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Io sono Adele: il coraggio silenzioso di una donna che sceglie se stessa

Csaba Dalla Zorza racconta la forza della donna-mamma-lavoratrice che ritrova la propria identità e decide di cambiare vita davvero

Dopo il successo de La governante Csaba Dalla Zorza torna con un nuovo romanzo, Io sono Adele che entra nel cuore della condizione femminile contemporanea: donna, madre, lavoratrice, sola quando il marito non c’è o non c’è più. Adele Casagrande ha sessant’anni, un passato di cui non parla e un lavoro tutto nuovo. Si è trasferita da Milano in Provenza, come governante in una casa privata, dove ricuce i pezzi di una famiglia che non è la sua e fa i conti con le ragioni che l’hanno spinta a tagliare di netto con la vita precedente.

Il libro è un ritratto intimo e profondo della fatica emotiva delle mamme lavoratrici, spesso costrette a gestire il peso della responsabilità familiare e professionale, con sensi di colpa e stress che minano la percezione di sé. Ma è anche una storia di coraggio: il coraggio di infrangere le proprie regole per diventare finalmente felice, di lasciarsi alle spalle un marito, un passato, una vita che non corrisponde più a chi si è.

Io sono Adele di Csaba Dalla Zorza

La forza di Adele non sta nelle grandi affermazioni, ma nel silenzio fatto di piccoli gesti, scelte decise, e una resilienza che non ha bisogno di urla. Perché le donne hanno potere nel silenzio: non serve alzare la voce per farsi sentire. Io sono Adele è la prova che la rinascita avviene quando si rompe il silenzio interiore e si diventa protagoniste della propria esistenza.

Edito da Marsilio (256 pagine, in libreria dal 5 maggio 2026), il romanzo è consigliato a chi cerca storie femminili vere, intense e capaci di smuovere.

È morta la mamma di Pupo: Irene è volata in cielo, accompagnata da una parte di lui

Il cantante annuncia la scomparsa della madre malata di Alzheimer dopo aver deciso di fermare tutti gli impegni per restarle accanto

Pupo ha annunciato la scomparsa della madre, Irene, con un commosso messaggio pubblicato sui suoi canali social. Accanto al testo, l’artista ha condiviso alcune fotografie che lo ritraggono insieme a lei, rendendo omaggio in modo pubblico a una figura che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nella sua vita.

“Per tutto l’affetto che mi avete dimostrato ogni volta che vi ho parlato della mia mamma e che ho pubblicato foto e video insieme a lei, ritengo sia giusto informarvi che Irene, la mia mamma, è volata in cielo. Ma non da sola, accompagnata da una parte di me”, scrive Pupo, lasciando trasparire il profondo dolore per la perdita.

Addio a Irene la mamma di Pupo

Negli ultimi mesi il cantante aveva già fatto sapere di non vivere un momento sereno, a causa delle condizioni di salute della madre. Durante un’intervista a “La volta buona” aveva spiegato che Irene era diventata il suo ancoraggio alla realtà, soprattutto di fronte alle difficoltà legate alla malattia.

Proprio qualche giorno prima della scomparsa, Pupo aveva deciso di fermare tutti gli impegni pubblici per stare al fianco della madre, malata di Alzheimer da diversi anni. Aveva annunciato l’annullamento di un concerto previsto al Teatro Acacia di Napoli, confessando di non essere nelle condizioni psicologiche di poterlo affrontare: “La mia mamma sta per andarsene ed io devo assolutamente starle accanto. Sono certo che capirete e che non sarete arrabbiati con me”. Il suo cuore, aveva aggiunto, era “a pezzi”, ma sottolineava che continuava a battere forte per chi lo ama.

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Addio ad Alex Zanardi: muore a 59 anni il campione che ha ispirato l’Italia

L’ex pilota automobilistico e campione paralimpico si è spento nella serata del 1 maggio, circondato dall’affetto della famiglia

È scomparso all’età di 59 anni Alex Zanardi, ex pilota automobilistico e campione paralimpico, simbolo di forza, resilienza e sorriso. La famiglia ha comunicato la notizia con un messaggio commosso: “È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. Ringraziamo tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiediamo di rispettare il nostro dolore e la nostra privacy”.

