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Cronaca

Caso Roggero, Meloni: «Chi commette un reato non può essere risarcito. Basta paradossi»

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La premier interviene sui social dopo il dibattito sul gioielliere condannato. Al centro del messaggio il nuovo Ddl Sicurezza e il tema dei risarcimenti.

Il messaggio della presidente del Consiglio

Giorgia Meloni è intervenuta sui social per esprimere la propria posizione sul tema della legittima difesa e dei risarcimenti, con un riferimento che appare chiaramente legato al caso del gioielliere Mario Roggero, pur senza citarlo direttamente. «Basta paradossi. Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto», ha scritto la presidente del Consiglio, rilanciando una delle misure contenute nel nuovo Disegno di legge Sicurezza.

giorgia meloni
Caso Roggero Mario, l’intervento di Giorgia Meloni

Il nodo dei risarcimenti

Nel suo intervento, Meloni ha spiegato che il provvedimento introduce una norma secondo cui chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà chiedere un risarcimento, né potranno farlo i suoi familiari. «Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene, non dei criminali», ha aggiunto la premier, ribadendo la linea del Governo sul tema della sicurezza.

Il caso Roggero Mario

Le dichiarazioni arrivano nelle ore successive alla vicenda che ha coinvolto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, richiamato dal Quirinale dopo aver annunciato l’avvio di un’istruttoria sulla possibile concessione della grazia a Roggero Mario. Il gioielliere piemontese è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una sparatoria avvenuta nel 2021.

La sentenza e il dibattito politico

La condanna definitiva ha confermato anche il pagamento di provvisionali per complessivi 480 mila euro a titolo di anticipo sul risarcimento dei danni, mentre l’eventuale quantificazione definitiva sarà affidata al giudice civile. Intanto Fratelli d’Italia e gli altri partiti della maggioranza hanno promosso una raccolta firme per sostenere la richiesta di grazia nei confronti del commerciante, mantenendo alta l’attenzione politica e pubblica sul caso.

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