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Salvo Sottile a Oggi è un altro giorno: “Odiavo questo mestiere”

“Lo odiavo, mi portava via mio papà”

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Salvo Sottile

L’amore e l’odio per il giornalismo, il rapporto con il papà e la morte di Falcone: il racconto di Salvo Sottile

Salvo Sottile è stato ospite dell’ultima puntata di Oggi è un altro giorno, durante la quale ha raccontato la passione per il giornalismo. Il rapporto con il mestiere, che fu anche quello del padre, fu ambivalente durante la sua adolescenza. Gli impegni di lavoro del papà lo portarono infatti ad associare il mestiere del giornalismo all’assenza e pertanto ad odiarlo.

“Odiavo questo mestiere”: Salvo Sottile ricorda gli inizi della carriera

“Io non volevo fare questo mestiere, lo odiavo”, ha spiegato Salvo Sottile. Nonostante questo, nutriva molta curiosità verso il giornalismo e viveva la vocazione del raccontare sé stesso attraverso le immagini. Dai primi servizi, quando era studente, all’annuncio della morte di Giovanni Falcone, Salvo Sottile non si è più separato dalla tv e dalle notizie.

Il rapporto con Borsellino e il racconto della strage di Capaci

Il suo primo servizio fu dedicato ai bambini della sua città, Palermo: “Ero allo Zen e raccontavo di questi bambini che giocavano in mezzo al nulla”. Proprio la sua terra, nonostante da giovane volesse fortemente lasciarla, è stata poi fondamentale per la sua carriera. Muovendosi tra le strade siciliane per raccontare gli eventi di cronaca più rilevanti, strinse un rapporto con il magistrato Borsellino, fu testimone dell’ultima grande eruzione dell’Etna e fu tra i primi ad arrivare a Capaci dopo l’esplosione che fu fatale per Giovanni Falcone.

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