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Selvaggia Lucarelli, l’editoriale sui Ferragnez: “Questo non è normalizzare, è bluffare”

L’editoriale di Selvaggia Lucarelli non piacerà a tutti, ma solo perché tocca i Ferragnez

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Selvaggia Lucarelli

L’editoriale di Selvaggia Lucarelli non piacerà a tutti, come è giusto che sia ovviamente, ma è altrettanto certo che piacerà ancora meno del solito e il perché va detto: ha toccato i Ferragnez. Ha toccato Fedez, ha toccato Chiara. Lo ha fatto con un’argomentazione, un’analisi e una dialettica ineccepibile e siamo tutti consapevoli che ciò non basterà a disinnescare l’orgoglio di chi non leggerà (e non lo leggerà) oltre il fatto che “ha toccato i Ferragnez”.

Selvaggia Lucarelli e la critica alla pubblicazione degli audio di Fedez

Un’analisi puntuale non di un evento ma di una lunga serie di eventi che vedono la pubblicazione dell’audio con lo psicoterapeuta di Fedez solo come “punta di un iceberg” definito dalla Lucarelli come una delle operazioni che rientrerebbero nel piano di “marketing del dolore.

Selvaggia Lucarelli e Fedez: il dibattito che chiama in causa esperti che faticano ad esprimersi

Da giorni la querelle (è possibile ridurlo a questo?) tra Selvaggia Lucarelli e Fedez tiene banco e offre argomenti spunto per riflessioni, alcune molto interessanti, altre senza le quali vivremmo ugualmente. Dapprima Fedez, una premessa tallentyriana (I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it), poi la diffusione degli audio con lo psicoterapeuta registrati nel corso di una seduta postuma alla scoperta della malattia.

Gli audio di Fedez: “Ho paura di essere dimenticato dai miei figli

Ho paura di morire, ho paura di essere dimenticato dai miei figli“, audio molto intimi, personali, un flusso di coscienza incontrollato con il proprio psicoterapeuta ma consapevolmente registrato. “No. Registrarsi e postare la propria seduta di psicoterapia non è normalizzare la psicoterapia. Bisogna smettere di utilizzare il verbo ‘normalizzare’ per camuffare le più svariate forme di narcisismo/esibizionismo/incapacità patologica di conservare la sfera privata“. Una critica con fondamenta solidissime. Questa è stata la riflessione di Selvaggia Lucarelli qualche giorno fa su Instagram, parlando di Fedez.

La querelle a distanza tra Selvaggia Lucarelli e Fedez

Storie Instagram Selvaggia Lucarelli
Storie Instagram Selvaggia Lucarelli

Riflessione a cui è seguita una replica da parte di Fedez, generalista, arrivata senza nomi né cognomi da parte del rapper: “Quindi oggi leggere i giornalisti che mi danno del narcisista come se dicessero che sono un coglion*. Ecco, io cito George Bernard Shaw: ‘Non mi piace fare la lotta nel fango con i maiali, uno perché ti sporchi tutto, ma soprattutto perché ai maiali piace“, le parole di Fedez in radio a 105Friends.

Non si può dire che a queste parole di Fedez sia seguita oggi un’altra risposta da parte della Lucarelli, bensì un editoriale su Domani. Questo continuo, incessante, onnipervasivo sentimento di condivisione di qualsiasi aspetto della propria vita privata, tanto di Fedez quanto di Chiara Ferragni, trova essenziale riassunto per la Lucarelli nel marketing del dolore. “Quell’audio è un contenuto. Tutta la sua vita, del resto, lo è. Non c’era bisogno di ammantare di filantropia il gesto, di scomodare il tema della normalizzazione, di raccontarci che la condivisone è stata pensata per gli altri. Per i malati. Fedez ha caricato quel video per se stesso“, scrive la Lucarelli su Domani.

Ferragnez e la condivisione del tutto, anche del dolore

instagram lawebstar.it

Una critica che non si limita all’audio e che non si limita a Fedez ma che riguarda ben più in generale i Ferragnez: “In tutto questo non ci sarebbe nulla di male, dicevamo, se non si deviasse dal senso della terapia e se non si accompagnasse il tutto al messaggio ipocrita che lo si fa per aiutare gli altri. Polemiche simili avevano accompagnato le foto di Chiara Ferragni all’ospedale, durante il ricovero della figlia nata da poco“.

Non ci sarebbe o almeno, non sarebbe sicuramente primario l’intento di “normalizzare” la terapia (e su questo si annida la riflessione della Lucarelli), ma quasi secondario o se non altro nobile involucro per un fine ultimo, più egoistico e mediatico. “Lo stai facendo per te. Per il tuo brand o per il tuo benessere psicofisico o per una tua tendenza compulsiva a esibire o perché ti andava e basta – scrive a conclusione dell’editoriale la Lucarelli – Anni di psicoterapia avrebbero insegnare anche questo: a non sentirsi in dovere di conferire una dignità morale a tutto. Questo non è normalizzare. É bluffare“.

“I Ferragnez sono intoccabili, ma perché?”

All’editoriale si accompagnano successivamente anche storie Instagram da parte della Lucarelli che rispondendo ad una domanda su Chiara Ferragni e Fedez, spiega a suo dire il motivo per cui risulta difficile muovere loro critiche. “Diverse ragioni – scrive Selvaggia su Instagram – Primo (semplice) per il loro peso mediatico e tutto quello che ne deriva in termini di buoni rapporti di convenienza per stampa, tv, politica, business“. Segue poi il punto due che rimanda all’assenza di analisi critica della loro comunicazione e, in ultimo, la violenta ondata di insulti e segnalazioni mosse dalla fandom dalla coppia capace di inibire la critica.

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