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“I rompicazzi del Novecento”: il nuovo libro (imperdibile) di Giampiero Mughini

“Dimenticavo che anche mio padre non sarebbe stato da perdonare”

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Giampiero Mughini

Giovinezza, cultura, derive: Giampiero Mughini racconta il Novecento attraverso i suoi protagonisti più scomodi

Giampiero Mughini, nel suo nuovo libro dal titolo I rompicazzi del Novecento, affronta in modo unico e irriverente un Secolo forgiato da contraddizioni ed esplosioni, da odio e da amore, da arte e sconvolgente terrore. Un viaggio in cui trova spazio la condanna al periodo più nero d’Italia, per il quale nessuno avrebbe meritato perdono, nemmeno il padre, “fascista fino allo scoppio della guerra e che tuttavia era una brava persona”.

L’elogio alla giovinezza ne I rompicazzi del Novecento

Così, tra vita vissuta che si interseca sinuosamente tra le vicende di alcuni padri della cultura e resoconti storico-politici, I rompicazzi del Novecento emergono, pagina dopo pagina, in tutta la loro potenza demiurgica. Non manca poi un elogio di Giampiero Mughini alla giovinezza, l’amico di un tempo ora fortemente rimpianto, ma che tanto ha insegnato e che ora viene raccontato a chi di quell’amico è oggi più stretto conoscente: “Il giovane è uno che ama la teoria, è un mezzo filosofo che ha bisogno costi quel che costi di un ‘ideale’ irragionevole. Non gli basta una filosofia modesta: è un fanatico, conta su ciò che è insensato e ne attende tutto. Noi, i giovani del mio Paese, vivevamo di quel che è insensato. Era il nostro pane quotidiano.

Marina Ripa di Meana e Giovanni Ansaldo, ma anche Mick Jagger

Da Giaime Pintor si vola alla plurigamia di Mick Jagger e il tutto non perde di senso, perché in fondo ciò che conta in questo racconto è la voglia di vita, che cambia nelle declinazioni pratiche, ma che non perde forza nei secoli.

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