Nato a Bologna nel 1966, Alex Zanardi aveva iniziato la carriera come pilota di Formula 1 per approdare con successo nel Campionato CART, dove aveva conquistato due titoli. La svolta arrivò nel 2001, quando un grave incidente automobilistico gli fece perdere l’uso delle gambe; da quel momento, però, non si arrese e ha trasformato la tragedia in una nuova vita sportiva. Si dedicò al paraciclismo, diventando uno dei volti più amati delle Paralimpiadi, con quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016.

Nel 2020 era stato coinvolto in un altro terribile incidente mentre correva in handbike in una gara di beneficenza da lui organizzata, ma la sua volontà e la sua determinazione avevano continuato a coinvolgere e commuovere il Paese. Sposato dal 1996 con Daniela, Alex Zanardi lascia un figlio, nato nel 1998, e un esempio di vita che resterà nella memoria di sportivi e tifosi.

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Perché in Malesia il 4 Porta Sfortuna: La Tetrafobia Cinese

Perché in Malesia il 4 Porta Sfortuna: Superstizione Radicata nella Pronuncia

In Malesia, il numero 4 è considerato di cattivo auspicio per la tetrafobia, una paura diffusa soprattutto tra la comunità cinese malese, che rappresenta circa il 23% della popolazione. Questa credenza affonda le radici nella lingua cinese mandarino: “quattro” (sì) si pronuncia in modo identico a “morte” (sǐ), generando un’assonanza sinistra che evoca sventura e lutto.

La superstizione si è propagata oltre la Cina, influenzando Malesia, Singapore, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Qui, il 4 è bandito da contesti quotidiani per scongiurare malasorte, simile alla nostra paura del 13 o del 17 in Italia.

Impatti sull’Architettura e la Vita Quotidiana

Le conseguenze pratiche sono tangibili e modellano l’urbanistica malese. Negli hotel e grattacieli di Kuala Lumpur o Penang, gli ascensori saltano i piani 4°, 14°, 24° e così via: sostituiti da sigle come 3A, 3B o “E” (per East), per non turbare gli ospiti. I numeri civici terminanti in 4 sono rari e deprezzano gli immobili fino al 30%, scoraggiando acquisti.

Anche il commercio ne risente: regali o confezioni da 4 pezzi sono evitati, mentre ospedali e cimiteri omettono reparti numero 4. Questa tetrafobia influenza biglietti aerei, targhe e persino menu ristoranti, privilegiando l’8 (simbolo di prosperità).

In un paese multietnico come la Malesia, dove malesi musulmani, indiani indù e cinesi convivono, queste usanze culturali persistono, intrecciando tradizione e modernità. Un esempio affascinante di come un suono possa plasmare una nazione intera.

Elettra Lamborghini a Belve: “La mia passera mi fa penare”

Confessioni intime su Rai2 con Francesca Fagnani

Elettra Lamborghini torna ospite a Belve su Rai2, intervistata da Francesca Fagnani, dopo la mancata liberatoria del 2022. La cantante emiliana si confessa senza filtri sulla sua sessualità e vita privata, definendosi “maritosessuale”.

A Miami, tra “maschioni con la tartaruga”, non ha provato alcun interesse: “Manco se mi pagassero”, dice secca. “Mai stata più chiara di così. Mi attraggono altre cose”, spiega, negando attrazione per quel tipo di uomini.

Sulla bisessualità dichiarata in passato, ammette: “Se non ci fosse mio marito, non so quanto sarei interessata”. Fagnani le chiede conferma: “Cioè non provavi interesse?”. Risposta diretta: “No”.

Dolori privati e acronimi confusi

Il peggior difetto? “Non so la vostra, ma la mia passera mi fa penare. Più dolori che gioie, non è come la descrivono tutti”. La giornalista ride: “Tutti chi?”. “Gli uomini! La mia patonga ha qualche problema”.

Elettra Lamborghini inciampa pure sull’acronimo LGBTQ+: “Ogni anno c’è qualcosa di innovativo. Era lesbica, trans, gay… ma ne manca uno”. Fagnani integra: “Bisessuale e la Q”. La cantante si perde: “Queers? Fino a tre anni fa ai gay pride era LGPQT… o BQ…”. Un mix di ironia e confusione che diverte.

Queste anticipazioni scaldano i motori per la puntata di stasera su Rai2, puntuale nel martedì di Belve. Elettra Lamborghini, schietta come sempre, mescola privato e comicità LGBTQ+. Un’intervista che promette scintille.

