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Maria Rita Parsi è morta a 78 anni: il racconto di Vladimir Luxuria commuove La volta buona

La psicologa e scrittrice si è spenta improvvisamente dopo un malore. In studio Caterina Balivo e Vladimir Luxuria la ricordano tra lacrime e gratitudine: «Non aveva tempo di curarsi, viveva per i bambini».

Maria Rita Parsi morta: l’annuncio in diretta tv

La puntata di La volta buona si è aperta con una notizia che ha gelato lo studio e il pubblico a casa: Maria Rita Parsi è morta questa mattina a 78 anni in seguito a un malore improvviso.

maria rita parsi

Psicologa, scrittrice e voce storica nella difesa dei diritti dei bambini e delle persone più fragili, Parsi lascia un’eredità profonda nel mondo della cultura, della psicologia e dell’impegno civile.

Il ricordo di Vladimir Luxuria: «Aveva un dolore alla gamba»

Tra i primi a ricordarla in studio c’è Vladimir Luxuria, visibilmente scossa. L’attivista ha raccontato di aver sentito Maria Rita Parsi solo pochi giorni prima della sua scomparsa:

«L’ho sentita qualche giorno fa. Mi aveva confessato di avere questo dolore alla gamba, ma mi aveva detto che non aveva tempo di andare a farsi controllare».

Parole che restituiscono il ritratto di una donna totalmente assorbita dal suo lavoro e dalla sua missione, sempre pronta a mettersi al servizio degli altri, spesso a discapito di sé stessa.

Caterina Balivo in lacrime: «Il suo era servizio pubblico»

maria rita parsi

Anche Caterina Balivo ha ricordato la professoressa con grande commozione, sottolineando quanto fosse centrale il suo impegno per l’infanzia:

«Ha fatto tantissimo per i bambini, era una persona unica».

La conduttrice ha poi aggiunto, trattenendo a stento le lacrime:

«Se c’è una persona che veramente amava i bambini era proprio la professoressa Parsi. È sempre stata ospite gratuitamente, il suo era un vero servizio pubblico».

Una presenza costante nella vita pubblica e politica

Maria Rita Parsi è stata una presenza costante nella televisione italiana e nel dibattito pubblico, indipendentemente dai governi in carica.
Come ha ricordato Balivo:

«Ogni volta che cambiava il governo, lei andava e diceva che si doveva fare qualcosa in più per i bambini. In questi lunghissimi anni di tv c’è sempre stata».

Un impegno trasversale, coerente e instancabile, che l’ha resa una figura di riferimento per generazioni.

L’ultimo saluto: «Grazie per i bambini che hai salvato»

La trasmissione si è chiusa con un messaggio che è diventato un grazie collettivo, rivolto a nome di chi l’ha conosciuta e di chi ha beneficiato del suo lavoro:

«Cara prof, ti vogliamo bene. Grazie per tutte le cose belle che hai fatto, grazie per quei bambini che hai salvato».

Chi era Maria Rita Parsi

Maria Rita Parsi è stata psicologa, psicoterapeuta, saggista e opinionista, da sempre impegnata nella tutela dei minori, contro la violenza, l’abbandono e l’indifferenza istituzionale. La sua voce, ferma e autorevole, ha segnato decenni di battaglie civili.

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Luca Argentero lascia (per ora) il camice di Doc: «Con Motorvalley un ruolo meno rassicurante»

L’attore è protagonista della nuova serie Netflix in arrivo il 10 febbraio. Con Giulia Michelini e Caterina Forza, sotto la guida di Matteo Rovere, racconta una storia di riscatto nel mondo delle corse GT.

Luca Argentero arriva su Netflix dal 10 febbraio con Motorvalley

Luca Argentero sarà protagonista, dal 10 febbraio su Netflix con Motorvalley, serie in sei episodi scritta, diretta e prodotta da Matteo Rovere, già noto per aver portato il cinema italiano su territori ambiziosi e internazionali, affiancato da Giulia Michelini e Caterina Forza, in un racconto ambientato nel mondo delle competizioni GT.

