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Fiorello difende Laura Pausini dopo la cover di Due Vite, Selvaggia Lucarelli la stronca: “Mengoni trasformato in un disaster movie”

Scoppia il caso sul comeback di Laura Pausini: tra l’appoggio di Fiorello e le critiche durissime di Selvaggia Lucarelli

Il ritorno discografico di Laura Pausini si è trasformato in un caso mediatico ben più rumoroso del previsto. Dopo la polemica legale con Gianluca Grignani, ora è la cover di “Due Vite” di Marco Mengoni ad aver acceso una tempesta di critiche sui social e sulla stampa. Tra stroncature, hating e prese di posizione forti, spiccano due voci opposte: Fiorello, che difende apertamente la cantante, e Selvaggia Lucarelli, che invece boccia senza appello il progetto.

Fiorello difende Laura Pausini: “Le canzoni non sono intoccabili”

Durante una puntata de La Pennicanza, Fiorello ha preso posizione contro l’ondata di critiche rivolte a Laura Pausini, mostrandosi infastidito da titoli e commenti che parlavano di “canzoni sacre” e “brani che non si possono toccare”.

“Laura Pausini ha fatto un disco di cover e ha cantato una canzone di Marco Mengoni. Può piacere o non piacere, ma dire che nessuno può cantare Mengoni è assurdo”.

Il conduttore ha poi rivolto un messaggio diretto ai fan più accaniti:

“Marco Mengoni è un essere umano, un cantante normale. Non è intoccabile. Gettare fango su un’artista solo perché canta una sua canzone è insensato”.

Fiorello ha ribadito che le cover sono omaggi, ricordando come nella storia della musica tutti abbiano reinterpretato grandi brani:

“Le canzoni sono di tutti. Nessuno è intoccabile. Nemmeno Mengoni”.

L’amicizia tra Fiorello e Laura Pausini

Il sostegno di Fiorello non nasce dal nulla. Il conduttore e la cantante sono legati da un’amicizia di lunga data, costruita tra ospitate televisive e momenti condivisi, come le apparizioni di Pausini a Viva Rai Due o la celebre gag insieme al Festival di Sanremo 2018.

Fiorello non ha mai nascosto questo legame, specificando apertamente di parlare anche da amico, senza però rinunciare a una riflessione più ampia sulla libertà artistica.

laura pausini

La stroncatura di Selvaggia Lucarelli: “Un disaster movie”

Di tutt’altro tono il commento di Selvaggia Lucarelli, che nella sua newsletter ha demolito il progetto già dal titolo:

“Laura Pausini ha trasformato Mengoni in un disaster movie”.

La giornalista ha criticato tutto: dalla scelta della canzone al duetto con Julien Lieb, fino al video musicale, definito low budget e visivamente discutibile, con atmosfere post-apocalittiche che ricorderebbero produzioni realizzate con l’uso dell’intelligenza artificiale.

Secondo Lucarelli, il problema non è solo il risultato finale, ma l’intero processo creativo:

“Com’è possibile che nessuno, tra discografici, manager e amici, abbia detto: ‘Ma che cavolo stiamo facendo?’”.

“Un sì per eccesso di bontà”

Nel suo affondo più pungente, Selvaggia Lucarelli utilizza una metafora destinata a far discutere:

“Marco Mengoni è stato l’amica a cui chiedi in prestito un vestito taglia XS quando sei una XXL. Ti dice sì per bontà, ma poi ti fa solo male”.

Un’accusa diretta anche al contesto che circonda Laura Pausini, colpevole – secondo la giornalista – di non aver saputo porre limiti a una scelta artistica sbagliata.

Un rapporto complicato: le vecchie critiche di Lucarelli a Pausini

Non è la prima volta che Selvaggia Lucarelli prende di mira Laura Pausini. Negli anni, la giornalista ha già criticato la cantante:

  • nel 2024, per un intervento sull’hamburger e l’alimentazione, accusandola di superficialità sul tema ambientale;
  • nel 2018, dopo un insulto pronunciato dalla Pausini durante un concerto, giudicato sessista e inaccettabile.

Un rapporto mai disteso, che rende ancora più dura la stroncatura arrivata oggi.

