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Sangue delle Langhe di Marina Marazza: il romanzo storico sul Barolo e su una donna rivoluzionaria

Una storia vera tra Torino e le Langhe: Giulia di Barolo, il vino e la lotta per i diritti femminili nell’Ottocento

Un romanzo storico che conquista

Sangue delle Langhe di Marina Marazza è molto più di un semplice romanzo storico: è un viaggio immersivo tra storia, passione e identità. Ambientato tra la Parigi napoleonica e il Piemonte, il libro riesce a coinvolgere grazie a una narrazione intensa e ricca di dettagli.

Giulia di Barolo: una protagonista straordinaria

il duomo e palazzo madama di torino
Sangue delle Langhe di Marina Marazza – La saga dei Barolo – Torino

Al centro della storia c’è Giulia di Barolo, figura realmente esistita. Nata in Francia, sceglie di trasferirsi a Torino dopo il matrimonio con Tancredi Falletti di Barolo. Ma la sua vita prende una direzione inaspettata: diventa una donna impegnata socialmente, capace di sfidare le convenzioni del suo tempo.

barolo
Sangue delle Langhe di Marina Marazza – La saga dei Barolo (Le Langhe – Barolo)

Tra storia, vino e territorio

Le Langhe fanno da sfondo a una narrazione che intreccia la nascita del Barolo con le vicende personali della protagonista. Il vino non è solo un elemento decorativo, ma parte integrante della storia e simbolo di trasformazione.

Temi attuali in un contesto storico

giulia di barolo
La saga dei Barolo – Giulia di Barolo

Il romanzo affronta temi come l’emancipazione femminile, la giustizia sociale e la dignità delle persone. Giulia si distingue per il suo impegno nelle carceri femminili e per la sua visione moderna dei diritti, risultando sorprendentemente attuale.

Uno stile coinvolgente e accessibile

La scrittura di Marina Marazza è fluida ed emozionante. L’autrice riesce a rendere vivi i contesti storici senza appesantire la lettura, trasformando la storia in un racconto appassionante e accessibile.

La saga dei Barolo: Personaggi memorabili

Accanto a Giulia spiccano figure come Angela, intensa e complessa, e Tancredi, capace di sostenere una donna fuori dagli schemi. I rapporti tra i personaggi sono credibili e ben costruiti.

Perché leggere Sangue delle Langhe

Questo romanzo è ideale per chi ama le storie vere, le ambientazioni italiane e i personaggi femminili forti. Un libro capace di far scoprire la storia del Piemonte, accendere la curiosità e lasciare il segno anche dopo l’ultima pagina.

Gino Paoli: Funerali Privati e Ceneri a Boccadasse, Addio Discreto

Il Cantautore Scomparso a 91 Anni Sceglie Riservatezza: Nessun Clamore per l’Icona di “Il Cielo in una Stanza”

Gino Paoli, leggenda della musica italiana morto a 91 anni nella sua casa genovese nel Quartiere Azzurro, ha voluto un addio silenzioso e coerente con il suo stile riservato.

Funerali Stretti alla Famiglia

I funerali si terranno giovedì 26 marzo in forma privata, senza camera ardente né eventi pubblici, come richiesto dalla famiglia per rispettare la privacy. L’annuncio segue la nota ufficiale: “Gino ci ha lasciato in serenità circondato dai cari”.

Ceneri sul Lungomare di Boccadasse

Le ceneri saranno disperse sul lungomare di Boccadasse, il pittoresco quartiere genovese amato dal cantautore. Fonti vicine confermano questa volontà, simbolo del suo legame con Genova e il mare.

Eredità di un “Gatto” Libero

Autore di capolavori come “Sapore di sale”, “Senza fine” e “La gatta”, Paoli ha vissuto tra successi, amori tormentati e impegno politico come deputato PCI. La figlia Amanda Sandrelli ha salutato con un commovente “Babbo mio”.

Un’uscita di scena di classe per l’inquieto poeta che ha incantato generazioni.

