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Brutta notizia per Barbara D’Urso: la Rai le chiude le porte

Barbara D’Urso: Il programma “Surprise Surprise” cancellato a causa di motivazioni economiche

Il progetto “Surprise Surprise” accantonato

barbara d'urso

Dopo mesi di attese e speranze, sembrava che per Barbara D’Urso fosse arrivato il tanto atteso ritorno in Rai, grazie alla partecipazione come concorrente a Ballando con le Stelle, che aveva riacceso le voci su un possibile programma tutto suo. Tuttavia, nelle ultime ore è giunta una doccia fredda: la Rai ha deciso di non proseguire con il progetto Surprise Surprise, un programma prodotto da Fremantle destinato a Barbara D’Urso. L’annuncio è stato dato dal giornalista Giuseppe Candela, che ha svelato come il programma sia stato definitivamente accantonato, deludendo così le aspettative di molti.

Motivazioni economiche alla base del dietrofront

barbara d'urso

Le ragioni dietro la cancellazione del programma non riguardano la conduttrice o il suo gradimento da parte del pubblico, ma sono legate a motivi economici. Secondo Candela, la Rai, che sta affrontando una serie di difficoltà economiche e tagli di bilancio, ha deciso di rinunciare a un format considerato troppo costoso. Inoltre, si riaffaccia la teoria di un presunto “accordo di non belligeranza” tra Rai e Mediaset, mai ufficialmente confermato, ma spesso citato come una delle possibili motivazioni dietro il blocco del progetto.

Il futuro di Barbara D’Urso su Rai ancora incerto

Oltre al programma Surprise Surprise, le voci che collegavano Barbara D’Urso al Festival di Sanremo 2026 sono state ridimensionate. Per ora, la Rai non sembra intenzionata a coinvolgere la conduttrice in progetti futuri. Questo scenario lascia il futuro della D’Urso su Rai1 ancora incerto, mentre il suo ritorno in Mediaset sembra essere l’unica certezza al momento.

Caso Signorini-Corona: la battaglia legale coinvolge i social media

Alfonso Signorini diffida i colossi del web

La diffida ai colossi del web

alfonso signorini

La guerra legale tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona si fa sempre più intensa, e ora si estende ai colossi del web. I legali del conduttore hanno inviato una diffida formale a piattaforme come Facebook, Instagram, YouTube, TikTok e Google, chiedendo la rimozione dei contenuti diffusi da Corona e la gestione dei danni derivanti dalla diffusione di materiale lesivo. La richiesta di rimozione si concentra su contenuti che riguardano una presunta relazione tra Alfonso Signorini e il modello Antonio Medugno, con l’obiettivo di proteggere la reputazione del conduttore e risarcire il danno subito.

Falsissimo al centro delle accuse

fabrizio corona contro alfonso signorini
Fabrizio Corona – Alfonso Signorini

Il cuore della disputa riguarda il programma YouTube “Falsissimo”, in cui Corona ha rivelato dettagli sulla presunta relazione tra Signorini e Medugno. I legali di Signorini sostengono che questi contenuti siano illeciti e che la diffusione di immagini sessualmente esplicite tramite le piattaforme social rientri nell’indagine per revenge porn aperta dalla Procura di Milano. Anche se la denuncia di revenge porn dovesse cadere, le piattaforme rimarrebbero comunque responsabili per la violazione della privacy e la diffusione di materiale illecito.

Risarcimenti milionari e danno reputazionale

Non solo la rimozione dei contenuti è richiesta: Signorini chiede anche un risarcimento per il danno reputazionale subito. Gli avvocati intendono far valere il “danno reputazionale e biologico” che il conduttore ha subito a causa di queste diffamazioni. Le richieste di risarcimento potrebbero essere enormi, tenendo conto della notorietà e della carriera di Signorini, con un risarcimento che potrebbe coinvolgere non solo Corona, ma anche le piattaforme che hanno diffuso il materiale.

