L’ex ministra e commissaria europea si è spenta a Roma dopo un ricovero per problemi respiratori. Mezzo secolo di lotte per i diritti civili, la democrazia e gli Stati Uniti d’Europa.
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Emma Bonino è morta a Roma all’età di 78 anni. La fondatrice di +Europa e figura di spicco della politica radicale italiana ed europea si è spenta a seguito di complicazioni respiratorie dopo un ricovero ospedaliero. Con la sua scomparsa, la storia politica del Paese perde una delle sue interpreti più coraggiose, lucide e appassionate, capace di segnare cinquant’anni di battaglie civili e riforme istituzionali.
Dalle battaglie per i diritti alle prime elezioni
Nata a Bra nel 1948, Emma Bonino inizia il suo percorso politico nei primi anni Settanta. L’incontro con Marco Pannella e la dirigenza radicale segna l’avvio di una militanza senza riserve. In prima linea nella lotta per la legalizzazione dell’aborto e per i diritti delle donne, nel 1975 fonda il CISA e si autodenuncia pubblicamente per procurato aborto, venendo arrestata.

Nel 1976 entra per la prima volta alla Camera dei Deputati, inaugurando una lunga carriera parlamentare. Tra i momenti storici del suo impegno figura la difesa della legge 194 al referendum del 1981, simbolo di una visione basata sull’autodeterminazione e sullo Stato di diritto.
La carriera internazionale e il ruolo in Commissione Europea
Oltre ai confini nazionali, la visione politica di Emma Bonino si distingue per una spiccata vocazione globale. Negli anni Ottanta e Novanta guida le campagne internazionali contro la fame nel mondo, contro la pena di morte e per l’abolizione delle mine antiuomo, fino al decisivo contributo per l’istituzione della Corte Penale Internazionale.
Nel 1995 viene nominata Commissaria Europea con deleghe alla politica dei consumatori, alla pesca e agli aiuti umanitari (ECHO). I suoi viaggi nelle zone di crisi, dal Ruanda al Kosovo, ne consolidano l’autorevolezza diplomatica a livello mondiale.
Gli incarichi di Governo e la nascita di +Europa
Prima esponente radicale a ricoprire il ruolo di ministra, Bonino guida il Ministero del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee nel secondo governo Prodi (2006) e successivamente il Ministero degli Esteri nel governo Letta (2013). In tre diverse occasioni viene indicata come candidata alla Presidenza della Repubblica.
Nel 2017 promuove la nascita di +Europa, formazione politica creata per sostenere l’integrazione comunitaria e il progetto degli “Stati Uniti d’Europa”, portando ancora una volta i valori europeisti e liberali all’interno del dibattito parlamentare.
Emma Bonino: La malattia e l’eredità politica

Nel 2015 Bonino annuncia pubblicamente la diagnosi di microcitoma polmonare. Dopo anni di terapie e una remissione annunciata nel 2023, le precarie condizioni di salute ne hanno limitato l’attività negli ultimi tempi, senza tuttavia scalfirne la determinazione.
La notizia del decesso è stata diffusa dai Radicali e da +Europa, che ne hanno ricordato la tenacia, l’indipendenza e la costante difesa delle libertà individuali. L’eredità di Emma Bonino rimane un punto di riferimento fondamentale per la storia dei diritti civili e del pensiero europeista in Italia.