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Miguel Bosé: “Mi hanno cucito vivo nella carcassa di un cervo”

Manca ormai pochissimo alla pubblicazione del libro di Miguel Bosé: filtrano nuovi dettagli sull’infanzia difficile e il rapporto con i genitori

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Miguel Bosé: in libreria “Il figlio di Capitan Tuono” dal prossimo 8 marzo

Il figlio di Capitan Tuono sarà pubblicato il prossimo 8 marzo ed è il libro di Miguel Bosé che ci si immagina facilmente farà parlare di sé per la portata dei racconti e delle confessioni che l’artista vi ha riposto al suo interno. Dal difficile rapporto con il padre a quella volta che venne “cucito” all’interno di una carcassa di un cervo. Un vero e intimo memoir in cui Bosé non si fa e non fa sconti a nessuno, mettendosi a nudo nelle sue fragilità e rivelando dettagli di un passato sui generis, piacevole e violento, folle e struggente.

Miguel Bosé e il ritratto distopico dei genitori

Bisogna attendere l’8 marzo per vedere nelle librerie italiane il libro di Miguel Bosé, un lungo racconto autobiografico già edito in Spagna il 10 novembre scorso con il titolo El hijo del Capitan Trueno. Bellissimi ricordi ma anche momenti bui e dolorosi soprattutto quando è il momento di far riaffiorare il passato e i dettagli del suo difficile rapporto con il padre. Pagine e pagine di vita vera e un racconto che prende il la dall’infanzia del poliedrico artista. Realtà cruda e viva per come è stata, senza abbellimenti o edulcorazioni soprattutto quando è il momento di parlare dei genitori. Un ritratto vivido e cupo: “Mi hanno cucito vivo dentro la carcassa di un cervo. L’hanno svuotato dalle viscere, poi mi hanno lasciato là dentro – un estratto del libro, il racconto di Bosé – Sono svenuto per la claustrofobia, per la mancanza d’aria, per la brutalità del gesto“. Così ricorda Bosé di quel “rito di passaggio” a cui lo aveva costretto il padre in Mozambico. E ancora: “Il mio libro non è un regolamento conti contro di loro, ma un esercizio di comprensione. L’ho scritto in modo romanzato, direi cinematografico“, ha raccontato ai media spagnoli Bosé che, oltretutto, è pronto a vedere realmente la trasposizione cinematografica del suo libro a cura di Paramount+.

Miguel Bosé e l’aneddoto su Picasso

Sorvolando sulla parentesi riguardante i timori del padre che ha quasi temuto, nel senso stretto della parola, che suo figlio potesse essere omosessuale costringendolo ad atteggiamenti e azioni da machiste, di cui già avevamo parlato, Bosé racconta anche un aneddoto che questa volta non riguarda Dalì bensì Picasso, il pittore che era solito accompagnarlo a scuola: “Alla recita di fine anno mi feci la pipì sotto perché ero vestito da nuvola e mi vergognavo. Picasso venne da me e mi disse: sei il più bravo di tutti, sei l’unica nuvola che ha fatto piovere“.

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