Lo scontro legale con Medugno

caso medugno signorini

Un altro capitolo della battaglia legale riguarda il modello Antonio Medugno. I legali di Medugno hanno risposto duramente a dichiarazioni degli avvocati di Alfonso Signorini, che hanno messo in discussione la veridicità della querela presentata dal modello. Medugno ha accusato Signorini di essere coinvolto in un caso di violenza sessuale ed estorsione, motivo per cui il conduttore si è autosospeso da Mediaset.

Una battaglia legale su più fronti

La difesa di Signorini si articola su più livelli: oltre all’indagine penale contro Fabrizio Corona, si aggiunge la pressione sui social network per la rimozione dei contenuti e la possibilità di cause civili contro le piattaforme. Questo caso potrebbe avere implicazioni ben più ampie, mettendo in discussione la responsabilità delle piattaforme digitali nella diffusione di contenuti dannosi. Il caso Signorini-Corona diventa quindi un banco di prova per il futuro del rapporto tra libertà di pubblicazione, privacy e responsabilità digitale.

“Una di famiglia – The Housemaid”: Un thriller avvolgente tra segreti e ambiguità

Una di famiglia di Freida McFadden diventa un film

“Una di famiglia – The Housemaid”, tratto dal romanzo di Freida McFadden e diretto da Paul Feig, è un thriller psicologico che gioca abilmente con i cliché del genere. La storia, pur non innovando, riesce a catturare l’attenzione dello spettatore grazie a un crescendo di suspense e momenti di tensione, alternati a sorprese e colpi di scena.

freida mcfadden
Una di famiglia di Freida McFadden

Trama e sviluppo

La protagonista, Millie (interpretata da Sydney Sweeney), una giovane donna che cerca di sfuggire a un passato doloroso, viene assunta come cameriera nella residenza dei Winchester, una famiglia ricca e apparentemente perfetta. La sua vita sembra finalmente prendere una piega positiva, ma presto le cose si complicano. Il film si svolge in un ambiente che inizialmente sembra un paradiso dorato, ma che lentamente si svela per quello che è: un luogo intriso di segreti e ambiguità. Ogni personaggio, a partire dalla padrona di casa, Nina (interpretata da Amanda Seyfried), nasconde qualcosa.

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Una di famiglia di Freida McFadden – Sydney Sweeney nel film interpreta Millie

Personaggi e dinamiche

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Una di famiglia di Freida McFadden – Amanda Seyfried nel film interpreta Nina

Il film gioca sui punti di vista instabili dei protagonisti, creando un’atmosfera di tensione psicologica ed emotiva. La villa dei Winchester diventa una gabbia dorata in cui i desideri, le bugie e le ambizioni si intrecciano. La sceneggiatura si concentra sui protagonisti e sulle loro interazioni, creando un’esperienza coinvolgente che tiene lo spettatore con il fiato sospeso. La relazione tra Millie e Nina è al centro del film, con una dinamica complessa che si sviluppa nel corso della trama, portando a rivelazioni inaspettate.

Un thriller che sa come coinvolgere

“Una di famiglia – The Housemaid” non è rivoluzionario, ma gioca abilmente con gli elementi del thriller psicologico, spingendo sui cliché del genere e forzandoli in una struttura che privilegia il coinvolgimento del pubblico. Il film alterna momenti di tensione ad altri più prevedibili, ma riesce comunque a mantenere alta l’attenzione con un finale che soddisfa le aspettative.

Le performance e la regia

Le interpretazioni di Sydney Sweeney e Amanda Seyfried sono convincenti, con Sweeney che riesce a trasmettere la vulnerabilità e la determinazione del suo personaggio, mentre Seyfried aggiunge complessità al ruolo della padrona di casa, Nina. La regia di Paul Feig, noto per il suo approccio più leggero e comico in altri lavori, riesce a bilanciare la suspense con momenti di ironia, rendendo il film più dinamico e interessante.

“Una di famiglia – The Housemaid” è un thriller che gioca con i suoi cliché, ma che riesce comunque a catturare lo spettatore grazie alla sua tensione crescente e alle sue dinamiche intriganti. Non rivoluziona il genere, ma sa come intrattenere e coinvolgere, facendo crescere l’attesa fino alla parte finale. Un film che, pur non essendo privo di momenti prevedibili, riesce a mantenere il suo fascino e a soddisfare gli amanti del thriller psicologico.

