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MUSICA

L’infernvm di Claver Gold: la catabasi rap nella Divina Commedia

L’INTERVISTA – Taide la chiave di lettura, Infernvm il punto di arrivo: Claver Gold negli Inferi dell’hip-hop

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Ridiscendere gli inferi, girone dopo girone imbattendosi in anime dannate alla ricerca di uno spaccato contemporaneo: come Dante e Virgilio, i rapper Claver Gold e Murubutu errano per la selva oscura dei mala tempora. Ha avuto inizio l’Infernvm Tour dei due artisti che riprendendo gli endecasillabi di Dante, in un anno simbolico per il Sommo Poeta, regalano agli ascoltatori nuove storie, nuove realtà cucite addosso ai grandi ed eterni personaggi dell’inferno dantesco. Intervistato da lawebstar.it, Claver Gold racconta la nascita del progetto e la sua realizzazione al fianco della penna del professore.

Claver Gold racconta Infernvm, il nuovo album in collaborazione con Murubutu

Che cosa c’è dietro a Infernvm?

Su tutto c’è la voglia di collaborare con Murubutu, era da tanto che volevamo fare un disco insieme per provare ad esprimere un rap diverso da ciò che si sente di solito ma senza esagerare con la scrittura. Non volevamo essere troppo pesanti e per questo eravamo molto titubanti all’inizio all’idea di fare un disco proprio sulla Divina Commedia, non eravamo certi che non sarebbe risultato un “mattone”.

Com’è nata l’idea di un disco proprio sulla Divina Commedia?

Eravamo ad una data a Venezia, avevamo finito un live e parlando nel backstage gli ho detto: “Guarda, Alessio, mi piacerebbe fare un disco sulla Divina Commedia. Visto che siamo due potremmo fare come se fossimo Dante e Virgilio e trattare dei temi contemporanei riportando la Divina Commedia alla luce”. All’inizio lui era titubante, ha un modo tutto suo di affrontare la scrittura, poi dopo qualche settimana gli ho mandato una bozza che era la prima strofa di Taide. È stata la chiave di lettura che ci ha permesso di affrontare questo disco in maniera diversa cercando di non fare una parafrasi del testo, analizzando temi contemporanei e portando alla luce alcuni dei personaggi della Commedia.

Claver Gold e Murubutu come Dante e Virgilio a spasso per l’Inferno

Chi ha fatto Dante e chi Virgilio?

Non ce lo siamo detti, è un misto. È stato come avere un compagno che ti fa da spalla in questo percorso.

Qual è il tuo rapporto con Dante e qual è il tuo personale inferno?

Ho un buon rapporto con la letteratura in generale perché fortunatamente ho avuto un insegnante alle superiori che ci ha fatto amare i testi. Anche durante lo studio della Divina Commedia non è stato pesante né tedioso, ce l’ha fatta amare. Sono riuscito a portarmi negli anni un bel ricordo e adesso, quando l’ho riletta e ristudiata, è stato molto affascinante potermi immergere di nuovo, con la testa di un adulto, in questo viaggio.

Come è cambiato il tuo sguardo alla Divina Commedia dal liceo ad oggi?

È cambiato tanto, ho una visuale diversa delle cose e una coscienza diversa dei personaggi. Si riesce a capire perché effettivamente vengano collocati nei diversi gironi alcuni di loro e ho avuto molta più empatia con Dante. Sono riuscito a capire le debolezze dell’autore, una cosa che alle superiori non avevo percepito. Ad esempio quando Dante incontra Paolo e Francesca: rileggendolo ora percepisco questa empatia di Dante con loro, questa sofferenza nel doverli collocare all’Inferno e lo stesso discorso vale per Ulisse. Crescendo si hanno delle chiavi di lettura diverse, più mature.

I personaggi di Dante, da Ulisse a Taide, per raccontare i tempi moderni

I personaggi sono stati dunque funzionali a raccontare determinate tematiche che appartengono all’oggi, spiegaci meglio:

Inizialmente abbiamo fatto un’ampia selezione di personaggi e poi una cernita per ridurre all’osso ed evitare un disco troppo lungo anche perché i personaggi sono molti e alcuni erano difficili da riscrivere in chiave contemporanea come il conte Ugolino. Ci siamo concentrati un po’ di più su quelle storie che avevano spunti per raccontare il mondo di oggi come quella di Taide che è stata la chiave. Abbiamo raccontato di una prostituta diversamente da come ha fatto Dante che non è entrato nel suo pensiero, l’ha giudicata e criticata; noi volevamo invece raccontare la storia di una prostituta entrando nella sua quotidianità, nelle sue debolezze e lo stesso abbiamo fatto con Pier della Vigna.

