la risposta della Procura per fermare la situazione di sfruttamento.

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Sfruttamento sotto la soglia di povertà

Deliveroo Italia è stata messa sotto controllo giudiziario dalla Procura di Milano, che contesta alla piattaforma di consegna di alimenti l’utilizzo di un sistema che sfrutta i suoi ciclofattorini, i cosiddetti “riders”. Con 20.000 lavoratori in Italia e un fatturato annuo di 240 milioni di euro, Deliveroo è accusata di pagare retribuzioni che non garantiscono una vita dignitosa, con compensi inferiori alla soglia di povertà. Un’indagine, condotta dal Nucleo Tutela Lavoro dei Carabinieri e dal pm Paolo Storari, ha rivelato che molti riders percepiscono circa 4 euro l’ora, una cifra lontana dai minimi previsti dalla legge, con punte di scostamento fino a 15.300 euro rispetto ai livelli salariali definiti dal contratto collettivo nazionale.

Algoritmo come datore di lavoro

L’indagine si concentra sull’utilizzo dell’algoritmo da parte di Deliveroo, che gestisce le prestazioni lavorative dei riders. Nonostante questi lavoratori siano formalmente autonomi, l’algoritmo influisce pesantemente sulla loro produttività, imponendo tempi e modalità di consegna, e determinando in gran parte la loro retribuzione. Gli inquirenti sostengono che questo sistema configura un’“etero-organizzazione algoritmica” che, di fatto, rende il lavoro subordinato, quindi applicabile alla disciplina del lavoro dipendente.

Le misure urgenti per fermare lo sfruttamento

In risposta alla situazione di sfruttamento, la Procura ha disposto un controllo giudiziario urgente, nominando un amministratore giudiziario per risolvere i problemi di sfruttamento e retribuzioni insufficienti. L’obiettivo è regolarizzare i lavoratori e interrompere la pratica del caporalato digitale, con l’integrazione di pratiche aziendali più giuste e una revisione degli assetti organizzativi, per evitare il ripetersi di queste problematiche.

L’inchiesta si allarga

L’indagine si è estesa anche ad alcuni grandi clienti di Deliveroo, come McDonald’s, Carrefour, Burger King e Esselunga, con l’intento di verificare se i modelli organizzativi di questi marchi contribuiscano al fenomeno di sfruttamento. Questo segna un passo importante nella lotta contro il caporalato nelle piattaforme digitali e la gestione degli appalti esterni nel settore della logistica.

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