Funerali di Brigitte Bardot a Saint-Tropez: presente il figlio e Marine Le Pen

Brigitte Bardot, l’icona del cinema francese, è stata sepolta oggi a Saint-Tropez, dove aveva trascorso gran parte della sua vita

Brigitte Bardot, l’icona del cinema francese, è stata sepolta oggi 7 gennaio, a Saint-Tropez, dove aveva trascorso gran parte della sua vita. A dieci giorni dalla sua morte, i funerali si sono svolti con una cerimonia intima, ma seguita da una folla che ha voluto tributare l’ultimo saluto alla leggendaria attrice.

brigitte bardot

Tra i presenti, c’era il figlio Nicolas Charrier, con cui Bardot ha avuto un rapporto tumultuoso, ma anche altre personalità di spicco come Marine Le Pen, il militante ecologista Paul Watson e la cantante Mireille Mathieu, amica di lunga data di Bardot. La cerimonia è stata trasmessa su tre schermi giganti installati in diverse zone del villaggio, permettendo così ai residenti e ai turisti di partecipare al momento finale della grande star.

La processione, che ha attraversato il villaggio, si è diretta verso il cimitero dove Bardot è stata inumata nella massima intimità, a pochi passi dal mare, con vista su Sainte-Maxime.

brigitte bardot

Secondo il marito Bernard d’Ormale, intervistato da Paris Match, Brigitte Bardot è morta a causa di un cancro, dopo aver resistito a due operazioni per combatterlo. Nei suoi ultimi mesi, segnati dalla sofferenza fisica e dal dolore, la star aveva spesso espresso il desiderio di porre fine alla sua vita, ma sempre con il sostegno del marito, che è stato al suo fianco fino alla fine.

Durante il funerale, il figlio Nicolas, che ha avuto una relazione complessa con la madre, ha vissuto il dolore della perdita, mentre il mondo del cinema e della cultura francese ha reso omaggio a una delle sue più grandi icone.

Vasco Rossi, Ultimo, The Weeknd, Rosalía e Kanye West: i concerti più attesi del 2026 in Italia

Guida agli appuntamenti live tra stadi, palazzetti e festival. E cresce il sogno del ritorno di Harry Styles.

Il 2026 si annuncia come un anno record per la musica dal vivo in Italia. Tra tour negli stadi, grandi produzioni internazionali e festival estivi, il calendario è già fittissimo. La voglia di live continua a crescere: secondo SIAE, nel 2024 si sono superate 65.500 date con 29 milioni di spettatori e incassi vicini al miliardo di euro. Un trend che nel 2025 ha mostrato ulteriori segnali di crescita e che nel 2026 promette nuovi picchi.

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Vasco Rossi

I grandi eventi italiani: Vasco Rossi e Ultimo in prima linea

Tra i nomi che catalizzano l’attenzione del pubblico c’è Vasco Rossi, pronto a tornare con nuove date negli stadi: i suoi show restano tra i più partecipati d’Europa per affluenza e impatto scenico.
Accanto a lui Ultimo, protagonista di tournée mastodontiche che continuano a macinare sold out, soprattutto nei grandi impianti estivi.

Le star internazionali: pop, urban e sperimentazione

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Vasco Rossi in concerto

Il 2026 vedrà anche big mondiali tornare o debuttare in Italia. Attesissimo The Weeknd, con uno show ad alto tasso tecnologico e una produzione che punta a ridefinire lo standard dei concerti pop.
Spazio poi all’energia di Rosalía, che unisce flamenco, elettronica e performance d’avanguardia.
Tra le voci più discusse figura anche Kanye West: un eventuale ritorno live in Italia sarebbe uno degli eventi mediatici dell’anno, tra musica e concept visivi fuori scala.