Un comeback che divide pubblico e critica

La cover di Due Vite ha dunque spaccato l’opinione pubblica:
da una parte chi, come Fiorello, difende il diritto di reinterpretare e sbagliare;
dall’altra chi, come Selvaggia Lucarelli, vede nel progetto un errore artistico grave e inspiegabile.

Una cosa è certa: il ritorno di Laura Pausini non è passato inosservato. E il dibattito, tra libertà artistica e responsabilità creativa, è tutt’altro che chiuso.

Bassetti contro Belen Rodriguez: nel mirino la ‘cura anti-age’ al NAD e le critiche ai vaccini

L’infettivologo attacca sui social: “Nessuna evidenza scientifica negli esseri umani”

Nuovo scontro pubblico tra Matteo Bassetti e Belen Rodriguez. L’infettivologo del San Martino di Genova è tornato a criticare la showgirl argentina, questa volta puntando il dito contro una terapia anti-age a base di NAD (nicotinammide adenina dinucleotide) mostrata sui social dalla stessa Belen nelle scorse settimane.

Le polemiche sui vaccini e il primo affondo di Bassetti

Il botta e risposta tra i due nasce da lontano. Solo pochi giorni fa, Bassetti aveva commentato un post di Belen in cui la conduttrice raccontava di essere rimasta a letto per tre giorni con febbre e tosse, lasciando intendere perplessità sui vaccini.

In quell’occasione, l’infettivologo era stato diretto:

“Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questioni sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi”.

Il video su Facebook: nel mirino la terapia al NAD

Nel video pubblicato oggi su Facebook, Bassetti rilancia la critica prendendo di mira un trattamento mostrato dalla showgirl un mese fa: una flebo contenente NAD, sostanza spesso pubblicizzata come cura anti-age e ringiovanente.

“Un mese fa si mostrava sui social mentre le iniettavano il NAD, una cura che a parole ringiovanisce”, afferma Bassetti. “La signora Belen critica i vaccini, ma si è mai chiesta quali sono le evidenze scientifiche di questa terapia?”.

BELEN

“Zero evidenze scientifiche negli esseri umani”

Secondo l’infettivologo, dopo aver verificato la letteratura scientifica disponibile, il verdetto è netto:

“Sono andato a guardare se ci fossero dati, evidenze scientifiche che la supportano negli esseri umani. Bene: zero”.

Bassetti sottolinea come il NAD venga spesso promosso con promesse di ringiovanimento, ma senza solide basi scientifiche riconosciute, soprattutto se confrontate con quelle dei vaccini.

Il riferimento ad altri personaggi pubblici e la critica finale

Nel suo intervento, Bassetti allarga il discorso citando anche Elettra (Ether) Parisi, parlando di quello che definisce uno “sport nazionale”:

“Ormai si criticano i vaccini, poi si fanno terapie anti-age e si assumono farmaci che hanno molta meno evidenza scientifica”.

Il messaggio finale è un appello al rispetto dei ruoli:

“Cerchiamo di avere un po’ di educazione e di restare nel proprio, senza voler fare continuamente lo scienziato”.

Scienza, social e influencer: un dibattito sempre più acceso

Il nuovo attacco di Bassetti riaccende il dibattito sul ruolo dei personaggi pubblici nella comunicazione sanitaria e sull’influenza dei social nella diffusione di terapie non supportate da studi clinici solidi.

Una polemica destinata probabilmente a far discutere ancora, tra scienza, spettacolo e responsabilità comunicativa.

Zelig 30, seconda puntata: Geppi Cucciari illumina la serata

Tra nostalgia e inciampi: il trentennale di Zelig convince solo a metà

La seconda puntata celebrativa per i 30 anni di Zelig, in onda su Canale 5, conferma un problema ormai evidente: la nostalgia funziona solo se accompagnata da contenuti ancora vivi. Senza le guest star Geppi Cucciari ed Elio, la serata sarebbe stata poco più di un requiem televisivo. Molti monologhi ripescati dal passato, oggi, non solo non fanno più ridere, ma risultano stanchi, fuori tempo e talvolta inaccettabili. Ecco promossi e bocciati di una puntata decisamente moscia.

Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, cuore storico di Zelig

vanessa incontrada e claudio bisio
Claudio Bisio e Vanessa Incontrada

Difficile immaginare Zelig senza Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. Da oltre vent’anni insieme sul palco, incarnano la memoria emotiva del programma. Il loro copione è noto: lei finge di perdersi l’italiano, lui la punzecchia con affetto. Eppure, funziona ancora.

