Connettiti con noi

TV e SPETTACOLO

Renzo Arbore su Raffaella Carrà: “Ci considerava due cialtroni”

Renzo Arbore ricorda il mito della Carrà tra nostalgici ricordi e confidenze

Pubblicato

su

raffaella carrà e renzo arbore

Renzo Arbore ricorda Raffaella Carrà, la celebre leggenda della televisione italiana scomparsa la settimana scorsa all’età di 78 anni a causa di una malattia che da tempo l’aveva costretta ad un severo ritiro dalle scene. Così Renzo Arbore dipinge il mito della Carrà raccontandola con confidenza, da grande amica quale era per lui.

Renzo Arbore, l’amicizia con la Carrà e Boncompagni

Quello tra Renzo Arbore e Raffaella Carrà è stato un bellissimo e profondo legame di amicizia iniziato alla fine degli anni ’60 quando i due si incontrarono con la complicità di un amico in comune, l’indimenticabile Gianni Boncompagni. Così infatti Arbore la conobbe, in qualità di compagna di vita del suo grande amico e sono ricordi familiari, intimi quelli che li hanno legati. “Tra noi c’era un rapporto di complicità e di amicizia – racconta di lei Renzo Arbore sulle pagine di Tv Sorrisi e CanzoniRaffaella faceva parte della compagnia, insomma. Era sempre pronta a sorridere delle cose che inventava Gianni. Lei era molto diversa da lui“.

Renzo Arbore: “Ci considerava due cialtroni

Una grande amicizia, vacanze insieme, feste nonché grandi chiacchierate durante le quali hanno avuto vita successi, programmi, canzoni. È un ritratto intimo e personale quello che Arbore ci regala della Carrà, umile e semplice così come lei stessa era: “Io e Gianni eravamo improvvisatori, avevamo inventato la radio ‘sciocca’ e ci considerava due cialtroni. Scherzavamo sulla sua professionalità – racconta Arbore descrivendo la grande maestria e la puntualità del mito – Raffaella curava i dettagli, prendeva sul serio tutte le cose che faceva, con grande determinazione“. Ricordando poi uno dei momenti più felici e divertenti condivisi con la Carrà, sempre Arbore: “Una volta in campagna vicino ad Arezzo, da Gianni. Cera la fisarmonica, c’erano le sue famose telecamerine che lui aveva sempre con sé per riprendere tutto… Non c’è un motivo preciso, ma ricordo che quella volta passammo del tempo divertendoci davvero tanto“.