Festival estivi e grandi arene

Dai festival open air alle arene storiche, l’estate 2026 sarà un mosaico di appuntamenti. Le grandi rassegne italiane puntano a line-up internazionali e collaborazioni trasversali, mentre stadi e palazzetti ospiteranno produzioni sempre più immersive.

Il sogno dei fan: Harry Styles

Tra le suggestioni che fanno battere il cuore al pubblico c’è il possibile ritorno di Harry Styles. Nessuna conferma ufficiale, ma i fan sperano in date italiane dopo il successo dei tour precedenti.

Come prepararsi

  • Pre-registrazioni e fan presale: fondamentali per le date più richieste.
  • Calendari ufficiali: monitorare siti degli artisti e circuiti ticketing.
  • Pianificazione: stadi e festival vanno esauriti in poche ore.

In sintesi: il 2026 sarà un anno chiave per i live in Italia, con un’offerta che spazia dal rock al pop globale, dall’urban alla sperimentazione. I biglietti? Meglio muoversi in anticipo.

Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, nozze in arrivo: data, location e la «festa pagana» in Puglia

Il 2026 si preannuncia un anno di matrimoni vip, e tra i “sì” più attesi c’è anche quello di Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli

La coppia non ha ancora ufficializzato data e luogo, ma le anticipazioni iniziano a delineare un quadro preciso: primavera 2026, Puglia, e una cerimonia che promette di essere tutt’altro che convenzionale.

La location: nozze vicino a Leuca

Secondo il Corriere del Mezzogiorno, il matrimonio dovrebbe celebrarsi nei pressi di Leuca, nel Salento, dove la coppia ha acquistato e ristrutturato un casale. Un luogo simbolico e intimo, scelto non solo per la bellezza del territorio ma anche per il legame personale che Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli hanno costruito negli ultimi anni con quella zona.

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La cerimonia: una «grande festa pagana»

Lo stile? Lo ha anticipato la stessa Selvaggia Lucarelli con la sua consueta ironia sui social: «Sarà una grande festa pagana e vegana». Nessun matrimonio tradizionale, dunque, ma un evento pensato come festa collettiva, probabilmente con richiami alla cultura salentina, musica popolare e convivialità. Un’idea coerente con l’immaginario della coppia, che ha sempre rivendicato scelte personali e fuori dagli schemi.

La proposta (e il lungo corteggiamento)

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L’annuncio delle nozze è arrivato nell’aprile 2025, durante un’ospitata di Selvaggia Lucarelli a Ones Italia di Alessandro Cattelan. La giornalista ha raccontato che la prima proposta era partita da lei, pochi giorni dopo l’inizio della relazione, quando aveva 41 anni. Un tentativo respinto, con ironia e prudenza, da Biagiarelli.

Col tempo, però, l’idea è tornata: a 50 anni, Lucarelli ha rilanciato in chiave pragmatica, evocando proprio la casa pugliese e una festa memorabile «con pizzica, taralli, Al Bano, Emma e i Negramaro». La risposta, stavolta, sarebbe stata . O quasi.

Quando? La finestra temporale

La primavera 2026 resta l’ipotesi più accreditata. Nessuna conferma ufficiale, ma tutti gli indizi — dalla location già pronta al racconto pubblico della proposta — portano in quella direzione.

In attesa dell’annuncio definitivo, una cosa sembra certa: non sarà un matrimonio qualunque, ma un evento costruito su misura, tra ironia, identità e territorio. Una festa, più che una cerimonia.

Chi è il nuovo marito di Nicoletta Mantovani dopo Luciano Pavarotti e cosa fa oggi

Dopo il grande amore e la perdita di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani ha ritrovato serenità e stabilità sentimentale accanto a Alberto Tinarelli, oggi suo marito

Dopo il grande amore e la perdita di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani ha ritrovato serenità e stabilità sentimentale accanto a Alberto Tinarelli, oggi suo marito. Una storia nata lontano dai riflettori, costruita con discrezione e condivisa nel rispetto degli affetti più importanti, a partire dalla figlia Alice.

nicoletta mantovani luciano pavarotti

Chi è Alberto Tinarelli

Bolognese, classe 1968 (52 anni all’epoca delle nozze), Alberto Tinarelli è un consulente/dirigente nel settore dei servizi finanziari. È una figura schiva e riservata, estranea al mondo dello spettacolo e alle cronache rosa. Proprio questa normalità, racconta Mantovani, ha riportato equilibrio e calore nella sua vita dopo anni complessi.