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Gino Paoli morto a 91 anni: addio all’autore de “Il cielo in una stanza”

Il cantautore genovese, icona della musica leggera italiana, si è spento nella notte del 24 marzo 2026 circondato dai cari. Tra successi immortali e vita tormentata, ecco la sua biografia.

L’annuncio della morte di Gino Paoli

Gino Paoli è morto oggi, martedì 24 marzo 2026, all’età di 91 anni. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, ha annunciato la famiglia in una nota, chiedendo massima riservatezza. Nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone, il cantautore genovese leaves un’eredità indelebile nella musica italiana.

I successi immortali di Gino Paoli

Tra i massimi esponenti della musica leggera italiana, Paoli ha segnato sessant’anni di carriera con hit come Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c’è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici al bar, vincitrice del Festivalbar 1991. Queste canzoni Gino Paoli restano evergreen della canzone italiana.

La scuola genovese e gli esordi

Parte della prima “scuola genovese” con Luigi Tenco, Umberto Bindi e Bruno Lauzi – precursore di Fabrizio De André –, Paoli si trasferì da piccolo a Genova, città a cui rimase fedele. Nel 1959 debutta con Ricordi: Sassi e La gatta ottengono poco successo iniziale, ma decollano dopo.

La svolta con Mina e le collaborazioni

Il boom arriva nel 1960: Il cielo in una stanza, incisa da Mina su suggerimento di Mogol, scala le classifiche. Nel 1961 conosce Ornella Vanoni, per cui scrive Senza fine, e ha una relazione con Stefania Sandrelli, da cui nasce la figlia Amanda Sandrelli, attrice.

Crisi personale e rinascita artistica

Nonostante critiche, Paoli incide Sapore di sale (arrangiato da Ennio Morricone) e Che cosa c’è. Segue una crisi profonda: alcolismo giovanile, tentato suicidio con pistola (proiettile rimasto nel corpo), droga. La ripresa negli anni ’60 con Come si fa, poi il ritorno nel 1984 con Una lunga storia d’amore (colonna sonora di un film con Sandrelli) e Ti lascio una canzone. Vince Festivalbar 1991 con Quattro amici al bar e scrive per Zucchero.

Carriera extra-musicale e impegno politico

Gino Paoli è stato presidente Siae (dimissioni per scandalo fiscale) e parlamentare PCI (1987-1992) negli Indipendenti di Sinistra. Si definiva “anarchico artigiano della canzone”, erede del nonno che recitava a memoria la Divina Commedia.

L’ultimo dolore: la perdita del figlio

Il 7 marzo 2025, Paoli perde il figlio Giovanni, 60 anni, giornalista e musicista morto d’infarto. Nato dal primo matrimonio con Anna Fabbri, suonava nella band del padre.

20 abitudini dei veri amanti dei libri: segnali che sei un lettore incallito

Dal profumo della carta alla “scusa” di un altro capitolo: ecco i comportamenti che solo chi ama leggere può capire davvero

Essere lettori è uno stile di vita

Amare i libri non è solo un passatempo, ma un modo di vivere. Per chi legge, ogni momento libero è un’occasione per immergersi in un’altra storia. Emozioni intense, rituali personali e piccole manie rendono i lettori riconoscibili ovunque.

Il rito del profumo della carta

Ogni nuovo libro viene annusato: l’odore della carta e dell’inchiostro è parte dell’esperienza, quasi un rito irrinunciabile.

Mai uscire senza un libro

Un vero lettore porta sempre con sé un libro, pronto a sfruttare ogni attesa come momento di lettura.

La lista infinita di libri da leggere

La famosa TBR cresce continuamente. Anche quando la pila è già alta, è impossibile resistere a nuovi acquisti.

Il trauma del prestito

Prestare un libro è difficile: paura di non rivederlo o di ritrovarlo rovinato.

“Ancora un capitolo” (che non è mai uno solo)

Si legge fino a tardi, sacrificando il sonno pur di sapere come va a finire.