Luca Argentero: «Appendo il camice di Doc, ma solo per poco»

Per Argentero, Motorvalley rappresenta una pausa — temporanea — da Doc – Nelle tue mani, la serie che lo ha consacrato come volto rassicurante e amatissimo dal pubblico.
«Sono felice di appendere per un po’ il camice di Doc, ma solo per poterci poi tornare», racconta l’attore. «È un ruolo ingombrante: gli spettatori ormai sono abituati a vedermi in parti consolatorie. Con Motorvalley spero mi seguano anche in prodotti diversi, magari perché si fidano di me».

Arturo “Barnie” Benini: un personaggio non consolatorio

In Motorvalley, Luca Argentero interpreta Arturo “Barnie” Benini, ex atleta che torna nel mondo delle corse come allenatore di una giovane promessa più incline alla velocità che alla disciplina.
«Ultimamente il pubblico mi vedeva in ruoli rassicuranti», spiega l’attore. «Qui posso esplorare lati più duri e meno accomodanti, pur restando dentro un personaggio fondamentalmente buono».

Il confronto con Veloce come il vento

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Il riferimento a Veloce come il vento (2016), sempre firmato da Rovere, è inevitabile. Ma Luca Argentero chiarisce: Motorvalley non è un remake.
«Sono storie diverse», sottolinea. «Condividono l’ambientazione dei circuiti, ma partono da personaggi e dinamiche completamente differenti rispetto a quelle interpretate da Stefano Accorsi e Matilda De Angelis».

Un trio bizzarro alla ricerca del riscatto

Accanto a Luca Argentero, Giulia Michelini interpreta Elena Dionisi, imprenditrice dal carattere elettrico che ha fondato una propria scuderia dopo essere stata estromessa dall’azienda di famiglia.
«Elena vive per vincere», racconta l’attrice. «Mette tutta se stessa nella velocità e nella competizione».

Caterina Forza è invece Blu Venturi, giovane pilota dal talento esplosivo ma allergica alle regole: il fuoco giusto per vincere, ma ancora tutta da domare.

Una sfida al cinema e alla serialità italiana

Con Motorvalley, Matteo Rovere torna a sfidare i confini della serialità italiana, puntando su ritmo, ambizione visiva e personaggi imperfetti. Al centro, una storia di seconde possibilità, raccontata attraverso una squadra improbabile che scopre, gara dopo gara, di poter funzionare.

Fabrizio Corona rilancia “Falsissimo” dopo il blocco Mediaset: annunciate 30 minuti inediti

L’ex re dei paparazzi promette una nuova versione della puntata rimossa da YouTube per violazione di copyright: uscita fissata per lunedì 2 febbraio alle 21.

L’annuncio di Fabrizio Corona

fabrizio corona
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona torna all’attacco dopo il blocco imposto da Mediaset. Ospite in una discoteca, l’ex paparazzo ha annunciato che lunedì 2 febbraio 2026 ripubblicherà su YouTube la puntata di Falsissimo rimossa per violazione di copyright. La novità? Trenta minuti di contenuti inediti, mai andati online nella versione precedente.

La puntata rimossa e il nuovo rilancio

La puntata, intitolata “Il prezzo del successo – parte finale”, era stata cancellata dopo una segnalazione di Mediaset accolta da YouTube. Corona ha assicurato che il team sta lavorando per “settare il canale” ed evitare nuovi blocchi, annunciando l’uscita alle ore 21 con materiale aggiuntivo rispetto alla versione originale.

Il caso Mediaset e il rischio strike

fabrizio corona

Le puntate di Falsissimo dedicate ad Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Pier Silvio Berlusconi erano finite nel mirino per l’utilizzo di contenuti Mediaset, tra cui un’intervista andata in onda a Verissimo. Con uno strike attivo, un’ulteriore violazione potrebbe portare alla chiusura definitiva del canale YouTube di Corona.

L’inchiesta e le conseguenze legali

Nel frattempo, la vicenda ha avuto anche risvolti giudiziari: alcuni manager di Google risultano indagati per atto dovuto dalla Procura di Milano, in seguito a un esposto dei legali di Alfonso Signorini. Al centro dell’indagine, la pubblicazione di materiali ritenuti illeciti e diffamatori.