Reggia di Venaria Reale: Guida Completa al Capolavoro Barocco UNESCO

Reggia di Venaria capolavori di una delle residenza Sabaude

Parco della Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale è un capolavoro del barocco universale, con sale come il Salone di Diana, la Galleria Grande e la Cappella di Sant’Uberto, oltre alle imponenti Scuderie Juvarriane di Filippo Juvarra. Restaurata in uno dei più grandi cantieri europei, è oggi un progetto culturale che unisce antico e contemporaneo, inclusi i Giardini premiati come Parco più bello d’Italia nel 2019.

I giardini offrono un mix affascinante di storia e design moderno, perfetti per passeggiate immersive.

Periodo Migliore per Visitare

Il momento ideale per visitare la Reggia di Venaria è la primavera, per i giardini in fiore e la fioritura dei ciliegi, o l’autunno per i colori vividi e meno affollamento. Aperta da martedì a domenica (chiusa lunedì), gli orari variano: dalle 9:30 alle 17:00 in inverno, fino alle 19:30 in estate e festivi. Prenota biglietti online per evitare code; costo intero Reggia + Giardini circa 20€, con riduzioni per famiglie e over 65.

Durata e Consigli per la Visita

Una visita completa alla Reggia di Venaria dura 3-4 ore, coprendo interni e giardini; tour guidati standard sono di 90 minuti. Per un’esperienza approfondita con mostre temporarie, dedica un’intera giornata. Vicina a Torino, è raggiungibile in bus o treno; dedica tempo extra ai giardini estesi.

Storia e Proprietari della Reggia

Costruita nel XVII secolo per Carlo Emanuele II di Savoia come residenza di caccia, fu ampliata da Vittorio Amedeo II in stile barocco. Ospitò la corte sabauda fino al declino ottocentesco, usata come caserma post-napoleonica; oggi è patrimonio UNESCO dello Stato italiano, gestito dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.

La facciata barocca della Reggia riflette la grandiosità sabauda.

Fioritura dei Ciliegi: Date 2026

Ammira la fioritura dei ciliegi nel Potager Royal dal 21 marzo al 6 aprile 2026, con circa 100 alberi ornamentali al massimo splendore e aperture serali illuminate.

ciliegi in fiore reggia di venaria

Matrimoni Celebri alla Venaria

La Reggia ha ospitato eventi vip come il matrimonio di Angela Sant’Albano con Colin Johnson (2025), Gessica Notaro con Filippo Bologni (2023) e Cristina Chiabotto con Marco Roscio (2019). [original query, verified via]

I Capolavori Imperdibili

  • Galleria Grande: Simbolo settecentesco di architettura maestosa.
galleria grande reggia di venaria
  • Sala di Diana: Fulcro centrale con accesso scenografico.
sala di diana reggia di venaria
  • Cappella di Sant’Uberto: Gioiello dedicato al patrono dei cacciatori.
cappella di santuberto reggia di venaria
  • Bucintoro dei Savoia: Unico esemplare originale al mondo, del 1729-1731.
Bucintoro dei Savoia reggia di venaria
  • Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo: Fontana con oltre 100 getti sincronizzati con musica.
Teatro dAcqua della Fontana del Cervo reggia di venaria
  • Fontana d’Ercole: Macchina scenografica barocca per feste.
fontana ercole reggia di venaria
  • Giardino delle Sculture Fluide: 14 opere sensoriali di Giuseppe Penone.
giardino delle sculture fluide reggia di venaria
  • Potager Royal: 10 ettari di orti e frutteti, il più grande d’Italia.
Il Potager Royal dei Giardini reggia di venaria

Antonella Clerici Svela: Maternità Violata e Lacrime per Frizzi

Dal Tradimento Rai al Test con il Cane: Confessioni Esclusive

Antonella Clerici, ospite nel podcast “BSMT” di Gianluca Gazzoli, ha riavvolto il nastro della sua carriera tv, iniziata con un documentario sulla terza età. Indimenticabile “La Prova del Cuoco”, che ha condotto per 15 anni con ascolti record, tolto durante il congedo maternità e sostituito da Elisa Isoardi. “Ero convinta di tornare, invece trovarono un’altra. Dopo Sanremo 2010 chiesi solo di riprendermelo: era una questione di principio”, ha raccontato con amarezza, tornando nel 2010.