L’incontro è avvenuto grazie a un’amica comune, la scrittrice Grazia Verasani, durante una cena. Il periodo del lockdown ha consolidato il legame, fino alla proposta di matrimonio nell’estate 2020. Un gesto simbolico e molto sentito: Tinarelli ha chiesto prima il consenso alla figlia Alice, che ha poi fatto da testimone alle nozze.

Le nozze e la “festa dell’amore”

Il matrimonio si è celebrato a settembre 2020 nella chiesa dell’Antoniano di Bologna, con circa 150 invitati tra amici e parenti. Per Nicoletta, credente, la scelta della chiesa aveva un valore profondo: “dichiarare il nostro amore davanti al Signore”. Una decisione presa non per convenzioni, ma per una “voglia matta” di condividere ufficialmente il proprio cammino.

Cosa fa oggi Nicoletta Mantovani

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Dopo la scomparsa di Pavarotti, Nicoletta Mantovani ha saputo reinventarsi professionalmente:

  • ha fondato e guida la Fondazione Luciano Pavarotti, impegnata nella valorizzazione dei giovani talenti della lirica e nella tutela della memoria del Maestro;
  • ha prodotto film e collaborato a documentari, festival ed eventi benefici;
  • ha affrontato e superato una battaglia personale contro la sclerosi multipla, mantenendo un profilo pubblico sobrio e coerente.

Oggi conduce una vita equilibrata e riservata, divisa tra musica, cinema e filantropia, con al centro la famiglia e il lavoro culturale.

Un nuovo capitolo

La storia con Alberto Tinarelli rappresenta per Nicoletta Mantovani un nuovo capitolo di serenità, costruito con rispetto, discrezione e condivisione. Accanto a lui e ad Alice, continua a onorare l’eredità di Luciano Pavarotti guardando al futuro, con passione e concretezza.

Checco Zalone inarrestabile: Buen Camino supera i 53 milioni di euro al box office

Il nuovo film vola in sala e si avvicina ai numeri record di “Quo Vado?”

Il fenomeno Checco Zalone continua a dominare il cinema italiano. Il suo nuovo film Buen Camino ha superato quota 53 milioni di euro di incasso dopo appena due settimane di programmazione, confermandosi saldamente al primo posto del box office nazionale.

Secondo i dati Cinetel, il film ha raccolto 53.122.553 euro complessivi, con un weekend da protagonista assoluto: 17.056.378 euro incassati tra il 1° e il 4 gennaio. Numeri che certificano ancora una volta la forza del comico pugliese nel richiamare pubblico in sala, soprattutto durante le festività.

Buen Camino verso i record di Quo Vado?

Con questi risultati, Buen Camino si avvicina sempre di più agli incredibili incassi di Quo Vado?, il film del 2016 che aveva chiuso la sua corsa al botteghino superando i 65 milioni di euro. Un traguardo che resta il riferimento assoluto del cinema italiano recente e che ora non appare più così lontano.

Ancora una volta, Checco Zalone si conferma il vero “re del box office”, capace di unire comicità popolare, satira sociale e un pubblico trasversale che va ben oltre la classica platea delle commedie.

La classifica del weekend: Checco Zalone davanti a tutti

Alle spalle di Buen Camino si posizionano produzioni internazionali e titoli molto attesi:

  • Avatar: Fuoco e Cenere è secondo con 3.324.995 euro nel weekend e un totale di 20.645.759 euro dal debutto del 17 dicembre.
  • Debutto al terzo posto per il film d’animazione Spongebob – Un’avventura da pirati, che ha incassato 1.836.507 euro in quattro giorni.
  • Quarta posizione per Norimberga, con 1.309.114 euro nel fine settimana e 5.514.437 euro complessivi dal 18 dicembre.
  • Chiude la top five Zootropolis 2, che aggiunge 1.028.441 euro nel weekend, portando il totale a 17.663.136 euro.