Attesa per la nuova uscita

Nonostante i rischi, Corona rilancia e promette un ritorno “più forte di prima”. L’appuntamento è fissato: 2 febbraio 2026, ore 21, con una nuova versione di Falsissimo destinata a far discutere ancora.

I 10 libri più venduti in Italia a gennaio 2026

Dai Florio di Stefania Auci ai percorsi di Carofiglio, i romanzi e saggi che hanno conquistato i lettori italiani nel primo mese dell’anno

1. L’alba dei leoni. La saga dei Florio – Stefania Auci

stefania auci
Libri più venduti a gennaio 2026

Il ritorno dei Florio conferma il successo dei capitoli precedenti. Storia, sentimento e Sicilia si intrecciano in un romanzo popolare e coinvolgente, radicato nella memoria collettiva.

2. Il nido del corvo – Pierluigi Pulixi

Un noir cupo e raffinato. Pulixi combina indagine e introspezione con equilibrio, mostrando la maturità del thriller italiano contemporaneo.

3. Cesare. La conquista dell’eternità – Alberto Angela

Divulgazione storica spettacolare: Cesare prende vita grazie alla narrazione appassionata di Angela, che rende la storia accessibile e coinvolgente.

4. Francesco. Il primo italiano – Aldo Cazzullo

Saggio che racconta San Francesco come figura fondativa dell’identità italiana. Scorrevole e ben costruito, unisce storia e riflessione morale.

5. La sonnambula – Bianca Pitzorno

La sonnambula di Bianca Pitzorno
Libri più venduti a gennaio 2026

Romanzo elegante e profondo, con introspezione psicologica e tensione narrativa. Meno popolare ma apprezzato dai lettori più esigenti.

6. Treno infernale per l’Angelo rosso – Franck Thilliez

Thriller francese cupo e serrato, pieno di colpi di scena. Perfetto per chi cerca mistero e suspense, con una scrittura atmosferica.

7. Be Unstoppable. Cuori intrecciati – Lily Red

Romance moderno che emoziona i lettori giovani. Stile fluido, personaggi intensi e temi di amore e crescita personale.

8. Quattro presenti familiari – Daniele Mencarelli

Romanzo poetico e toccante sui legami familiari e le fragilità umane. Sensibilità e autenticità rendono questo titolo profondo e memorabile.

9. L’ultimo segreto – Dan Brown

Classico thriller di enigmi e misteri. Non originale, ma costruito per intrattenere, come ci si aspetta da Brown.

10. Viaggio in Italia – Gianrico Carofiglio

Un percorso narrativo tra luoghi, idee e memorie. Non un romanzo tradizionale, ma un libro di riflessione e osservazione che invita alla lentezza e alla consapevolezza.

La Ruota della Fortuna, svolta storica: Gerry Scotti dice addio ai gettoni d’oro. La freddura di Samira Lui conquista il pubblico

Nella puntata di domenica 1° febbraio 2026 cambia tutto: premi in denaro reale, una gara combattuta e una battuta destinata a diventare virale.

La domenica sera con La Ruota della Fortuna

Anche domenica 1° febbraio 2026 La Ruota della Fortuna si conferma uno degli appuntamenti più seguiti dell’access prime time di Canale 5. Gerry Scotti entra in studio sulle note di Footloose, accolto dall’energia del pubblico e dal consueto tono ironico che accompagna l’inizio della puntata. Tra battute sul tempo che passa e riferimenti alla Candelora, il conduttore introduce la serata con il suo stile inconfondibile.

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La ruota della fortuna

L’ingresso di Samira Lui e l’intesa con Gerry Scotti

Grande attenzione per l’ingresso in studio di Samira Lui, che indossa un vestito corto rosso con spalline sottili. Gerry Scotti non nasconde l’apprezzamento e scherza: “Questo è il mio vestito preferito di tutta la settimana”. Un siparietto che conferma la sintonia tra i due e contribuisce a rendere la puntata leggera e coinvolgente.