A inizio puntata, Bisio sorprende Incontrada con una dedica sincera che spiazza e commuove. È uno dei pochi momenti autentici della serata. La loro sintonia resta l’unico elemento nostalgico che non stanca mai: sono “casa”, per più generazioni cresciute con Zelig. Un po’ come i Sandra e Raimondo della comicità televisiva italiana, circondati però da una cornice che oggi fatica a reggere.

Battute sulle persone trans nel 2026: un passo indietro imbarazzante

Qui la nostalgia si trasforma in Jurassic Park. Se la prima puntata lasciava qualche speranza, la seconda la frantuma. Mancano grandi nomi e, soprattutto, manca il materiale. Alcuni comici riportano in scena personaggi e tormentoni che oggi risultano incomprensibili.

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Vanessa Incontrada, Gigi Rock e Claudio Bisio

Il problema però diventa grave quando si scivola nella comicità offensiva e stereotipata. Il monologo di Gigi Rock, interamente costruito su cliché sulle persone trans – descritte come passeggiatrici notturne, aggressive e caricaturali – è semplicemente irricevibile. Dieci minuti (percepiti come un’eternità) di doppi sensi volgari e battute datate che strappano solo disagio.

Non va meglio con Paolo Migone, che propone una sequela di luoghi comuni misogini sulla moglie paranoica e casalinga. Il mestiere c’è, ma i contenuti sono fermi a un’epoca che non merita di essere celebrata. Comicità che oggi non è “scorretta”: è solo vecchia.

Geppi Cucciari ed Elio: la classe che salva Zelig

geppi cucciari

Il momento più alto dell’intera puntata – e forse dell’edizione – porta un nome solo: Geppi Cucciari. Tornata sul palco che l’ha lanciata, la comica sarda regala un monologo elegante, autoironico e intelligente, rievocando gli esordi al locale Zelig di Milano con una precisione emotiva disarmante.

Racconta l’angoscia delle sedie che scricchiolano quando il pubblico non ride, i primi personaggi, la fatica della solitudine in scena. Con Elio, firma poi una perla musicale: la versione ribaltata di “Cara, ti amo”, che diventa “Caro, ti amo”. Satira chirurgica sui falsi miti maschili e sulle contraddizioni degli “uomini-bambini”.

Lucida, feroce, necessaria. Cucciari dimostra cosa significa fare comicità nel presente, senza rinnegare il passato. Applausi veri.

Checco Zalone, il grande assente che domina la scena

checco zalone

Seconda puntata, secondo omaggio a Checco Zalone, ancora assente. La sensazione è che Zelig stia giocando una partita sottile: tra celebrazione ironica e frecciatina malcelata. Bisio e Incontrada rilanciano un filmato del 2006, sottolineando come Zalone oggi, forte dei record al box office, sembri aver dimenticato il programma che lo ha lanciato.

È una dinamica curiosa, quasi una “lotta” simbolica tra il passato e il presente della comicità italiana. Sincere congratulazioni o strategia per una sorpresa finale? In ogni caso, il siparietto funziona e incuriosisce. Un po’ come un gigantesco “caffeuccio” televisivo: nostalgico, ironico, irresistibilmente trash.

Zelig 30 tra celebrazione e occasione mancata

La seconda puntata del trentennale di Zelig dimostra che celebrare il passato è un’operazione delicata. Quando funziona, come con Geppi Cucciari o con la coppia Bisio–Incontrada, emoziona. Quando invece si limita a riesumare vecchi stereotipi, diventa un boomerang.

La domanda resta aperta: Zelig vuole essere un museo o un programma vivo? La risposta, per ora, è sospesa tra applausi convinti e silenzi imbarazzati.

Fare come Baglioni… ma come il Conte, mica il cantante

Cosa significa davvero “fare come Baglioni”: il cantante non è mai c’entrato nulla

Fare come Baglioni, ovvero togliersi dai… ma non come Claudio Baglioni: quanti conoscono la vera storia di questo modo di dire che nulla a che vedere con il più celebre cantante?