Librerie piene e zero spazio

Le mensole traboccano, i libri si accumulano ovunque: lo spazio non basta mai.

Meglio il libro del film

Gli adattamenti raramente soddisfano: il libro resta sempre superiore.

Legami forti con i personaggi

I protagonisti diventano quasi reali, lasciando un vuoto quando la storia finisce.

Curiosità per chi legge in pubblico

Sbirciare cosa leggono gli altri è una tentazione irresistibile.

Segnalibri… o qualsiasi cosa

Si collezionano segnalibri, ma spesso si usano oggetti casuali.

Leggere ovunque

Ogni luogo è perfetto: mezzi pubblici, cucina, letto.

Difendere i libri

Niente orecchie o pagine piegate: il libro va rispettato.

Il conforto delle riletture

Rileggere un libro amato è come tornare a casa.

Giudicare dalle librerie

I gusti letterari raccontano molto di una persona.

Senso di colpa per un libro abbandonato

Lasciare un libro a metà pesa sempre un po’.

Troppi libri in valigia

In viaggio si portano più libri del necessario.

Sottolineare e annotare

Per alcuni è un modo di dialogare con il testo.

Cartaceo vs digitale

Si ama la carta, ma si usa anche l’e-reader.

Riconoscersi tra lettori

Tra appassionati nasce subito un’intesa speciale.

Il potere dei libri

Ogni lettore lo sa: esiste sempre un libro capace di aiutare, consolare o cambiare prospettiva.

Carla Pensa, 85 anni, trionfa al Campionato Mondiale di Pesto: la nonna che ha conquistato Genova

Ex fruttivendola, batte 100 concorrenti da tutto il mondo grazie a tecnica e tradizione al mortaio

A 85 anni, Carla Pensa diventa il simbolo della tradizione ligure vincendo il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al mortaio, svoltosi a Genova il 21 marzo 2026. Ex fruttivendola originaria di Roccatagliata, una piccola frazione del comune di Neirone, ha superato 100 concorrenti internazionali conquistando pubblico e giuria.

La proclamazione ufficiale è arrivata dalla sindaca Silvia Salis al termine di una giornata intensa, che ha visto sfidarsi i migliori interpreti della ricetta tradizionale. Determinante per la vittoria è stata la manualità: movimenti precisi, ritmo costante e grande esperienza nel lavorare al mortaio.

I finalisti hanno utilizzato ingredienti identici e certificati, tra cui basilico genovese DOP, olio extravergine Riviera Ligure e Parmigiano Reggiano. La giuria ha valutato tecnica, cremosità, colore e armonia dei sapori.

Carla Pensa, entrata in gara all’ultimo momento, ha conquistato tutti con un pesto equilibrato e autentico. Per lei, oltre agli applausi, il prestigioso “pestello d’oro”, simbolo di una tradizione che continua a vivere grazie a mani esperte e passione senza età.

Velo vietato allo stage”: la storia di Fatima, la maestra musulmana rifiutata a Samoneolo

Era il 22 marzo del 2004: una donna marocchina è tenuta fuori da un asilo nido vicino Ivrea per il chador; la vicenda diventa caso nazionale e poi lieto fine in un asilo comunale.

Il giorno del rifiuto

Il 22 marzo 2004, a Samone, un piccolo paese del Canavese vicino a Ivrea, Fatima Mouayche, donna marocchina di 40 anni, madre di due bambini, si vede negare la possibilità di svolgere uno stage da maestra d’asilo presso il nido privato “Miele&CriCri”. La ragione addotta dalla direttrice è il chador, il copricapo islamico che copre capo e collo, considerato “potenzialmente spaventoso” per i bambini.sesamoitalia+1

“Solo una questione di stile”

La titolare dell’asilo e alcune mamme spiegano che la scelta non deriva da razzismo, ma da una “questione di stile” e di serenità per i piccoli. La cooperativa chiede a Fatima Mouayche di lavorare con una divisa uguale alle altre educatrici e senza il velo, proponendo un compromesso: una stanza per la preghiera durante il giorno. Fatima rifiuta di togliere il chador, sostenendo di aver sempre lavorato così e che il velo fa parte della sua identità religiosa. La mediazione cade e il tirocinio viene bloccato.tgcom24.mediaset+1

