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Quanto hanno guadagnato Wanna Marchi e Stefania Nobile con Netflix

Il cachet non è affatto quello che si pensa

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Wanna: la serie spopola su Netflix

Wanna è su Netflix da pochi giorni, e già tutti si chiedono quale sia il cachet offerto a Wanna Marchi e Stefania Nobile. Non solo, è già una delle serie più viste sulla piattaforma streaming. Nello specifico, una docuserie realizzata da Alessandro Garramone, che racconta la storia di vita di Wanna Marchi. Costei, volto e nome conosciuto ai più, negli anni ’90 era soprannominata la “regina delle televendite”. A tanto successo in televisione, è poi seguito il fallimento, il carcere ed ancora la nuova vita, sempre al fianco della figlia Stefania Nobile.

“A telecamere spente Wanna è sorprendentemente pacata”

Per girare la serie Wanna, che sta effettivamente spopolando, i tempi non sono stati affatto veloci. Il lavoro sull’intero progetto, nello specifico è durato 2 anni, di cui 9 mesi impiegati solo per rintracciare il cosiddetto Mago do Nascimento, nonché collaboratore di Wanna Marchi e Stefania Nobile. L’autore della serie, per Fanpage, ha dichiarato: “Wanna Marchi è come un rapper, ha un incredibile talento naturale per le punchline (battute finali), soprattutto quando cattivissime. Per quanto, a telecamere spente, sia sorprendentemente pacata“. Ed ancora, sulla serie: “Possono anche dirmi che ho realizzato la cosa peggiore dai tempi della sedia elettrica, ma solo dopo aver visto la serie per intero”.

Il cachet di Wanna Marchi e Stefania Nobile per la serie su Netflix

Garramone ha poi rivelato il cachet, riservato proprio a Wanna Marchi, per la serie sulla sua vita. Ma prima, ancora qualche commento sulla personalità di Wanna: “A telecamere spente è una donna pacata. Parla a voce molto più bassa, dice pochissime parolacce. Si accende così solo quando sa di essere in video, a differenza della figlia che è più o meno come la vedete anche nel privato“.

Ed ancora: “Wanna Marchi l’ho trovata educatissima. E lo dico pur avendoci litigato. All’inizio ci sono stati sbandamenti: non accettavano di non avere nessun controllo editoriale sulla serie. L’hanno vista quando è arrivata su Netflix come tutti. Non sapevano nemmeno chi saremmo andati a intervistare oltre loro”. Infine, sul compenso economico, che avrebbe causato delle discordie: “Altro elemento di attrito: non sono state pagate per partecipare al progetto“.

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