I concorrenti e l’inizio della partita

A difendere il titolo è Alessia, studentessa di Arzano, con un bottino di 27.900 euro. A sfidarla ci sono Paolo, studente di ingegneria di Santa Domenica Vittoria, e Gioia, architetta originaria di San Benedetto del Tronto ma residente a Roma.

La prima manche, il Giramondo, porta il pubblico fino in Bolivia con la parola “Ch’alla”, antico rito spirituale carnevalesco legato alla Madre Terra. Non mancano le ironie di Scotti, che scherza sui filmati mostrati in studio.

Il Round Jackpot e la riflessione di Gerry Scotti

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La ruota della fortuna

La gara entra nel vivo con il Round Jackpot, che arriva a superare i 43 mila euro. Paolo riesce a fermarsi sullo spicchio Jackpot ma, esitante sulla soluzione, decide di continuare a girare la ruota. Alla fine riesce comunque a portarsi avanti, mentre il montepremi continua a salire.

La frase risolutiva ispira a Gerry Scotti una riflessione: “Quelli troppo perfetti sono spesso più tristi, concedetevi un pizzico di follia”. A quel punto arriva la battuta di Samira Lui, destinata a diventare virale: “Meglio essere una perla in fondo al mare che un pirla in superficie”, accolta con entusiasmo dal conduttore.

Cinema, ricordi e passioni personali

Tra i tabelloni compare anche uno dedicato ai grandi attori del cinema. Scotti ricorda con affetto Francesco Nuti, mentre Samira confessa il suo amore per Totò e Massimo Troisi, sottolineando la sua passione per la comicità napoletana.

La rimonta e il colpo di scena finale

Paolo prende il largo arrivando a 15.500 euro, mentre Alessia resta indietro. Una nuova manche Jackpot ribalta però la situazione: Alessia dà la soluzione quando il montepremi tocca quota 49 mila euro. Nonostante la rimonta, a vincere la puntata è Paolo, che chiude con 16.500 euro e accede alla fase finale.

“Basta gettoni d’oro”: l’annuncio storico di Gerry Scotti

Prima de La Ruota delle Meraviglie, Gerry Scotti fa un annuncio destinato a segnare una svolta:
“Da questa sera, 1° febbraio 2026, tutti i premi dei giochi televisivi non saranno più dati in gettoni d’oro, ma in soldi reali, con ritenuta d’acconto”. Una decisione che riguarda non solo La Ruota della Fortuna, ma anche Chi vuol essere milionario.

La Ruota delle Meraviglie e il premio finale

Paolo affronta la manche finale con il bollino della macchina e della crociera. Riesce a indovinare una delle tre frasi proposte, assicurandosi una busta verde. Dopo aver mostrato le altre opzioni, Scotti rivela il contenuto della busta vincente: 20 mila euro, definiti dal conduttore “un’ottima borsa di studio”.

Una puntata da ricordare

Tra novità regolamentari, battute memorabili e una gara ricca di colpi di scena, la puntata del 1° febbraio 2026 de La Ruota della Fortuna entra di diritto tra le più commentate della stagione, confermando il successo del format e la centralità di Gerry Scotti nel panorama dei game show italiani.

Dall’Alta Moda al Velo: i VIP che hanno scelto Dio

Cinema, musica, moda e TV: quando la fede diventa più forte della fama. Le storie di celebri personaggi che hanno lasciato i riflettori per una scelta spirituale.

Quando il successo non basta

Nella Giornata Mondiale della Vita Consacrata, alcune storie sorprendono e fanno riflettere: personaggi famosi che, nel pieno della carriera, hanno scelto di mettere Dio e la spiritualità al centro della propria vita, ridimensionando o abbandonando la notorietà.

Claudia Koll: dal cinema alla fede

Icona del cinema italiano degli anni ’90, Claudia Koll ha vissuto una profonda conversione dopo una crisi personale. Oggi è impegnata nella fede e nel volontariato, lontana dai riflettori ma vicina al servizio degli altri.

