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Amanda Lear su Salvador Dalì: “Aveva 70 anni, l’alito pesante e i denti marci”

Amanda Lear si racconta e rievoca il fascino di Salvador Dalì

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Amanda Lear Salvador Dalì

Amanda Lear, una vita da diva: l’amore per Salvador Dalì

Amanda Lear, un’icona e una diva che già gode dell’immortalità: conduttrice ma anche attrice, pittrice, cantante e musa di Salvador Dalì. Una vita goduta appieno, da artista a tutto tondo, che ora torna a raccontarsi parlando dei suoi incontri più che particolari proprio come quello con il pittore surrealista.

Amanda Lear e i continui pettegolezzi sulla sua sessualità

Amanda Lear, un punto di riferimento per il mondo dello spettacolo di intere generazioni. Eccentrica, fuori dagli schemi ed estremamente libera al punto da disinteressarsi del tutto dei gossip dell’epoca su di lei, che le hanno giovato più che mai. “Oggi siamo invasi dalle fake news, ma allora non ce n’erano molte – raccontava Amanda Lear intervistata dal Corriere della Sera – 40 anni fa, la vita sessuale, il ‘né uomo né donna’ erano molto intriganti, si cominciava a scoprire tutto questo, in effetti questo pettegolezzo mi è servito molto. [..] Più si parlava di Amanda Lear, più i giornali uscivano con scoop sulla mia sessualità“.

L’incontro e il fascino di Dalì: “Mai incontrato un uomo così”

E proprio qui, l’insegnamento di Salvador Dalì. Amanda Lear ha avuto modo di essere infatti musa ma anche compagna di uno dei più grandi pittori del Novecento. Un uomo che ai tempi aveva molti più anni di lei, altrettanto libero, altrettanto fuori dagli schemi: “L’ho imparato da Salvador Dalí: l’anima del business è la pubblicità!”. Così poi, entrando nel vivo di dettagli proprio su Dalì e sui loro trascorsi, passati mai inosservati dal mondo del gossip: “Fisicamente era un bel dibattito. Io uscivo con giovani chitarristi, mentre lui aveva 70 anni e l’alito pesante, i denti marci, eppure non avevo mai incontrato un uomo così affascinante”.

“Ero sotto il suo incantesimo”, Amanda Lear su Salvador Dalì

Racconta poi di un pranzo la Lear, a Parigi, al termine del quale il pittore le avrebbe recitato una poesia di Garcia Lorca: “Nessuno mi aveva mai fatto una cosa del genere. Dimenticavo che fosse vecchio. Non mi ha mai raccontato la stessa storia due volte. Mi parlava del suo tempo, dei surrealisti, di Hitchcock, di Frank Sinatra. Ero sotto il suo incantesimo“. Ma non fu Dalì il più grande amore della sua vita.

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