Antonella Clerici e la nascita di Maelle

La gioia della maternità con Maelle (nata 2009 da Eddy Martens) è stata offuscata da un’ombra: “Ero incinta e non lo sapeva nessuno, ma la clinica vendette le mie analisi ai giornali. Li trovai in edicola ad Ansedonia, prima ancora di dirlo a papà”. Il primo a ‘sapere’? Il cane Oliver: “Feci il test da sola con lui, per scaramanzia”. Nonostante la separazione, “ho una figlia meravigliosa”.

Toccante il ricordo di Fabrizio Frizzi: una foto con lui e Carlo Conti nel camerino. “Era il mio compleanno, entrarono in diretta per auguri. Tre mesi dopo se n’è andato. Lo vedevo male, imploravo Carlo: ‘Convincilo a fermarsi’. Lavorare lo faceva sentire vivo”. La morte ha segnato tutti: “Per Carlo, col figlio piccolo, è stato impossibile continuare il quotidiano. Ha cambiato vita, più famiglia”.

Infine, un aneddoto leggero: “Solo un fan pazzo a Unomattina, feticista delle scarpe che cambiavo”. Tra delusioni e trionfi, Antonella Clerici incarna la tv autentica.

Freida McFadden torna con “L’inquilina”: il thriller psicologico che trasforma la casa in un incubo

Dall’autrice bestseller da oltre 50 milioni di copie, un nuovo romanzo carico di tensione, segreti e paranoia: “L’inquilina” è già tra i titoli più attesi dagli amanti del brivido.

Il ritorno di Freida McFadden: un nuovo caso editoriale

Freida McFadden torna in libreria con L’inquilina, un thriller psicologico destinato a conquistare lettori in tutto il mondo. Dopo aver venduto oltre 50 milioni di copie e dominato le classifiche internazionali, l’autrice americana – anche neurologa – conferma il suo talento nel raccontare le zone più oscure della mente umana.

Pubblicato in Italia da Newton Compton Editori, il romanzo si inserisce perfettamente nel filone che ha reso celebre Freida McFadden: storie ad alta tensione, ritmo serrato e colpi di scena continui.

la donna della porta accanto di freida mcfadden

Trama de “L’inquilina”: quando la fiducia diventa pericolo

Il protagonista è Blake Porter, un uomo all’apparenza realizzato: carriera brillante, promozione appena ottenuta e una relazione stabile con la fidanzata Krista. Tuttavia, la sua vita crolla improvvisamente quando viene accusato ingiustamente di aver sabotato la propria azienda.

Senza lavoro e con un mutuo da pagare, Blake si trova in difficoltà economiche. È in questo momento di fragilità che entra in scena Whitney, una donna affascinante e misteriosa in cerca di una stanza in affitto. Accoglierla sembra la soluzione perfetta, ma si rivelerà presto un errore fatale.

Quella che doveva essere una convivenza temporanea si trasforma rapidamente in un incubo.

Atmosfere claustrofobiche e tensione crescente

Con L’inquilina, McFadden costruisce un racconto claustrofobico, ambientato quasi interamente tra le mura domestiche. La casa, simbolo di sicurezza e protezione, diventa un luogo di ansia e sospetto.

Dettagli inquietanti iniziano a emergere:

  • vicini evasivi e ambigui
  • rumori inspiegabili durante la notte
  • un odore persistente e disturbante
  • comportamenti sempre più strani da parte di Whitney

Blake comincia a sospettare che nulla sia casuale. Qualcuno sembra conoscere i suoi segreti più profondi e la paranoia cresce pagina dopo pagina, trascinando il lettore in una spirale di tensione psicologica.

Il segreto del successo di Freida McFadden

una di famiglia di freida mcfadden

Il successo globale di Freida McFadden non è casuale. La sua capacità di intrecciare suspense e introspezione psicologica deriva anche dalla sua esperienza nel campo medico.

Dopo bestseller come Una di famiglia, Nella casa dei segreti e L’insegnante, l’autrice continua a esplorare temi universali come la fiducia, il senso di colpa e la paura.

l'insegnante di freida mcfadden

Il suo stile è riconoscibile: capitoli brevi, ritmo incalzante e finali imprevedibili che tengono il lettore incollato fino all’ultima pagina.

Perché leggere “L’inquilina”

L’inquilina è il thriller ideale per chi ama le storie cariche di tensione e mistero. Il romanzo affronta una paura molto contemporanea: quella di condividere i propri spazi con qualcuno di cui non si conosce davvero nulla.