Dagli stage minacciati alla risposta del sindaco

La storia diventa subito motivo di dibattito pubblico. Il sindaco di Ivrea, Fiorenzo Grijuela, interviene offrendo a Fatima Mouayche uno stage alternativo in un asilo comunale della città, dove può svolgere il tirocinio con il velo. Nel frattempo il consorzio che aveva organizzato il corso, “Forum” di Ivrea, denuncia minacce e telefonate razziste ricevute dopo la vicenda.sesamoitalia+1

Il lieto fine e il dibattito nazionale

Lunedì 22 marzo 2004, Fatima Mouayche inizia il suo nuovo tirocinio all’asilo comunale di Ivrea, mettendo fine al caso con un esito positivo ma con scorie di tensione ancora vive nel paese. La vicenda solleva un ampio dibattito in Italia sul diritto di portare il velo in contesti lavorativi ed educativi, con il ministro dell’Interno dell’epoca, Giuseppe Pisanu, che si schiera in difesa della donna, definendo il velo “simbolo innocuo di una identità culturale e religiosa da rispettare”.tgcom24.mediaset+1

Canzonissima 2026: Milly Carlucci Riaccende lo Show Storico con Cast da Sanremo

Cast Completo e Temi delle 7 Puntate: Arisa, Lamborghini e Ruggeri in Gara

La tredicesima edizione di Canzonissima torna su Rai1 sabato 21 marzo 2026, condotta da Milly Carlucci dopo 50 anni dall’ultima puntata del 1975 con Raffaella Carrà. Cinque big di Sanremo 2026 – Arisa, Elettra Lamborghini, Leo Gassmann, Malika Ayane e Michele Bravi – sfideranno veterani come Enrico Ruggeri e Riccardo Cocciante in sette serate tematiche.

ELETTRA LAMBORGHINI
Elettra Lamborghini nel cast di Canzonissima

Cast Ufficiale dei Concorrenti

  • Arisa (da Sanremo 2026)
  • Elettra Lamborghini (da Sanremo 2026)
  • Enrico Ruggeri
  • Fabrizio Moro
  • Fausto Leali
  • Irene Grandi
  • Leo Gassmann (da Sanremo 2026)
  • Malika Ayane (da Sanremo 2026)
  • Michele Bravi (da Sanremo 2026)
  • Paolo Jannacci
  • Riccardo Cocciante
  • Vittorio Grigolo
  • Elio e le Storie Tese
  • I Jalisse

Temi delle Puntate e Finalissima

Il format prevede un percorso musicale con fili conduttori specifici:

  • La canzone del cuore
  • La dedica
  • Il primo successo
  • La rivincita di Sanremo (brani non vincitori)
  • La canzone che avrei voluto scrivere io
  • Il tuo più grande successo
  • Finalissima tra i vincitori delle serate precedenti.

Canzonissima 2026 unisce generazioni, ereditando l’energia di Sanremo e il fascino rétro del varietà Rai, pronto a dominare il prime time primaverile.

Morte Chuck Norris: Icona di Walker Texas Ranger Scompare a 86 Anni

L’Attore di Arti Marziali Protagonista di Meme e Film d’Azione Lascia un’Eredità Indimenticabile

Chuck Norris, leggenda del cinema action e star di Walker Texas Ranger, è morto giovedì 19 marzo 2026 all’età di 86 anni in un ospedale alle Hawaii, sull’isola di Kauai, dove era ricoverato per un’emergenza medica. La notizia è stata confermata dai familiari, senza ulteriori dettagli sul decesso.