Un dominio che non accenna a fermarsi

Il successo di Buen Camino conferma una tendenza ormai consolidata: quando Checco Zalone arriva in sala, il pubblico risponde in massa. Le prossime settimane diranno se il film riuscirà davvero ad avvicinare – o addirittura superare – lo storico primato di Quo Vado?. Di certo, il 2026 cinematografico è iniziato sotto il segno inconfondibile di Zalone.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca: il giallo d’epoca elegante di Alessia Gazzola

Tra Londra anni Venti, aristocrazia britannica e misteri da salotto, Alessia Gazzola inaugura una nuova serie raffinata e irresistibile.

Un ritorno atteso per Alessia Gazzola

Con Miss Bee e il cadavere in biblioteca, edito da Longanesi, Alessia Gazzola conferma ancora una volta la sua straordinaria capacità di reinventarsi. Dopo il successo de L’Allieva, l’autrice sceglie il giallo storico e lo fa con una storia che richiama la grande tradizione del mystery inglese, senza rinunciare alla sua cifra stilistica: ironia, personaggi brillanti e una protagonista femminile memorabile.

Londra 1924: salotti, segreti e un cadavere inatteso

londra anni 20
Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola – Londra anni ’20

Il romanzo è ambientato nella Londra del 1924, una città ancora segnata dalla Prima Guerra Mondiale, dove l’aristocrazia tenta di conservare le apparenze mentre il mondo sta cambiando. In questo contesto elegante e inquieto, una cena mondana si trasforma in tragedia: un cadavere viene ritrovato nella biblioteca di una dimora aristocratica.

Da qui prende il via un’indagine fatta di sospetti, mezze verità e silenzi carichi di significato, in perfetto stile whodunit.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca, una protagonista irresistibile

La vera forza del romanzo è Beatrice Bernabò, detta Miss Bee: giovane italiana trasferitasi a Londra con il padre Leonida, docente universitario di Italianistica. Curiosa, intelligente e ancora un po’ ingenua, Miss Bee si muove con cautela ma determinazione tra le regole non scritte dell’alta società inglese.

Il suo sguardo, spesso divertito e disincantato, guida il lettore dentro un mondo fatto di etichette rigide, pettegolezzi e relazioni ambigue, rendendola un’eroina perfetta per un giallo classico d’ambientazione storica.

Tra mistero e sentimento: il triangolo amoroso

Accanto all’indagine, Gazzola inserisce con naturalezza un filone sentimentale. Miss Bee si trova divisa tra due figure maschili molto diverse:

  • Christopher “Kit”, affascinante e tormentato,
  • un altro uomo legato in modo inquietante al delitto, che la protagonista non sa se temere o desiderare.

Questo intreccio aggiunge tensione emotiva alla trama investigativa, senza mai appesantirla.

Personaggi secondari e atmosfera riuscita

Tra i comprimari spicca la carismatica Mrs. Ashbury, vicina di casa di Miss Bee, figura enigmatica e sofisticata, vero motore narrativo della storia. Il padre Leonida rappresenta invece lo sguardo più maturo e razionale sulla società dell’epoca, bilanciando l’entusiasmo giovanile della figlia.

La ricostruzione storica è uno dei punti di forza del romanzo: salotti aristocratici, rituali sociali, dialoghi brillanti e l’eco ancora viva della guerra rendono l’ambientazione credibile e affascinante.

Un giallo classico dal gusto moderno

Le ispirazioni sono evidenti e ben dosate: Agatha Christie, Downton Abbey, Bridgerton e le atmosfere care a Frances Hodgson Burnett. Tuttavia, Alessia Gazzola riesce a fondere questi riferimenti in una voce personale, fresca e riconoscibile.

La scrittura è fluida, ironica e mai ridondante, capace di coinvolgere sia gli amanti del giallo classico sia chi cerca una lettura elegante e leggera.