Alla volta delle origini poco note del modo di dire

Quante volte l’abbiamo simpaticamente sentito dire, o quante volte siamo stati noi a dirlo. Qualcuno però è ancora convinto che sia tutto una mera questione di rima e che Claudio Baglioni ne esca un po’ come sfortunato malcapitato. Peccato però che, come dicevamo, l’uomo di Avrai e Questo piccolo grande amore non abbia nulla in comune con questa colorata espressione. Il significato non cambia nemmeno di fronte a delucidazioni: come si evince, il modo di dire fa sempre rimando alla volontà di andarsene.

Il Conte Baglioni e la sua misteriosa abitudine di abbandonare gli ospiti

Ma allora perché si dice “fare come Baglioni” se il contemporaneo cantante non c’entra nulla? La risposta l’abbiamo compiendo alcune ricerche tra leggende, storie tramandate e archivi storici. Storia che ci conduce alla porta della famiglia Baglioni, non quella di Claudio, bensì di una delle più nobili famiglie di Perugia. Parliamo dunque di un più noto e antico Conte Baglioni nella cui storia personale rintracciamo la natura del detto.

fare come baglioni
Fare come Baglioni il Conte

Pare infatti che il Conte Baglioni fosse solito abbandonare spesso feste e cerimonie. Poco importava che si trattasse di banchetti da lui organizzati, abbandonare gli ospiti era proprio una consuetudine del Conte, solito allontanarsi senza rendere spiegazioni.

fare come baglioni rodolfo baglioni
Fare come Baglioni, nella foto il conte Rodolfo Baglioni

Un comportamento ai più maleducato che però mascherava un presunto segreto, un retroscena diremmo oggi. Molto misterioso nel suo apparire e scomparire di tanto in tanto, pare che il Conte fosse solito abbandonare puntualmente i suoi ospiti per incontrare segretamente la sua amante. Usato correttamente più che rifarsi all’abbandono potrebbe voler dire che si ha un segreto da proteggere e da raggiungere.

Clizia Incorvaia choc a Verissimo: “Aborto in treno per troppo stress. Sarcina mi bruciò 60 paia di scarpe”

L’influencer racconta a Silvia Toffanin il dolore per la gravidanza persa, la fine del rapporto con Francesco Sarcina e la sentenza che l’ha prosciolta

La rivelazione a Verissimo: “Ho avuto un aborto mentre ero in treno”

Clizia Incorvaia ospite di Verissimo nella puntata di domenica 18 gennaio 2026, ha condiviso uno dei momenti più dolorosi della sua vita privata. L’influencer ha raccontato a Silvia Toffanin di aver avuto un aborto spontaneo tre anni fa, avvenuto in circostanze drammatiche:

“Ho avuto un aborto in treno, mentre accompagnavo mia figlia Nina dal padre a Milano. Ebbi un’emorragia perché ero troppo sotto stress”.

Un racconto intenso che arriva dopo un periodo segnato da battaglie legali e tensioni familiari.

La proscioglimento dalle accuse dell’ex marito

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Clizia Incorvaia

Nel corso dell’intervista, Incorvaia ha commentato anche la recente sentenza che l’ha prosciolta dalle accuse mosse dall’ex marito Francesco Sarcina, che l’aveva denunciata per aver pubblicato sui social immagini della loro figlia minorenne con finalità di profitto.

“Questa sentenza mi ha restituito dignità come madre. Ho sempre protetto mia figlia Nina, l’ho sempre preservata. Ma quell’accusa aveva gettato un’ombra su di me come genitore”.

Oggi, ha spiegato, i rapporti con il cantante sono “freddi e distaccati”.

“Non era un rapporto sano”: le accuse contro Sarcina

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Clizia Incorvaia

Clizia Incorvaia ha parlato apertamente della relazione con Sarcina, definendola non sana e segnata da comportamenti gravi:

“Mi bruciò 60 paia di scarpe dopo dei litigi. Non denunciai per proteggere nostra figlia”.

L’influencer ha spiegato di aver tollerato a lungo la situazione, fino a quando è venuto meno il rispetto della sua persona, momento in cui ha deciso di allontanarsi definitivamente.

Il presunto tradimento con Riccardo Scamarcio

Nel corso dell’intervista è tornato anche il tema del presunto flirt con Riccardo Scamarcio, ex amico di Sarcina, che all’epoca fece molto discutere:

“Eravamo separati. Ero una donna separata e potevo fare quello che volevo. Ho una visione troppo bella dell’amore per prendere vie sotterranee”.