Flavia Vento: Ex modella e volto popolarissimo della TV italiana tra anni ’90 e 2000

flavia vento
Vip che hanno scelto Dio – Flavia Vento

Flavia Vento ha più volte raccontato il suo avvicinamento alla fede cattolica come una svolta decisiva della sua vita. Dopo il successo televisivo e una lunga esposizione mediatica, ha scelto un percorso più riservato, segnato da preghiera, spiritualità e ricerca interiore.

Olalla Oliveros: dalle passerelle al convento

olalla olivares
Vip che hanno scelto Dio – Olalla Olivares

Top model spagnola richiesta dalle grandi firme della moda, Olalla Oliveros ha sorpreso tutti scegliendo la clausura. Dal glamour internazionale al silenzio del convento, una decisione radicale e controcorrente.

Paolo Brosio: la svolta dopo Medjugorje

paolo brosio
Vip che hanno scelto Dio – Paolo Brosio

Ex volto della cronaca mondana e dei reality, Paolo Brosio ha cambiato vita dopo un’esperienza spirituale a Medjugorje. Oggi è uno dei personaggi televisivi più legati alla testimonianza di fede.

Fede e celebrità: una scelta che fa discutere

Queste storie dimostrano che la fama non è sempre sinonimo di felicità. In un’epoca dominata dall’apparenza, c’è chi sceglie il silenzio, la preghiera e una vita più essenziale. Controcorrente, ma autentica.

Chi è Luca, il nuovo fidanzato di Marco Carta: “Ho sofferto molto prima di lui”

Un nuovo capitolo d’amore per Marco Carta dopo la fine della storia con Sirio Campedelli

Marco Carta ha trovato la felicità accanto a Luca, il suo compagno da tre anni. Dopo una relazione conclusa con Sirio Campedelli e un matrimonio mai realizzato, il cantante sardo ha finalmente ritrovato l’amore e la serenità. In un’intervista recente, Marco ha raccontato dei cambiamenti nella sua vita sentimentale e di come la sua relazione con Luca abbia portato una nuova linfa alla sua esistenza.

marco carta e sirio campedelli

Un amore che cresce: Marco Carta racconta il suo rapporto con Luca

In un’intervista rilasciata per il settimanale Vero, Marco Carta ha dichiarato: “L’amore va bene, molto bene. Dovevo sposarmi, ma purtroppo è finita. Dopo un po’ di tempo è nata una nuova storia con Luca. Stiamo insieme da tre anni e sono felice, ho una nuova linfa”. Parlando della sua precedente relazione, Marco ha ammesso: “Mi ero lanciato sul fatto che volevo sposarmi, poi sono mancate delle cose… Luca poi è arrivato ed è un raggio di sole”.

Marco ha anche sottolineato di aver imparato molto dai suoi errori del passato: “Rispetto al passato sono cresciuto e maturato, adesso non scappo più. Ho imparato a restare”, ha spiegato, riflettendo su come la sua visione dell’amore e delle relazioni sia cambiata con il tempo.

Luca: il compagno lontano dai riflettori

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Luca, il nuovo fidanzato di Marco Carta, è personal trainer e bodybuilder. Non appartiene al mondo dello spettacolo, una scelta che Marco ha rivelato come un modo per proteggere la loro relazione dalla pressione del gossip. “C’è una persona al mio fianco che custodisco gelosamente”, ha dichiarato Marco, sottolineando come la sua vita privata sia ora ben lontana dalle luci dei riflettori.

Le prime indiscrezioni sulla loro relazione risalgono allo scorso mese di agosto, e da allora Marco ha cercato di mantenere la sua storia d’amore lontana dalla curiosità del pubblico. “Rispetto al passato, sono cresciuto e maturato”, ha aggiunto, parlando del suo percorso personale e della stabilità che ha trovato al fianco di Luca.

La privacy di Marco Carta e Luca: una scelta di protezione

Marco Carta ha sempre cercato di proteggere la sua sfera sentimentale, evitando di esporsi troppo. Il cantante ha dichiarato di volere mantenere la privacy, sia per se stesso che per Luca, per evitare che le ingerenze del gossip possano influenzare la loro relazione e compromettere la serenità che ora vivono insieme. La loro storia d’amore, quindi, rimane un capitolo felice e lontano dalle speculazioni mediatiche, con Marco che finalmente si sente pronto ad abbracciare una vita più equilibrata e serena.

