Cronaca
Il dramma di Rebecca Passler: positiva al doping, scopre il tumore della madre
Una scoperta tragica che ha cambiato la vita della biathleta azzurra.
La positività al doping e la scoperta della malattia della madre
Rebecca Passler, giovane biathleta italiana, ha vissuto una delle esperienze più difficili della sua vita: la positività al doping, che inizialmente sembrava costarle la partecipazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, le ha rivelato anche una verità sconvolgente. Durante il controllo antidoping, la Passler è risultata positiva al letrozolo, un farmaco che sua madre, Herlinde Kargruber, stava assumendo per curare un carcinoma mammario. Questo farmaco le è stato contaminato senza che Rebecca lo sapesse, e la scoperta del tumore di sua madre è arrivata come un colpo devastante. La madre aveva scelto di non rivelarle la sua malattia, preferendo aspettare il termine delle Olimpiadi.

La contaminazione: una scoperta casuale
Secondo la ricostruzione della biathleta, la contaminazione è avvenuta il giorno prima del controllo antidoping, quando Rebecca era a casa della madre a mangiare. Durante il pasto, madre e figlia avevano condiviso un cucchiaio di Nutella, senza sapere che il farmaco della madre era presente su di esso. Passler non sapeva nulla della malattia della madre e non faceva attenzione alla possibile contaminazione con il letrozolo, dato che non sapeva nemmeno che il farmaco fosse presente in casa.
Il riscatto della biathleta e il ritorno alle competizioni
Nonostante la vicenda, Rebecca Passler ha vinto il ricorso presso il Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab), che ha revocato la sua sospensione, permettendole di tornare a competere. La biathleta ha dichiarato di aver sempre creduto nella sua buona fede e ha ringraziato coloro che l’hanno supportata. Ora, con l’ennesimo ostacolo superato, Rebecca Passler si prepara a concentrarsi nuovamente sul biathlon, con la speranza di poter tornare a gareggiare ai massimi livelli.
La differenza con altri casi
La vicenda di Rebecca Passler ha suscitato attenzione, in particolare per la sua assoluta ignoranza riguardo alla malattia della madre, a differenza di altri casi, come quello di Sara Errani, che era al corrente della situazione. La biathleta non sapeva della terapia della madre e questo ha pesato decisamente nella decisione del tribunale sportivo.
Passler ora attende il giudizio del Tribunale nazionale antidoping (TNA) che dovrà confermare la decisione o applicare una squalifica. Nel frattempo, la giovane atleta può finalmente concentrarsi sul suo sport, con la consapevolezza di aver superato una battaglia tanto difficile quanto personale.