Una dichiarazione netta con cui Incorvaia ha ribadito la propria posizione.

La gestione della figlia Nina e la nuova udienza

Infine, l’influencer ha parlato delle difficoltà legate alla gestione della figlia Nina, nata nel 2015. A marzo è prevista una nuova udienza per ridefinire gli accordi:

“Oggi provvedo io alla sua scuola privata e ai weekend che passa con il papà. Mi trovo sempre io a portarla a Milano. Di weekend su Roma ne ha fatto uno in cinque anni”.

Secondo Incorvaia, l’obiettivo è ristabilire un equilibrio che non ricada tutto su un solo genitore.

Un racconto che divide e fa discutere

Le parole di Clizia Incorvaia hanno acceso il dibattito sui social, riportando al centro il tema delle separazioni conflittuali, della tutela dei minori e dello stress emotivo vissuto dalle madri coinvolte in lunghi procedimenti giudiziari.

Pensioni febbraio 2026: il calendario ufficiale dei pagamenti

Pensioni febbraio 2026: il calendario ufficiale dei pagamenti e le novità sugli aumenti. Cosa cambia nel cedolino?

Calendario Pagamenti Febbraio 2026: con l’arrivo della metà di gennaio, milioni di pensionati italiani iniziano a guardare al mese di febbraio. Tra l’attesa per il cedolino e le speranze legate ai nuovi adeguamenti all’inflazione, il prossimo pagamento si preannuncia particolarmente atteso. In questo articolo facciamo chiarezza sulle date ufficiali di Poste Italiane e banche, analizzando chi riceverà qualche euro in più grazie alle rivalutazioni del 2026.

Calendario Pagamenti Febbraio 2026: quando arriva l’accredito?

Calendario Pagamenti Febbraio 2026
Calendario pagamenti febbraio 2026 delle pensioni

Come di consueto, il pagamento delle pensioni avverrà con modalità diverse tra chi riceve l’accredito sul conto corrente e chi ritira i contanti allo sportello.

Per chi riceve la pensione tramite Poste Italiane (conti correnti, libretti o PostePay Evolution) e per chi si avvale degli istituti bancari, il primo giorno bancabile del mese è lunedì 2 febbraio 2026.

Per chi invece preferisce il ritiro in contanti presso gli uffici postali, sarà necessario rispettare il consueto calendario basato sull’iniziale del cognome:

  • A – B: lunedì 2 febbraio
  • C – D: martedì 3 febbraio
  • E – K: mercoledì 4 febbraio
  • L – O: giovedì 5 febbraio
  • P – R: venerdì 6 febbraio
  • S – Z: sabato 7 febbraio (solo mattina)

Novità 2026: aumenti e rivalutazione (Perequazione)

Il 2026 si è aperto con la conferma della rivalutazione automatica basata sui dati ISTAT dell’inflazione dell’anno precedente. Anche nel cedolino di febbraio, molti pensionati vedranno consolidati gli aumenti scattati a gennaio.

  1. Pensioni Minime: Il Governo ha confermato il piano di sostegno per le pensioni più basse, portando l’assegno minimo a una cifra che punta a superare la soglia dei 620 euro per tutti i beneficiari, con incrementi maggiori per gli over 75.
  2. Taglio dell’Irpef: Grazie alla stabilizzazione degli scaglioni IRPEF varata nell’ultima manovra, i redditi medi (tra i 15.000 e i 28.000 euro annui) continueranno a beneficiare di una tassazione ridotta al 23%, traducendosi in un risparmio netto mensile che può variare tra i 15 e i 25 euro rispetto agli anni passati.

Come consultare il Cedolino su INPS Online

Ricordiamo che è già possibile consultare il dettaglio della propria pensione attraverso il portale MyINPS. Basta accedere con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS per visualizzare il “Cedolino della Pensione”. All’interno del documento è possibile verificare:

  • L’importo lordo e netto;
  • Le detrazioni applicate;
  • Eventuali rimborsi o trattenute sindacali.

Attenzione alle trattenute regionali e comunali

Un dettaglio importante da monitorare nel cedolino di febbraio riguarda le addizionali regionali e comunali. Solitamente, in questo periodo dell’anno, vengono applicati i conguagli relativi all’anno precedente, il che potrebbe causare delle leggere variazioni (in negativo o in positivo) sull’importo finale percepito.