Il coraggio di Gisèle Pelicot: la storia di una donna che ha rotto il silenzio dopo anni di violenza

Un atto di coraggio che ha cambiato la percezione della violenza sessuale in Francia

La storia di Gisèle Pelicot (figlia di un militare di carriera, è nata a Villingen, nel sud-ovest della Germania, il 7 dicembre 1952), è una delle testimonianze più forti e rivoluzionarie di una donna che, a 72 anni, ha deciso di affrontare un passato di abusi impensabili e di rompere il silenzio che circonda la violenza domestica. Per quasi un decennio, il marito, Dominique, l’ha drogata con sonniferi, abusando di lei mentre era priva di sensi. Filmava tutto e reclutava uomini per perpetuare il suo orrore, usando un forum online chiamato à son insu (a sua insaputa).

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Gisèle Pelicot

Nel novembre del 2020, l’arresto di Dominique per aver filmato sotto le gonne delle donne in un supermercato ha innescato la scoperta di un orrore nascosto. La polizia, durante la perquisizione dei suoi dispositivi, ha trovato migliaia di video che mostravano Gisèle incosciente nel suo letto, abusata dal marito e da altri uomini. La verità, che per anni Gisèle non aveva mai sospettato, è venuta alla luce in modo devastante: il suo matrimonio, che sembrava perfetto, era in realtà un incubo sistematico.

Il rifiuto dell’anonimato e la scelta di un processo pubblico

Di fronte alla possibilità di un processo a porte chiuse e di essere protetta dall’anonimato, Gisèle ha fatto una scelta coraggiosa e rivoluzionaria: ha deciso di farsi vedere, di rifiutare la protezione della legge e di affrontare il suo aggressore a volto scoperto. In un’intervista, ha dichiarato: “La vergogna deve cambiare lato”. Non ha voluto nascondersi, e questo gesto ha avuto un impatto enorme sulla società francese, spingendo a parlare apertamente di violenza chimica, di consenso e degli abusi che si nascondono dietro le porte delle case “normali”.

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Durante il processo, Gisèle Pelicot ha visto i video degli abusi, ha ascoltato le scuse di uomini che dicevano di non aver pensato che fosse davvero incosciente. Ha ascoltato le giustificazioni di chi credeva che il consenso del marito fosse sufficiente. Eppure, Gisèle Pelicotnon si è mai arresa. Ha dimostrato che una persona incosciente non può dare consenso e ha fatto in modo che la verità venisse ascoltata, nonostante il dolore e l’umiliazione.

Il processo e la condanna: un passo fondamentale verso il cambiamento

Il 19 dicembre 2024, il processo si è concluso con le condanne. Dominique ha ricevuto la pena massima di vent’anni di carcere, una condanna che potrebbe segnare la fine della sua vita, dietro le sbarre. Gli altri uomini coinvolti sono stati anch’essi condannati. Grazie al coraggio di Gisèle Pelicot, è cambiato non solo il corso della sua vita, ma anche il modo in cui la società guarda alla violenza sessuale e agli abusi nelle relazioni domestiche. La vergogna, finalmente, è passata dall’altro lato.

Un nuovo inizio: il memoir e l’associazione “M’endors Pas”

Oggi, Gisèle Pelicot sta scrivendo un memoir, “Un inno alla vita”, che sarà pubblicato in decine di paesi. Il libro è un inno alla sua forza, alla sua resilienza e al suo desiderio di restituire la vergogna a chi l’ha sempre meritata. Sua figlia ha fondato l’associazione M’endors Pas — “Non sedarmi”, un’organizzazione che lotta contro la violenza chimica e promuove la consapevolezza sul tema del consenso e degli abusi nelle relazioni.