Perché leggere Miss Bee e il cadavere in biblioteca

Questo romanzo inaugura una serie promettente e dimostra la versatilità di Alessia Gazzola nel passare dal contemporaneo al giallo d’epoca con grande naturalezza. È una lettura consigliata a chi ama:

  • i mystery classici,
  • le protagoniste femminili forti ma imperfette,
  • le ambientazioni storiche curate,
  • il giusto equilibrio tra intrigo, ironia e romanticismo.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca è un libro che diverte, incuriosisce e conquista, lasciando il lettore con il desiderio di tornare presto a Londra… e di ritrovare Miss Bee alle prese con un nuovo mistero.

Grande Fratello 1, il pizzaiolo Salvo Veneziano

Grande Fratello 1, il pizzaiolo Salvo Veneziano: «Cristina mi aveva promesso 50 milioni, poi ha negato. Ma in cinque anni guadagnai tre miliardi»

A venticinque anni di distanza dalla prima, storica edizione del Grande Fratello, Salvo Veneziano torna a raccontarsi senza filtri. Il pizzaiolo siciliano, oggi cinquantenne e imprenditore in Brianza, ripercorre quell’esperienza che gli ha cambiato la vita tra promesse mancate, amicizie vere e un successo economico spesso dimenticato.

Grande Fratello 1, perché Salvo Veneziano partecipò al reality

Quando entrò nella Casa nel 2000, Salvo Veneziano era sposato e padre di due figli. «Non cercavo la fama – racconta – ma i soldi per comprare casa. All’epoca eravamo tutti persone normali, lontane dal mondo dello spettacolo». A spingerlo al provino fu la cognata, incuriosita dal format visto all’estero. Da lì, il resto è storia della televisione italiana.

Spontaneo, ironico e mai nominato dai coinquilini, Veneziano divenne uno dei volti più amati di quella prima edizione, ricordata ancora oggi per la sua autenticità.

La promessa sul montepremi e la frattura con Cristina Plevani

Il tema più delicato resta il finale. Salvo Veneziano arrivò secondo, mentre a vincere fu Cristina Plevani, che si aggiudicò 250 milioni di lire in gettoni d’oro.
«Avevamo un accordo io, Cristina e Pietro Taricone: chiunque avesse vinto avrebbe dato 50 milioni agli altri due. Lei poi ha negato tutto», racconta Veneziano, sottolineando come per lui «la parola data sia sacra».

Un episodio che ha lasciato il segno, anche se non ha cancellato il valore umano di quell’esperienza.

L’amicizia con Pietro Taricone e il ricordo più doloroso

Con Pietro Taricone il legame era profondo. «Per me era un fratello – confessa – la sera della finale mi disse che la tv non gli interessava, voleva studiare recitazione. E lo ha fatto davvero». La sua scomparsa, anni dopo, fu «un colpo al cuore».

Tre miliardi in cinque anni: il successo fuori dalla Casa

Nonostante la mancata vittoria, Salvo Veneziano non ha rimpianti economici: «In cinque anni ho guadagnato circa tre miliardi di lire». Tra ospitate televisive e serate, fu Maurizio Costanzo a suggerirgli di investire. Nascono così le sue pizzerie: in totale ne ha aperte diciannove, oggi ne gestisce due, a Monza e Cologno.

Il ritorno nel 2020 e la squalifica

Nel 2020 Veneziano è rientrato nella Casa, ma l’esperienza è stata breve: una frase sessista gli costò la squalifica. «I tempi erano cambiati, ho sbagliato e mi sono scusato. Una figuraccia». In quell’occasione, a difenderlo pubblicamente fu proprio Cristina Plevani.

Uno sguardo al presente del Grande Fratello

Oggi, guardando al ritorno alle origini del reality con concorrenti non famosi, Veneziano è ottimista: «C’è molta attesa. La conduzione di Simona Ventura può dare una boccata d’aria fresca». E se dovessero richiamarlo? «Rientrerei subito».

Una testimonianza che riporta alla memoria un’epoca televisiva irripetibile, quando il Grande Fratello era davvero uno spaccato dell’Italia reale.