Tra i punti di forza del libro:

  • narrazione veloce e coinvolgente
  • suspense costante
  • colpi di scena ben costruiti
  • personaggi ambigui e realistici

È una lettura che gioca con le percezioni del lettore, mettendo in discussione ogni certezza.

Un thriller attuale e universale

In un’epoca in cui la convivenza e la condivisione degli spazi sono sempre più diffuse, L’inquilina colpisce nel segno. La storia parla di fiducia tradita, vulnerabilità e paura dell’altro, temi più attuali che mai.

Con questo nuovo romanzo, Freida McFadden conferma il suo ruolo di regina del thriller contemporaneo, capace di trasformare la normalità quotidiana in un incubo psicologico.

Se ami le letture che ti tengono sveglio la notte, questo libro è destinato a diventare il tuo prossimo ossessivo page-turner.

Gli interventi di Nadia Rinaldi: “Lifting e naso, ma un anno senza seno è stata una sofferenza”

Il percorso di Nadia Rinaldi tra chirurgia estetica e cambiamenti fisici

Nadia Rinaldi ha condiviso il suo difficile percorso di trasformazione fisica, iniziato con un intervento di bypass gastrico nel 2001 che l’ha portata a perdere ben 86 chili. La cinquantottenne, in un’intervista a Caterina Balivo, ha raccontato i vari interventi cui si è sottoposta per rimuovere il tessuto in eccesso, tra cui un lifting al viso e una chirurgia estetica al naso.

Il lifting al viso e l’intervento al naso

Nel suo racconto, Rinaldi ha spiegato come, con l’avanzare dell’età, il viso possa subire dei cambiamenti, tra cui l’abbassamento della mascella che può alterare l’ovale. Per ridare tonicità al viso, ha deciso di sottoporsi a un lifting. Ha anche rivelato di essersi sottoposta a un intervento al naso per sistemare piccole imperfezioni, riconoscendo di aver voluto migliorare il proprio aspetto per sentirsi più a suo agio.

La sofferenza per l’intervento al seno

Nel 2014, Nadia Rinaldi ha deciso di affrontare una riduzione del seno, ma l’operazione è stata un vero calvario. Le protesi inserite non erano adatte e l’intervento ha causato gravi complicazioni, portandola a rimanere senza seno per un anno e mezzo. Nonostante la sofferenza, l’attrice ha cercato di affrontare con coraggio le difficoltà e di tornare più forte di prima.

Fabrizio Corona critica duramente Belve e Francesca Fagnani: “Fa schifo e merita di andare su Canale 5”

L’ex re dei paparazzi boccia il programma di Francesca Fagnani, attaccando anche la conduttrice per cercare di imitare Maria De Filippi.

Durante la prima puntata del nuovo ciclo di Belve, Fabrizio Corona non ha risparmiato critiche al programma e alla sua conduttrice, Francesca Fagnani. L’ex re dei paparazzi ha scelto di commentare il ritorno della trasmissione con parole al vetriolo sui social: “Belve è morto perché Francesca Fagnani ha provato in tutti i modi a trasformarsi in Maria De Filippi, e purtroppo è quasi riuscita a farlo”, ha scritto Corona, aggiungendo che “Belve fa schifo e merita di essere mandata in onda su Canale 5″.

Un attacco diretto e senza filtri, che ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcune figure pubbliche come Patrizia Pellegrino, Noemi, Paola Iezzi ed Elena Barolo hanno difeso il programma, Fabrizio Corona ha continuato a criticare aspramente, insinuando che un programma ormai “morto” fosse più adatto a Mediaset.

Ironia della sorte, solo tre anni fa, Fabrizio Corona stesso era stato ospite di Belve, ricevendo un cachet di 30.000 euro per la sua partecipazione. In un’intervista, aveva rivelato che, per alcune delle sue ospitate in TV, tra cui quella da Francesca Fagnani, aveva guadagnato un totale di 90.000 euro. Un evidente cambio di posizione che ha suscitato curiosità e polemiche tra i suoi fan e i media.

In passato, Corona aveva anche sollevato polemiche durante Belve Crime, quando aveva accusato Massimo Bossetti di aver ricevuto un compenso elevato per l’intervista con Fagnani, dichiarazioni che furono prontamente smentite dalla conduttrice e dalla produzione.