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Principe Andrea, niente processo: l’accordo economico con Giuffre

Il Principe Andrea e l’accusatrice Virginia Giuffre hanno trovato un accordo economico

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Il principe Andrea e l’accusa di abuso sessuale di Virginia Giuffre

La decisione, resa pubblica da Buckingham Palace poco tempo fa, ha visto protagonista il Principe Andrea (terzogenito della Regina Elisabetta). Il reale, accusato ai tempi di abuso sessuale quando ancora minorenne (17 anni) dall’attivista americano-australiana Virginia Roberts Giuffre, ha visto anche volare via il suo titolo di Altezza Reale. Ma adesso un accordo sembra essersi trovato, direttamente tra il Principe e l’accusa (come riportato da Repubblica).

Principe Andrea e Virginia Giuffre: l’accordo economico tra le due parti

La Famiglia Reale, di fronte a questa forte accusa ha dunque deciso di “ritirarsi dalle scene”. Il Principe Andrea, oltre a non poter più usufruire del titolo di Altezza Reale, ha anche perso diversi privilegi tra cui royal patronages e titoli militari. Il giudice del tribunale di New York, nonostante le ripetute difese del Principe, ha respinto la richiesta di archiviazione del caso. Eppure un accordo, ad oggi, sembra essere finalmente arrivato. E direttamente tra il Principe e l’accusatrice. Ecco quanto deciso, come si può leggere in un comunicato firmato sia dai legali della difesa che da quelli dell’accusa:

“Il principe Andrea ha intenzione di donare una somma sostanziosa all’associazione della signora Roberts che si occupa delle vittime di violenza sessuale. Il Principe non ha mai voluto danneggiare la figura di Giuffre e accetta che quest’ultima sia vittima sia di abusi che di attacchi pubblici ingiustificati (…) Andrea riconosce il coraggio di Giuffre. Ha promesso che sosterrà la lotta contro lo sfruttamento e il traffico sessuale

In questo modo, e dietro un pagamento di una somma di denaro non resa pubblica ma sicuramente cospicua, il Principe Andrea ha evitato di andare a processo (come sarebbe invece accaduto il 10 marzo) e vedere, forse, rovinata ancora una volta di più la sua già fragile reputazione.

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