È stato difficile?

È stato un disco complicato e con molto studio alle spalle. Fortunatamente Alessio facendo anche l’insegnante è riuscito a sviscerarlo trovando a volte soluzioni molto semplici a temi complessi.

Nei gironi infernali di Claver Gold: Beatrici, hip-hop e conscious hip-hop

In ambito musicale qual è la tua “Beatrice”?

La mia Beatrice è sicuramente la cultura hip-hop intesa come tale, la sottocultura giovanile che nel mio caso mi ha salvato la vita e tolto dalle strade dandomi un punto di riferimento concreto su cui poter fare affidamento senza tradirlo.

Qual è il tuo punto di vista sulla scena hip-hop nazionale attuale?

Adesso mi sembra tutto il contrario: ho l’impressione che sia l’hip-hop a metterti in strada e che se vuoi fare hip-hop, anche se vieni da una buona famiglia, devi fare per forza il ragazzo che viene dalla strada. È come se il rap fosse il fine ultimo e non più il mezzo, si percepisce arrivismo, voglia di diventare un rapper come 10 anni fa si voleva diventare calciatori.

Addosso hai l’etichetta di esponente del conscious hip-hop, come ti fa stare questa definizione?

A noi, parlando sia per me che per Murubutu, non dispiace anche se non la apprezziamo proprio perché è un’etichetta. Cerchiamo di scrivere qualcosa in più creando empatia, dando un’emozione forte legando con l’ascoltatore ma poi ognuno scrive a suo modo. La sento sempre quest’etichetta e a volte la uso anche io quando devo spiegare cosa faccio in termini spiccioli, è utile [ride, ndr].

Infernvm, un viaggio ricco di collaborazioni da Giuliano Palma a Davide Shorty

Collaborare con Murubutu com’è stato?

Eravamo già amici molto prima quando ci beccavamo ai live e poi mangiavamo insieme, stavamo già bene ed è stato poi molto semplice tutto perché per fortuna abbiamo gli stessi gusti musicali a livello di produzioni, non c’è stata alcuna guerra di beat. Quando arrivavano le produzioni del disco eravamo quasi sempre d’accordo sul fatto che quella produzione andasse bene, una volta sola non siamo stati d’accordo. Io ero molto convinto, era la produzione di Lucifero: per Murubutu era un suono troppo trap, era molto titubante. L’ho convinto ripetendogli di scriverci sopra comunque, quando poi l’ha fatto era contentissimo e non dico che ora sta utilizzando solamente quel beat ma si è appassionato molto, sta evolvendo il suo modo di fare musica rinfrescandola con produzioni nuove, collaborare in questo senso ha giovato a entrambi.

Al disco hanno preso parte anche artisti come Davide Shorty, Giuliano Palma ed En?gma, come sono nate queste collaborazioni?

Inizialmente non volevamo inserire un terzo rapper, volevamo farlo in due per la questione Dante-Virgilio. Poi però con Shorty abbiamo un bel rapporto, è un fratello e ci fa piacere, è un artista che stimiamo entrambi. Giuliano Palma è una voce dell’hip-hop italiano, avevamo la possibilità di fare un pezzo insieme e l’abbiamo sfruttata subito. Con En?gma invece collaboriamo continuamente: proprio ora è uscito Totem, lavoro in cui ci siamo sia io che Alessio in più featuring, c’è stima reciproca.

Dietro le quinte di Infernvm: sfizi e aneddoti della catabasi

Quale sfizio ti sei tolto con questo album?

Sicuramente quello di fare un disco con la tecnica di Murubutu che è una cosa che probabilmente per un mio disco non avrei mai fatto e che non farò per il prossimo, quando tornerò a scrivere come ho sempre fatto. A livello di responsi anche eravamo molto spaventati soprattutto all’inizio e invece poi è andato tutto bene, siamo contenti.

Raccontaci un aneddoto, un momento che faccia parte del “dietro le quinte” del vostro Infernvm:

Abbiamo lavorato molto a distanza, ci siamo visti poco ma credo che un momento interessante sia proprio quello sul beat di Lucifero, quando Alessio non voleva assolutamente scrivere. Quando l’ha fatto era contentissimo e noi con lui, era una cosa nuova e ci si è buttato a capofitto.