Carriera e Ruoli Iconici

chuck norris morte
Chuck Norris

Nato Carlos Ray Norris il 10 marzo 1940 a Ryan, Oklahoma, Norris era cintura nera di judo, karate e tangsudo, fondatore del Chun Kuk Do. Divenne famoso nel 1972 con il duello contro Bruce Lee in L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente. Negli anni ’80-90 dominò con Missing in Action (1984), Rombo di tuono e la serie Walker Texas Ranger (1993-2001), dove Cordell Walker stendeva i nemici con calci volanti.

Apparve anche in I mercenari 2 (2012) e Palle al balzo – Dodgeball (2004) come sé stesso.

Il Fenomeno Meme e l’Eredità Culturale

Negli anni 2000, Norris divenne protagonista di meme esilaranti che lo dipingevano come invincibile (“Chuck Norris non fa push-up: è la Terra che si spinge contro di lui”). Sopravvisse a due arresti cardiaci nel 2017 grazie a una rianimazione tempestiva.

La sua scomparsa segna la fine di un’era per gli action hero degli anni d’oro.

Adriano Celentano affida a Giulia Bongiorno la tutela legale sul presunto figlio

Il cantante e attore risponde alle accuse di Antonio Maria Segatori, che si è dichiarato suo figlio, affidandosi all’avvocata Bongiorno per evitare speculazioni legali.

Adriano Celentano ha deciso di prendere provvedimenti legali dopo l’intervista di Antonio Maria Segatori, che ha dichiarato di essere suo figlio in un articolo del settimanale Oggi. Celentano ha incaricato l’avvocata Giulia Bongiorno di tutelarlo “da ogni ulteriore speculazione”. L’artista ha pubblicato un post sui social, affermando di voler porre fine a questa vicenda che, secondo lui, si ripropone senza fondamento. “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio”, ha scritto Celentano, riferendosi a una storia che risale a circa cinquant’anni fa.

Nel 1975, la madre di Segatori aveva presentato un ricorso per il riconoscimento di paternità al tribunale di Roma, ma il caso venne archiviato dopo la mancata comparizione della donna. Ora, secondo quanto riportato da Oggi, Segatori ha intentato un nuovo procedimento legale presso il Tribunale civile di Milano, chiedendo una dichiarazione giudiziale di paternità.

Celentano ha dichiarato che questa situazione sta nuovamente attirando l’attenzione pubblica, e per questo ha ritenuto necessario affidarsi all’avvocata Bongiorno per difendere la sua privacy e la sua reputazione da ulteriori speculazioni legali.

Amadeus è il quarto giudice del serale di ‘Amici 25’: il video-annuncio ufficiale

Il conduttore si unisce alla giuria insieme a Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, confermando la sua partecipazione alla venticinquesima edizione di ‘Amici’ in partenza il 21 marzo su Canale 5.

È ufficiale: Amadeus è il quarto giudice del serale di Amici 25. La notizia è stata annunciata tramite un video messaggio sui canali social del programma, dove il conduttore ha svelato i significati dietro gli indizi che avevano alimentato il toto-nomi. Amadeus ha raccontato aneddoti personali, come il ricordo del pupazzo di SpongeBob regalato dal figlio come portafortuna e il legame con i cavalli, che fanno parte della sua famiglia. Ha anche spiegato il significato dello zaino, simbolo del suo “kit di sopravvivenza”.

Amadeus si unisce alla giuria insieme a Gigi D’Alessio

Nel video, Maria De Filippi ha consegnato ad Amadeus la maglia dorata da giudice, con il conduttore che ha scherzato: “Amici è importante, quindi lo metto nel mio zaino”. Il suo ingresso ufficiale arricchisce la giuria, composta quest’anno da Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario. Inoltre, Alessandro Cattelan sarà presente con un ruolo misterioso.

La direzione artistica è affidata a Stéphane Jarny e il programma vedrà 17 allievi, divisi in tre squadre, lottare per il titolo di vincitore. La prima puntata, in onda sabato 21 marzo, avrà come ospiti musicali Annalisa, che presenterà il suo nuovo singolo “Canzone Estiva”, e il duo comico Pio e Amedeo.