Gisèle Pelicot ha spezzato il silenzio che da sempre accompagna la violenza sessuale, mostrando al mondo che non è mai troppo tardi per riprendersi la propria storia e restituire la vergogna a chi l’ha sempre meritata. La sua forza e il suo coraggio sono diventati un simbolo per tutte le donne che vivono in silenzio, senza speranza di farcela. La sua storia è la dimostrazione che anche nei momenti più bui, la possibilità di cambiamento esiste, e il potere di parlare può portare a una nuova vita.

Secondo la psicologia, chi è cresciuto negli anni ’60 e ’70 ha sviluppato 9 forze mentali oggi sempre più rare

Pazienza, autonomia e attenzione profonda: abilità nate dal contesto di un’altra epoca che oggi possono essere riscoperte e allenate

Una premessa necessaria: non era un’epoca perfetta

Parlare delle generazioni cresciute negli anni ’60 e ’70 non significa idealizzare quel periodo. Erano anni segnati da limiti concreti, minori tutele psicologiche e difficoltà sociali reali. Tuttavia, alcune routine quotidiane ripetute hanno funzionato come un vero allenamento mentale costante.
In un mondo con meno tecnologia e meno scorciatoie, molte competenze si sono sviluppate per adattamento, non per scelta consapevole.

Perché la psicologia guarda a quelle generazioni

Secondo numerose osservazioni psicologiche e studi sul comportamento, le persone cresciute in quegli anni hanno sviluppato abilità mentali oggi meno diffuse, non perché “migliori”, ma perché esposte a condizioni ambientali diverse.
Quando l’attesa era inevitabile, l’incertezza costante e l’aiuto esterno limitato, il cervello imparava a gestire lo sforzo nel tempo.

Le 9 forze mentali emerse da quel contesto

Pazienza

Non come virtù morale, ma come capacità pratica di sostenere processi lunghi, tollerare ritardi e lavorare senza risultati immediati. Una competenza chiave per decisioni complesse e progetti di lungo periodo.

Gratificazione ritardata

Rinunciare al piacere immediato per un beneficio futuro più solido. Un’abilità centrale per il risparmio, la pianificazione e la costruzione di obiettivi duraturi.

Ingegno pratico

Riparare, adattare, improvvisare con ciò che si ha. Quando comprare non era la prima opzione, la creatività diventava necessità, allenando problem solving e autonomia.

Resistenza sociale

La capacità di mantenere relazioni lunghe, gestire conflitti e tollerare l’attrito emotivo. Comunità fisiche e rapporti continuativi rafforzavano la negoziazione e il perdono.

Contenimento emotivo

Non repressione, ma regolazione emotiva: saper scegliere quando e come esprimere le emozioni, restando funzionali nei contesti sociali complessi.

Ottimismo pratico

Una fiducia non ingenua, ma fondata sull’esperienza: “abbiamo superato difficoltà prima, possiamo farlo di nuovo”. Un ottimismo ancorato ai fatti, non agli slogan.

Fedeltà e coerenza

La capacità di mantenere impegni nel tempo, personali e professionali, senza continue verifiche esterne. Una perseveranza relazionale oggi meno allenata.

Autonomia operativa

Fare da soli, imparare per tentativi, non dipendere sempre da esperti o servizi. Un lessico dell’autosufficienza che si è progressivamente ridotto.

Attenzione prolungata

La capacità di seguire compiti lunghi senza interruzioni, leggere testi estesi, costruire pensiero profondo. Una competenza messa in difficoltà dalla frammentazione digitale.

Cosa dice la ricerca psicologica

Studi sul benessere finanziario e sulla fiducia nelle proprie competenze, come quelli citati dalla professoressa Lu Fan (University of Georgia), mostrano che le esperienze di vita incidono fortemente sulla percezione di efficacia personale.
Il punto non è la superiorità generazionale, ma il fatto che abilità diverse emergono da ambienti diversi.

Perché queste forze oggi si affievoliscono

Tecnologia, automazione e feedback immediato riducono l’esposizione a frustrazione, attesa e sforzo continuativo. Questo aumenta l’efficienza, ma diminuisce le occasioni di allenamento mentale per pazienza, autonomia e attenzione.