La sonnambula di Bianca Pitzorno: La vita ha sempre sorprese per chi non si lega al passato

Ofelia, generosa, arguta e fiera, è la nuova eroina di Bianca Pitzorno

Un romanzo destinato a restare

La sonnambula di Bianca Pitzorno si impone fin dalle prime settimane dell’anno come uno dei libri destinati a segnare il 2026. Pubblicato da Bompiani, il romanzo conta 416 pagine e un prezzo di copertina di 20 euro, ma soprattutto racchiude una storia che ambisce a entrare nella memoria affettiva dei lettori, al di là di classifiche e mode.

Temi centrali del romanzo

  • Forza e autodeterminazione femminile
  • Libertà personale e sociale
  • Critica alle convenzioni e all’ipocrisia borghese
  • Uso dell’ironia come strumento di difesa
  • Elementi gotici intrecciati al realismo

Bianca Pitzorno costruisce un romanzo che è insieme avventura, ritratto psicologico e critica sociale, dando voce a una protagonista che sfida il proprio tempo.

Ambientazione storica e geografica

Il romanzo La sonnambula di Bianca Pitzorno è ambientato alla fine dell’Ottocento, in una città della Sardegna mai nominata esplicitamente, ma descritta con grande vividezza. Il contesto urbano è animato, stratificato socialmente e attraversato da superstizioni, convenzioni rigide e forti disuguaglianze, elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra realismo storico e suggestioni gotiche.

La sonnambula di Bianca Pitzorno sardegna
La sonnambula di Bianca Pitzorno – Sardegna

L’universo narrativo: un mondo ricco e pulsante

La scrittura di Pitzorno costruisce un universo narrativo stratificato e vivissimo: un mondo fatto di sarte e aristocratici, circhi e teatri, matrimoni combinati e amori autentici, divinazioni e fughe improvvise. È un ambiente che sembra appartenere a un tempo passato, ma che rivive con forza ogni volta che l’autrice lo nomina.
Il ritmo è serrato, la lingua elegante ma accessibile, e il piacere della narrazione è evidente, quasi contagioso.

Ofelia Rossi, “la rinomata sonnambula”

Protagonista assoluta è Ofelia Rossi, detta la rinomata sonnambula. Il termine non va inteso nel senso moderno, bensì nel suo significato più antico: una donna capace, durante stati di trance, di vedere, parlare e comprendere oltre il visibile.
A Donora, la cittadina in cui vive, Ofelia esercita la sua professione grazie al passaparola e a un discreto annuncio sull’Araldo, il giornale locale. Le sue visioni attirano soprattutto donne, ma anche uomini, tutti affamati di futuro, speranza o verità.

La sonnambula di Bianca Pitzorno: Tra destino, inganno e sopravvivenza

Le trance di Ofelia diventano un dispositivo narrativo potente: ogni consulto apre una storia parallela che si intreccia con la trama principale. Il romanzo cresce così come una narrazione corale, fluida e naturale.
Ofelia deve difendersi da un marito violento, preservare la propria reputazione e al tempo stesso non tradire sé stessa. In questo mondo nessuno è del tutto puro: anche i buoni devono usare astuzia e compromessi per sopravvivere, secondo una logica che richiama fiabe e mito.

Il soprannaturale come parte del reale

Il confine tra vero e non vero resta volutamente sospeso. Segni, presagi e legami tra passato e futuro fanno parte della realtà quanto i fatti concreti. Pitzorno non chiede al lettore di scegliere cosa credere, ma di accettare l’ambiguità come condizione umana.
Quando Ofelia sale sull’Ardimentosa, nave simbolicamente perfetta, è ferita ma non sconfitta. Fugge non per paura, ma per trasformarsi e restare fedele a sé stessa.

Un finale che guarda avanti

La sonnambula è una storia di metamorfosi e libertà. Il messaggio è chiaro: la vita continua a sorprendere chi non resta incatenato al passato.
Nelle ultime pagine, l’autrice apre il sipario sul dietro le quinte del romanzo, rivelando l’ispirazione reale che ha dato origine alla storia. Un gesto che rafforza ulteriormente il legame tra scrittura, memoria e invenzione, e che chiude il libro con la sensazione rara di aver attraversato qualcosa che resterà.

