Biografie
Ron, il cantautore italiano tra Sanremo, grandi collaborazioni e successi senza tempo
Dalle origini a Garlasco: la nascita di Rosalino Cellamare
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Ron, nome d’arte di Rosalino Cellamare, nasce il 13 agosto 1953 a Dorno, in provincia di Pavia. Cresce a Garlasco in una famiglia legata alla musica: il fratello Italo, pianista, contribuisce ad avvicinarlo al mondo delle sette note. Ancora adolescente, Ron partecipa a diversi concorsi canori e viene notato dalla RCA Italiana, entrando così nel mondo della discografia.
Gli esordi e il primo Festival di Sanremo
La carriera di Ron prende forma alla fine degli anni Sessanta, quando si esibisce con artisti come Christy e Gabriella Ferri. Nel 1970 arriva per la prima volta al Festival di Sanremo, dove, con il nome di Rosalino, interpreta insieme a Nada il brano Pa’ diglielo a ma’.
Nel 1971 ottiene attenzione con Il gigante e la bambina, canzone scritta da Lucio Dalla e Paola Pallottino. Nello stesso periodo incide una versione italiana di Father and Son di Cat Stevens e firma La storia di Maddalena, interpretata da Sophia Loren nel film La mortadella.
Ron e Lucio Dalla: un sodalizio fondamentale
Uno dei capitoli più importanti della carriera di Ron è il rapporto artistico con Lucio Dalla. Nel 1971 Ron collabora alla scrittura di Piazza Grande, portata poi da Dalla al Festival di Sanremo del 1972. Il legame tra i due prosegue negli anni e diventa una delle collaborazioni più significative della musica italiana.
Nel 1973 Ron pubblica il suo primo album, Il bosco degli amanti, seguito da Dal nostro livello. Dopo alcune esperienze anche nel cinema, torna alla musica nel 1978 con Occhi verdi mari calmi. Nel 1979 partecipa inoltre al progetto Banana Republic, curando gli arrangiamenti del celebre tour di Francesco De Gregori e Lucio Dalla.
Gli anni Ottanta e il successo di “Una città per cantare”
Il 1980 segna una svolta: Rosalino Cellamare adotta definitivamente il nome d’arte Ron e pubblica Una città per cantare, brano destinato a diventare uno dei suoi simboli. Nello stesso periodo realizza il Q-disc Q Concert con Ivan Graziani e Goran Kuzminac.
Nel 1982 arriva un altro importante riconoscimento: Ron vince il Festivalbar con “Anima”. Seguono nuovi album e collaborazioni, mentre Joe Temerario, nel 1984, viene scelta come sigla di Domenica In e inserita nella colonna sonora del film Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli.
Gli anni Novanta e la vittoria a Sanremo
Negli anni Novanta Ron consolida il proprio ruolo di cantautore e autore. Nel 1990 scrive per Lucio Dalla Attenti al lupo, uno dei grandi successi della musica italiana. Poco dopo pubblica album come Apri le braccia e poi vola e Le foglie e il vento, che contiene la celebre Non abbiam bisogno di parole.
Il momento più prestigioso arriva nel 1996, quando Ron vince il Festival di Sanremo insieme a Tosca con Vorrei incontrarti fra cent’anni. La canzone diventa uno dei suoi brani più rappresentativi.
Il ritorno a Sanremo e l’omaggio a Lucio Dalla
Ron continua a essere protagonista della musica italiana anche nel nuovo millennio, alternando album, concerti e importanti collaborazioni. Dopo altre partecipazioni al Festival di Sanremo, nel 2017 presenta L’ottava meraviglia.
Nel 2018 torna ancora sul palco dell’Ariston con Almeno Pensami, brano scritto dall’amico Lucio Dalla. La partecipazione assume così un forte valore simbolico, rappresentando un omaggio a un artista con cui Ron ha condiviso una lunga storia musicale.
Una carriera lunga oltre cinquant’anni
Con una carriera iniziata da giovanissimo, Ron ha attraversato più generazioni della musica italiana. Cantautore, autore e musicista, ha saputo unire sensibilità melodica, scrittura e importanti collaborazioni artistiche, mantenendo nel tempo un’identità riconoscibile. Da Una città per cantare a Vorrei incontrarti fra cent’anni, fino ad Almeno Pensami, il suo percorso resta strettamente legato alla storia della canzone d’autore italiana.