La chiave psicologica: ripetizione, non motivazione

Queste forze non nascevano da insegnamenti espliciti, ma dalla ripetizione costante di situazioni impegnative.
La psicologia moderna conferma che molti tratti mentali si formano non per intenzione, ma per esposizione prolungata:

  • la pazienza cresce quando l’attesa è inevitabile;
  • l’attenzione si rafforza quando le interruzioni sono limitate;
  • l’autonomia nasce quando la dipendenza non è sempre un’opzione.

Possiamo riscoprirle senza nostalgia

Non serve tornare indietro. È possibile ricreare condizioni controllate: compiti più lunghi, processi meno immediati, minor ricorso automatico all’aiuto esterno.
L’obiettivo non è replicare le difficoltà del passato, ma recuperare l’allenamento mentale, evitando ingiustizie e limiti di quell’epoca.

Una riflessione aperta

La vita contemporanea offre vantaggi reali e irrinunciabili. Ma lasciare che alcune abilità utili scompaiano per inerzia tecnologica sarebbe uno spreco.
La forza mentale non è nostalgia: è adattamento consapevole.

Agcom mette sotto osservazione “Falsissimo”: al vaglio le puntate di Fabrizio Corona su Signorini e Mediaset

L’Autorità avvia verifiche sul canale YouTube di Fabrizio Corona nell’ambito delle nuove linee guida per gli influencer. Sotto esame anche la copertura tv di casi giudiziari come Garlasco

Agcom avvia verifiche sul canale Falsissimo

L’Agcom ha deciso di avviare verifiche sul canale YouTube “Falsissimo”, condotto da Fabrizio Corona. La decisione è stata resa nota al termine della seduta del 28 gennaio 2026, durante la quale l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha dato mandato ai propri Uffici di “verificare eventuali profili di competenza” relativi ai contenuti pubblicati dal programma online.

Le verifiche tengono conto anche delle prese di posizione espresse nelle scorse settimane dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Le puntate sotto osservazione: Signorini e i volti Mediaset

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Fabrizio Corona

L’attenzione dell’Autorità si concentra in particolare sulle ultime puntate di Falsissimo, nelle quali Fabrizio Corona ha affrontato temi e vicende che riguardano Alfonso Signorini, altri volti noti di Mediaset e alcuni programmi del gruppo televisivo.

L’Agcom ha chiarito che le verifiche non riguardano il merito delle opinioni espresse, ma l’eventuale rispetto delle norme vigenti in materia di informazione, correttezza e tutela dei diritti fondamentali.

Il quadro normativo: influencer e Testo unico dei media

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Fabrizio Corona

In una nota ufficiale, l’Autorità spiega che le verifiche si collocano nell’ambito della delibera che introduce le linee guida per l’applicazione del Testo unico dei servizi di media audiovisivi anche ai contenuti prodotti dagli influencer, insieme al relativo Codice di condotta.

L’obiettivo è valutare se i contenuti diffusi online rientrino nei perimetri regolamentati dal Testo unico e se rispettino i criteri previsti in materia di informazione e comunicazione al pubblico.

Non solo Falsissimo: sotto esame anche i casi giudiziari in tv

Nel corso della stessa seduta, il Consiglio dell’Agcom ha deciso di estendere le verifiche anche ad altri ambiti. Gli Uffici sono stati incaricati di approfondire le modalità di copertura televisiva di alcune vicende giudiziarie di forte impatto mediatico, tra cui gli sviluppi del caso Garlasco e i femminicidi degli ultimi mesi.

L’obiettivo è predisporre gli adempimenti necessari per la piena applicazione del Codice di autoregolamentazione sulla rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive.

Il ruolo dell’Agcom

L’Agcom è l’autorità indipendente che vigila sul sistema dei media e delle comunicazioni, dalla televisione alla radio, fino alle piattaforme digitali e ai contenuti online. Il suo compito non è censurare le opinioni, ma garantire il rispetto delle regole, la correttezza dell’informazione, il pluralismo e la tutela dei diritti previsti dal quadro normativo vigente.