Grande Fratello Vip pronto a tornare, spunta l’ipotesi Selvaggia Lucarelli opinionista

Indiscrezioni su un possibile ritorno a marzo con Ilary Blasi alla conduzione e nuovi scenari in casa Mediaset

Il Grande Fratello Vip potrebbe tornare in onda già a marzo e, secondo le indiscrezioni riportate da FanPage, al fianco di Ilary Blasi potrebbe esserci un nome di forte impatto mediatico: Selvaggia Lucarelli. Una scelta che, se confermata, segnerebbe un cambio di passo netto per il reality, puntando su una figura capace di catalizzare attenzione, dibattito e confronto diretto.

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Selvaggia Lucarelli nella “wishlist” di Mediaset

Il nome di Selvaggia Lucarelli non è nuovo ai vertici del Biscione. Da tempo, infatti, la giornalista sarebbe nella wishlist di Pier Silvio Berlusconi, intenzionato a portarla stabilmente a Mediaset. Non a caso, nelle scorse stagioni è stata coinvolta come ospite e opinionista in programmi di punta come L’Isola dei Famosi.

Inoltre, Lucarelli era stata contattata anche per il ruolo di unica opinionista dell’ultima edizione del Grande Fratello condotta da Simona Ventura, proposta poi declinata per motivi di tempistica.

simona ventura

Il “no” al GF e la porta lasciata aperta

A spiegare le ragioni del rifiuto era stata la stessa Selvaggia Lucarelli, chiarendo come l’offerta fosse arrivata troppo a ridosso dell’inizio di Ballando con le Stelle, programma con cui collabora da oltre dieci anni. Una scelta di correttezza professionale che, però, non ha mai chiuso definitivamente le porte a Mediaset.

Anzi, proprio quel riferimento al “lasciare aperta qualsiasi porta” avrebbe riacceso i contatti, questa volta in vista del Grande Fratello Vip.

Gli scenari possibili tra GF Vip e nuovi progetti

Secondo FanPage, la trattativa non sarebbe ancora definita e potrebbe includere anche altri progetti, come un talk show tutto suo. Al momento si parla di sondaggi, valutazioni e scenari possibili, senza nulla di ufficiale.

Se l’ipotesi GF Vip dovesse concretizzarsi, Lucarelli potrebbe dividersi senza conflitti tra i due impegni: primavera al Grande Fratello Vip e autunno a Ballando con le Stelle.

Le parole di Milly Carlucci

milly carlucci

Sul rumor è intervenuta anche Milly Carlucci, che ha espresso totale serenità rispetto a un’eventuale collaborazione di Lucarelli con Mediaset. La conduttrice ha sottolineato la libertà intellettuale della giornalista e il forte rapporto di stima che la lega al team di Ballando.

Un ritorno che può cambiare gli equilibri

L’eventuale arrivo di Selvaggia Lucarelli come opinionista del Grande Fratello Vip rappresenterebbe una mossa strategica per Mediaset: un mix di esperienza, autorevolezza e capacità di alimentare il dibattito pubblico. Per ora resta un’indiscrezione, ma le prossime settimane potrebbero chiarire se il ritorno del reality avrà davvero una nuova protagonista dietro al bancone delle opinioniste.

Clarissa Selassié smentisce Antonio Medugno: «Notti con lui? Mai successe. Gli serviva per entrare al GF Vip»

La versione dell’ex gieffina dopo le dichiarazioni a Lo Stato delle Cose

Clarissa Selassié rompe il silenzio e smentisce in modo netto le dichiarazioni di Antonio Medugno, che nei giorni scorsi aveva parlato di una presunta notte trascorsa insieme a lei, collegandola anche a messaggi attribuiti ad Alfonso Signorini. La principessa etiope ha scelto di chiarire la sua posizione attraverso una storia Instagram, prendendo le distanze da una vicenda che, a suo dire, non corrisponde alla realtà.

La smentita di Clarissa Selassié

clarissa selassié

Secondo quanto dichiarato da Clarissa Selassié, non ci sarebbe mai stata alcuna “notte di passione” con Antonio Medugno. L’ex vippona ha parlato di un solo incontro, definito fallimentare, negando qualsiasi coinvolgimento intimo.

«Con Medugno ricordo solo un episodio di terribili sforzi e zero risultati. Gli serviva solo un lasciapassare per entrare nella casa del Grande Fratello Vip. Vi chiedo gentilmente di non nominarmi mai più e di non associarmi a ipotetiche notti di “passione” che non sono mai successe».

Parole dure, che arrivano dopo settimane in cui il suo nome è stato ripetutamente citato nel contesto del cosiddetto caso Signorini.

Le dichiarazioni di Medugno e il contesto

Antonio Medugno GF Vip

Antonio Medugno aveva ribadito la propria versione lunedì 12 gennaio, ospite del programma Lo Stato delle Cose, condotto da Massimo Giletti. In quell’occasione, l’ex gieffino aveva confermato di aver passato una notte con un’ex concorrente del GF Vip, raccontando di un presunto messaggio ricevuto da Alfonso Signorini:
«Pessima strategia la tua, che vai con le principesse e non con la regina».

Una versione che Clarissa Selassié ora nega completamente, parlando apertamente di strumentalizzazione.

Un rapporto mai chiarito del tutto

Il legame tra Clarissa Selassié e Antonio Medugno era già emerso all’inizio del 2022, poco prima dell’ingresso del tiktoker nella Casa. Durante il GF Vip 6, lo stesso Signorini aveva ironizzato in diretta sui famosi “graffi” mostrati da Medugno, attribuiti proprio a Clarissa, senza che all’epoca arrivasse una smentita esplicita.

Successivamente, però, la principessa aveva ridimensionato tutto, dichiarandosi delusa dal comportamento di Medugno e parlando di promesse non mantenute. La presa di posizione di oggi segna un ulteriore e definitivo chiarimento.

La posizione finale

Con questa smentita pubblica, Clarissa Selassié chiede di uscire definitivamente dalla narrazione che la vede coinvolta nel caso mediatico legato ad Antonio Medugno e al Grande Fratello Vip. Una presa di distanza netta, che ribalta la versione raccontata finora e riaccende il dibattito su quanto emerso dentro e fuori dai programmi televisivi.

Chiara Ferragni assolta dall’accusa di truffa aggravata per il pandoro gate

Il giudice di Milano: nessuna responsabilità penale nei casi Balocco e Dolci Preziosi

Chiara Ferragni è stata prosciolta dall’accusa di truffa aggravata nell’ambito del cosiddetto pandoro gate, che riguardava le operazioni commerciali del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. La decisione è arrivata oggi dal Tribunale di Milano, dove il giudice della terza sezione penale, Ilio Mannucci Pacini, ha letto il verdetto in aula alla presenza dell’imprenditrice digitale e dei suoi difensori, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana.

chiara ferragni
Chiara Ferragni

La Procura, con l’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli, aveva chiesto per Chiara Ferragni e per l’ex collaboratore Fabio Maria Damato una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, senza attenuanti. Un anno era stato richiesto anche per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia-ID (Dolci Preziosi). La difesa, invece, ha sempre sostenuto la buona fede dell’influencer, chiedendo l’assoluzione con formula piena: richiesta oggi accolta.

Le accuse e il contesto

chiara ferragni

Il procedimento nasceva dagli esposti del Codacons e dalla sanzione dell’Antitrust (pari a un milione di euro), che avevano portato nel gennaio 2025 al rinvio a giudizio per presunta truffa aggravata. Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022 Chiara Ferragni avrebbe indotto i consumatori a credere che l’acquisto dei prodotti brandizzati contribuisse direttamente a raccolte fondi benefiche, mentre le donazioni erano state effettuate dalle aziende in autonomia e in precedenza, senza collegamento al volume delle vendite.

Per i pm, tale impianto comunicativo avrebbe generato un “ingiusto profitto” stimato in circa 2,2 milioni di euro, oltre a un ritorno reputazionale. La difesa ha invece ricondotto la vicenda a una contestazione amministrativa di pubblicità ingannevole, già chiusa con risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro.

L’esito

Con l’assoluzione, il Tribunale ha escluso la rilevanza penale dei fatti contestati. Resta distinto il profilo amministrativo, già definito. La sentenza chiude il capitolo giudiziario più delicato per l’imprenditrice digitale, segnando un passaggio chiave nel caso che aveva acceso un ampio dibattito pubblico su marketing, beneficenza e responsabilità degli influencer.